Per un pugno di voti, l’emendamento Fosson non passa

Il senatore valdostano, durante la discussione sulla finanziaria, ha chiesto che la Valle possa spendere nelle grandi opere i risparmi legati al patto di stabilità. Poi polemizza con la Lega: “sostiene le regioni virtuose solo a parole”.
Antonio Fosson
Politica

Ci è mancato poco, ma alla fine l'emendamento "Fosson" sulla Finanziaria, discusso al Senato ieri, martedì 10 novembre, non è passato. Con solo 8 voti di margine la maggioranza ha bocciato la richiesta di Antonio Fosson che prevedeva, per le regioni virtuose, la possibilità di usare il "tesoretto" legato al patto di stabilità per le grandi opere. In sostanza, si tratta di un "tesoretto – circa 300 milioni di euro – un surplus di risorse che la Regione ha messo da parte, ma che non può essere materialmente speso.

Il senatore Fosson in modo polemico ha dichiarato in assemblea che in un periodo di crisi economica mantenere "bloccati" dei fondi era veramente assurdo. Ha poi polemizzato con la "Lega" che di solito sostiene di premiare le regioni virtuose ma poi nei provvedimenti concreti sostiene sempre il Governo che non tiene conto di queste ragionevoli istanze.

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