Primo congresso dell’UVP, prove di dialogo fra maggioranza e opposizione

A Fénis oggi, sabato 12 aprile, Union e Stella Alpina hanno tentato la strada del dialogo con i partiti di minoranza. Acclamata Alessia Favre: “Prima le dimissioni e poi i ragionamenti”.
Alessia Favre al congresso Uvp
Politica

Al primo congresso dell’Union Valdotaine Progressiste a Fénis oggi, sabato 12 aprile, sono andate in scena le prime prove di dialogo fra maggioranza e opposizione, anche se per il momento solo a parole. “Prima le dimissioni e poi i ragionamenti” ha detto una acclamatissima Alessia Favre, presidente del movimento, nel discorso di apertura. “Il progetto dell’alternativa c’è ed è ben chiaro: siamo pronti a governare. La loro nave sta andando a picco, ma attenzione: non si entra nell’Uvp per convenienza. Se le scialuppe di salvataggio sono piene bisognerà scegliere”.

E fra i primi a parlare c’è proprio Ennio Pastoret, ex vieriniano doc. Si avvicina al palco con i fogli del discorso in mano e qualcuno dalla platea lo apostrofa: “Te l’ha scritto Rollandin?”.

Pastoret non si scompone e inizia il suo intervento: “Mai come adesso siamo stati sotto attacco e mai come adesso i valdostani sono divisi”. Poi va sulla crisi attraversata dalla maggioranza: “E’ legittimo che si chiedano le dimissioni, ma le alternative vanno fatte secondo le regole. Siamo in una fase di impasse ed è necessario parlarsi in modo chiaro e senza sotterfugi o condizioni inaccettabili”. Quello che la platea riserva a Pastoret è il più debole degli applausi.

Maurizio Martin presidente di Stella Alpina si spinge anche oltre: “Facciamo tutti un passo indietro per farne fare uno avanti alla Valle d’Aosta. Se il documento presentato è una proposta di confronto ben venga noi siamo disponibili”.

E’ un grande abbraccio all’Uvp, invece, l’intervento di Stefano Ferrero del Movimento 5 Stelle. “Avevo preparato un discorso ieri, ma l’ho buttato. Tra amici non serve”. Però aggiunge a dimostrazione che a volte questo gioco di squadra con gli altri partiti di opposizione è un po’ indigesta alla base: “Non è sempre facile far capire ai nostri attivisti cosa sta succedendo e molti vi accusano di aver condiviso un tratto del percorso col Malefico”. E conclude: “non ci tireremo indietro rispetto alle nostre responsabilità, ma continueremo nel nostro ruolo di sentinelle”.

Piero Floris, presidente di Alpe, ha puntato anch’egli il dito su un sistema che ha occupato tutto. “Ora la condizione è che si prenda atto che questa maggioranza non riesce a governare. Chi impedisce le soluzioni all’impasse è chi non prende atto di non avere i numeri. Però bisogna mettersi attorno a un tavolo e la politica riprendere il proprio ruolo.

Nel discorso che ha fatto infuriare il consiglieri Donzel, Guichardaz e Fontana, il segretario del Partito Democratico Fulvio Centoz ha rivolto un invito per far sì che “il dibattito per uscire dalla crisi che ha coinvolto la maggioranza rientri della discussione interna ed esterna alle nostre diverse formazioni politiche”. Ma ha anche lanciato un’altra provocazione sulle partecipate regionali: “oltre ad introdurre il principio delle pari opportunità nella fornitura di beni e servizi, non è forse venuto il momento di ipotizzare anche la privatizzazione di alcune società? Non è forse venuto il momento di un cambiamento nella visione della nostra economia soffocata da una presenza dell’attore pubblico?”.
 

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