Politica

Ultima modifica: 30 Maggio 2019 11:23

Pnv, la faida è tutta interna. Il Governo Fosson ad un passo dalla fine

Aosta - Il “movimento del Presidente”, in una nota smonta infatti tesi e certezze del Capo del governo. E attacca sul "Rassemblement" autonomista con l'idea di "porre le basi alla realizzazione di un gruppo dirigente che possa collaborare ad amministrare la VdA con chi si riconosca all’interno di un’area di Centro destra moderata”.

Antonio Fosson e Claudio Restano

Giusto lunedì pomeriggio, dopo la batosta alle Europee degli autonomisti riuniti, il Presidente della Regione Antonio Fosson dichiarava serafico che il suo esecutivo sarebbe andato avanti, con la convinzione di essere “in 18” per “dare continuità all’azione di governo”.

Fosson che pare aver fatto però “i conti senza l’oste” per due ragioni, semplici e complesse: da un lato la sua visione che slega il destino della sua Giunta al risultato disastroso della coalizione autonomista – che compone quindici diciottesimi della maggioranza che lo appoggia – alle Europee, dall’altro l’assenza, nella riunione di maggioranza post-voto, del suo collega di Pour Notre Vallée Claudio Restano.

Per un Fosson che, chiusosi dietro l’uscio del “faccia a faccia” di maggioranza, spiegava ai cronisti che l’assenza di Restano “non ha un significato politico, Claudio è sicuramente un diciottesimo importante in questa azione amministrativa che noi vogliamo portare avanti, anzi rilanciare”, a stretto giro è il suo stesso collega a prendere una posizione opposta.

Pour Notre Vallée è spaccata a metà, il governo Fosson appeso a un filo. Il “movimento del Presidente”, in una nota smonta infatti tesi e certezze del Capo del governo: “Alla luce del risultato delle consultazioni elettorali per le elezioni europee – si legge – una parte del gruppo dirigente di Pnv, come già dichiarato prima dell’appuntamento, ritiene necessario approfondire sia la situazione politica regionale sia la questione amministrativa legata al governo di scopo in cui Pnv stessa fa parte”.

Non solo, visto che la stessa “parte del gruppo dirigente di Pnv non ritiene praticabile e credibile il compattamento del fronte autonomista progressista riconducibili ad un’area di centro sinistra, non ne condivide il percorso, e lo reputa funzionale al solo mantenimento delle posizioni di singoli in un momento di difficoltà, e non a un interesse della collettività intera”.

Una “Super Réunion” mai condivisa da Pnv – che infatti ha lasciato libertà di voto ai suoi elettori – e mai metabolizzata: “Il risultato del recente voto – prosegue la nota – ha espresso un chiaro giudizio dell’opinione e della posizione degli elettori in VdA in riferimento ad un già annunciato Rassemblement delle attuali forze autonomiste progressiste di centro sinistra, motivo per il quale già da molto tempo Pnv non ne ha mai voluto condividerne il percorso”.

La matassa, però, non è così ingarbugliata, almeno dal punto di vista squisitamente politico. Parte di Pour Notre Vallée infatti non aveva fatto mistero della volontà di dialogare, come in Consiglio Valle, con il Front Valdôtain di Emily Rini.

E nel suo comunicato il messaggio al Presidente della Regione è forte e chiaro: “Nei prossimi giorni convocheremo quindi una riunione dell’intero gruppo dirigente e politico per definire un percorso politico amministrativo serio e concreto, che possa traguardare, raggruppare e comprendere un’area di centro destra moderata, per porre le basi alla realizzazione di un gruppo dirigente che possa collaborare ad amministrare la VdA con chi in questi ideali si riconosca all’interno di un’area di Centro destra moderata”.

Con buona pace del – quasi – fu Governo Fosson.

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