Presentata la prima bozza del piano di traffico per Aosta: due gli scenari ipotizzati

Costato 148 mila euro, il piano è giunto ad una prima bozza che, dopo i passaggi in Giunta e in Consiglio, dovrà arrivare entro fine novembre ad un disegno definitivo. L'analisi dei flussi di traffico è frutto di un monitoraggio del mese di marzo.
Il secondo scenario ipotizzato dal Piano di Traffico per Aosta
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“Iniziamo oggi un percorso per arrivare ad un Piano urbano del traffico il più possibile condiviso”: Stefano Borrello, assessore alla Mobilità del Comune di Aosta, accompagnato da Patrizia Malgieri e Simone Bosetti del Consorzio Metis di Milano, ha illustrato alla seconda Commissione consiliare una prima bozza del piano del traffico, “nell’ottica di arrivare ad una soluzione concertata del futuro della nostra città”. Costato 148 mila euro, il piano è giunto ad una prima bozza che, dopo i passaggi in Giunta e in Consiglio, dovrà arrivare entro fine novembre ad un disegno definitivo.

L’analisi dei flussi di traffico, resa nota già nelle scorse settimane, è frutto di un monitoraggio del mese di marzo, con il conteggio dei mezzi in dodici varchi di accesso alla città e in quindi interni all’area urbana, e con sondaggio origine-destinazione rivolti agli automobilisti. Nel complesso, sono oltre 135 mila al giorno i veicoli circolanti, in ingresso o in uscita, nella cerchia urbana del capoluogo, con oltre 20 mila transiti in ognuno dei tre varchi di via Roma, corso Ivrea e Pont Suaz. L’analisi della sosta evidenzia che l’occupazione degli stalli a pagamento su strada sfiora il 50 per cento nel giorno feriale, e si avvicina al 100 per cento al parcheggio dell’ospedale, con percentuali leggermente minori nelle strutture coperte della Consolata e di via Carrel.

Il piano evidenzia poi numerose criticità, a partire dal parco auto numeroso, e alcune zone in cui prestare particolare attenzione, dal nodo di viale Ginevra, la cui situazione peggiorerà con l’ampliamento dell’ospedale Parini, alla zona dell’Arco di Augusto, a piazza Manzetti, due delle aree della città in cui il numero di incidenti è più alto, assieme all’incrocio di via Chambéry e viale dei Partigiani, ora regolato da rotonda. “Redigendo il piano non dovremmo fare considerazioni che non ci competono – ha spiegato Patrizia Malgierima spesso la qualità del traffico dipende dalla qualità delle strade. Molte vie di Aosta sono brutte e concepite male, e andrebbero riqualificate. Anche la rete ciclabile è praticamente assente, e composta soltanto da tronchi brevi e non collegati tra loro”.

Altrettante le note positive: quasi il 50 per cento degli spostamenti interni alla città, per lavoro o per studio, avvengono a piedi o in bicicletta, non incidendo in questo modo sul traffico; Aosta ha risolto alcune criticità (collegamento con la collina grazie alla nuova rotonda della Rochère, abbattimento degli incidenti grazie alla nuova rotonda di viale Partigiani, svincolo per Porossan), ha diminuito l’inquinamento atmosferico e presenta una buona dotazione di parcheggi. Se il servizio pubblico è valutato positivamente, per capillarità e frequenza, nei giorni feriali, in quelli festivi è risultato carente.

Le soluzioni proposte sono due. Un primo scenario tiene conto di iniziative ideate e da realizzare nei prossimi anni, come la tangenziale sud dall’arena della Croix Noire all’area Tzamberlet (con il prolungamento di via Vittime del col du Mont a sud del quartiere Dora, e con l’apertura della strada tra la rotonda di Pont Suaz e quella in via Garin), al Cityporto per sgravare il centro pedonale dal trasporto delle merci, alla pedonalizzazione di via Ollietti (Tribunale), alla realizzazione di una rotonda in piazza Salvadori e di un parcheggio a servizio dell’area megalitica di Saint-Martin.

Il secondo scenario tiene conto della realizzazione del campus universitario alla Testa Fochi, con la pedonalizzazione di piazza della Repubblica e di via Monte Solarolo, la chiusura di via Lexert e la prosecuzione di via Chamonin, della realizzazione della metropolitana, del parcheggio di interscambio autostradale. Questi interventi saranno contestuali all’attivazione di “Zone 30”, con limite di velocità più basso dell’attuale al quartiere Cogne e in altre aree residenziali, all’apertura delle stazioni “Istituto” e “Viale Europa” della ferrovia, alla realizzazione di una vera e propria rete ciclabile.

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