Polemica sui vaccini, Marquis: “La poltrona di Certan non è in discussione”

L'ha specificato oggi il Presidente della Regione: "Viviamo in un'epoca social dove l'eco di quanto diciamo si amplifica". Anche Alpe difende Certan: "Criticare il decreto non significa criticare i vaccini".
Consiglio regionale XIV
Politica

“Ciascuno di noi ha una propria sensibilità sull'argomento, la posizione dell'assessore all'Istruzione non è in discussione. Viviamo in un'epoca social dove è possibile esprimersi a 360 gradi e dove l'eco di quanto diciamo purtroppo assume assume delle proporzioni che in tempi passati non era pensabile”.

Ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche, questa mattina in conferenza stampa di giunta, il Presidente della Regione Pierluigi Marquis in riferimento al contestato post di Facebook dell'assessora all'Istruzione e Cultura Chantal Certan nel quale, giovedì scorso, comparava l'introduzione obbligatoria dei vaccini alla sperimentazione umana nazista.

E sulle dimissioni chieste a gran voce dall'opposizione Marquis chiude la porta: “La maggioranza – ha spiegato – oggi è chiamata a concentrarsi sui problemi seri che la Valle d'Aosta, ed ogni cosa deve essere valutata sul peso dell'importanza che ha”.

Riguardo i vaccini, comunque, la giunta regionale ha approvato all'unanimità il Piano di previsione vaccinale 2017/19 inserito all'interno dell'intesa Stato-Regioni: “L'intesa – ha spiegato Marquis – prevede un Piano per far fronte alle situazioni di emergenza dovute al calo del tasso di copertura delle vaccinazioni”.

 

Alpe: “Criticare il decreto non significa criticare i vaccini”

A stretto giro, venerdì scorso, anche il 'Galletto' si è lanciato nella difesa di Certan, via comunicato stampa: “Alpe è favorevole e promuove l'uso dei vaccini. I vaccini hanno permesso di debellare malattie tremende e anche oggi permettono di vivere in una società più sana. Alpe però crede profondamente anche alla libertà dell'individuo. Siamo donne e uomini innanzitutto. Questo significa che l'utilizzo di forme coercitive va non solo utilizzato esclusivamente in casi di emergenza assoluta, ma deve anche essere soppesato con un'attenzione massima”.

Un confine però, ammette Alpe, superato da ambo le parti: “Noi crediamo che il decreto del ministro della salute sia andato completamente al di là dei suoi confini. Parlare di perdita di potestà genitoriale e di multe fino a 7mila 500 euro, di superiorità rispetto al diritto all'educazione è fuori senso.

Criticare il decreto non significa criticare i vaccini. Chi non lo capisce non è altro che uno speculatore politico. Non possiamo condividere però neppure la forma del post di Chantal Certan. Le parole e il senso erano anch'essi fuori dai confini del confronto civile. Noi crediamo che Chantal Certan avrà l'occasione di spiegarsi in modo da trasformare una battaglia di coscienza personale in una proposta politica che provi a conciliare salute e libertà personale”.

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