Pirogassificatore, la petizione incassa un “sì” al confronto tra esperti e un “no” alla moratoria

I lavori della III Commissione consiliare sono terminati questo pomeriggio con l’approvazione di una relazione che si articola in due conclusioni. La petizione sarà ora discussa nella prossima adunanza dell’Assemblea regionale.
La discarica di Brissogne
Politica, Società

“Sì” al confronto tra esperti e “no” alla moratoria. E’ questo, in poche parole, l’esito dell’esame della petizione popolare, proposta dal Comitato Vallevirtuosa e sottoscritta da 11.007 cittadini, che chiedeva la moratoria del bando di gara per l’impianto di pirogassificazione, in modo da consentire un confronto tra esperti (scelto tra le parti) sulla possibilità di realizzare un impianto a trattamento a freddo dei rifiuti proposto dal Comitato e lo scenario proposto dall’Amministrazione regionale.

I lavori della III Commissione sono terminati con l’approvazione di una relazione che si articola in due conclusioni. “Sulla richiesta di un confronto tra esperti – ha spiegato il Presidente, Dario Comé – la Commissione ha espresso parere favorevole all’unanimità, ritenendo importante che i cittadini abbiano la possibilità di ricevere la più ampia informazione su una materia di così grande rilevanza, pur rilevando che fosse stato congruo il numero di incontri con il pubblico organizzati dalla Regione – nove in tutto – per rendere note le ragioni della scelta approvata dal Consiglio regionale nel marzo 2010”.

Sulla richiesta di moratoria, invece, la Commissione ha ritenuto a maggioranza, con l’astensione del PD e il voto contrario di Alpe, di non poter proporre al Consiglio l’accoglimento della proroga sulla base di una serie di motivazioni.

“Ricordando che il bando di gara è stato pubblicato nel novembre 2010, che il termine per la presentazione delle offerte era fissato per il 6 giugno 2011 e che la petizione è stata assegnata alla terza Commissione consiliare in data 23 giugno 2011 – ha continuato Comé – abbiamo constatato che la fase del bando in cui le offerte dovevano essere presentate si è conclusa già prima dell’avvio dell’iter in Commissione”.

Comé ha comunque specificato che “l’amministrazione pubblica, come si evince da fonti giurisprudenziali, conserva sempre la possibilità di valutare la persistenza dell’interesse pubblico all’esecuzione delle opere e quindi ha comunque la possibilità di revocare tale esecuzione prima della sua aggiudicazione definitiva senza che possa essere accolta la richiesta di indennizzo da parte del soggetto aggiudicatario.”

“Il nostro voto contrario – ha dichiarato in merito il Consigliere Giuseppe Cerise (Alpe) – è perfettamente coerente con la posizione già assunta nel corso dell’ultima riunione del Consiglio regionale”. La petizione sarà ora discussa nella prossima adunanza dell’Assemblea regionale convocata per mercoledì 19 e giovedì 20 ottobre.

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