Più qualità e professionalità per gli esercizi commerciali di Aosta

Il provvedimento interessa gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e introduce criteri qualitativi di ordine strutturale oltre a definire i requisiti professionali e qualitativi che gli esercizi devono avere e garantire.
Dehors in piazza Chanoux ad Aosta
Politica
Un passo decisivo per il sostegno, il rilancio e lo sviluppo del commercio che l’Amministrazione ha inteso intraprendere conscia dell’importanza del settore per il futuro della città di Aosta”. Questo il commento dell’assessore alle Attività produttive del Comune di Aosta, Bruno Giordano, al provvedimento licenziato recentemente dalla Giunta comunale sui “Criteri di programmazione dell’attività dei pubblici esercizi”.
Un provvedimento che “da un lato asseconda le aspettative degli operatori del settore – continua Giordano – in un quadro di sempre più ampia, seppure controllata, liberalizzazione, e dall’altro, più specificatamente, permette di riqualificare il settore dei pubblici esercizi premiando la professionalità degli esercenti e la volontà di offrire un servizio di qualità più elevata e sempre più rispondente alle crescenti aspettative della clientela turistica”.

Il provvedimento, che interessa gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, introduce criteri qualitativi di ordine strutturale, relativi ai locali utilizzati per lo svolgimento dell’attività, e definisce i requisiti professionali e qualitativi che gli esercizi devono avere e garantire.
Tra le attenzioni alla base dei criteri definiti nel provvedimento, figurano la salvaguardia e la riqualificazione della rete dei pubblici esercizi nei centri storici, e nelle aree di interesse storico architettonico ed ambientale, favorire la localizzazione dei nuovi insediamenti tenendo conto dei fattori di mobilità, di inquinamento, di spazi di uso pubblico e di integrazione con altre attività economiche presenti sul territorio comunale, oltre alla salvaguardia  dell’ equilibrio tra domanda e offerta.

I pubblici esercizi della zona 1 (Centro storico naturale) e della Zona 3 (Area urbana) dovranno dunque adeguarsi a livelli qualitativi minimi, suddivisi in requisiti strutturali e requisiti accessori qualitativi e professionali, raggiungendo punteggi definiti per ogni tipologia. Tra i requisiti strutturali, si cita ad esempio, il possesso di una superficie di somministrazione di almeno 1,5 mq per ogni posto a sedere; l’utilizzo di strumenti utili al risparmio energetico ed all’ottimizzazione delle fonti energetiche; l’insonorizzazione dei locali certificata; la presenza di un’area interna o esterna al locale attrezzata per l’intrattenimento dei bambini e la presenza di un’area riservata destinata all’allattamento al seno e al cambio dei neonati.
 
Tra i requisiti accessori qualitativi e professionali figurano, tra gli altri, la dichiarazione di impegno ad utilizzare nell’attività almeno 10 prodotti tipici della Valle d’Aosta Dop o Doc; il possesso del contrassegno di qualità “Saveurs du Val d’Aoste”; l’apertura dell’attività per pranzo e cena; l’apertura la domenica e nelle giornate festive; l’apertura per almeno 300 giorni all’anno; la dichiarazione di impegnare prevalentemente prodotti biologici e la conoscenza di lingue straniere da parte del personale addetto al servizio.

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