Quartiere Dora: in diminuzione le polveri sottili nell’aria. Ora il problema si chiama diossina

La presenza nell'aria degli inquinanti più "consueti" per gli ambienti urbani, come le PM10 e il benzene, è in progressiva e costante diminuzione. A preoccupare sono ora le diossine nell'aria che superano anche di tre volte il livello massimo tollerabile.
La presentazione dell'Arpa al Quartiere Dora
Politica

Il Quartiere Dora, tradizionalmente descritto come tra i più inquinati di Aosta, può tirare, almeno per alcuni versi, un sospiro di sollievo. La presenza nell’aria degli inquinanti più “consueti” per gli ambienti urbani e soprattutto nocivi per la salute, come le polveri sottili (PM10) e il benzene, è in progressiva e costante diminuzione. Merito di tanti fattori tra cui il rinnovo del parco auto, l’uso di benzine meno inquinanti, il passaggio al metano per il riscaldamento di molte case e il miglioramento delle condizioni meteo. La bella notizia è stata confermata ieri, mercoledì 16 febbraio, nel corso di uno degli incontri che l’Arpa sta tenendo per presentare la quinta relazione sullo stato dell’ambiente.

In generale, però, non c’è nulla da festeggiare e l’inquinamento della città di Aosta continua ad essere un problema da non sottovalutare. Secondo gli stessi dati illustrati ieri dall’Arpa, il dato di Pm10 (Metalli e nichel) dell’area urbana di Aosta, sta sì sotto il limite normativo, ma è decisamente superiore a quello di altre aree urbane dove si effettua questo stesso monitoraggio tra cui Milano, Torino, Roma, Brescia e Bolzano. Il motivo? Nelle slide preparate nella presentazione dell’Arpa si legge “dipende dalla vicinanza del sito industriale della Cogne in diretta prossimità del quale (il riferimento è alla stazione di monitoraggio dell’aria collocata nell’area 1° maggio) le concentrazioni sono più elevate“.

Una alta concentrazione delle diossine in tutta la plaine

Gli abitanti del Quartiere Dora presenti all’incontro di ieri hanno ricevuto anche una conferma decisamente meno positiva e che riguarda la tanto temuta diossina. Nell’ambito della campagna di “Analisi Ambientale Iniziale” è emerso che al Quartiere Dora, ma in generale tutta la plaine di Aosta, il livello stimato delle diossine nell’aria supera anche di tre volte il livello massimo tollerabile indicato da una Commissione consultiva tossicologica nazionale. L’Arpa specifica che “non si tratta di un limite normativo” senza escludere che si tratti comumque di un indicatore significativo per la salute umana. Perché la diossina è un inquinante tossico per l’uomo che non si disperde facilmente, ma tende a depositarsi ed accumularsi nel suolo e nei vegetali. Attraverso gli animali da pascolo, le diossine possono essere assorbite dall’uomo attraverso prodotti come il latte e i suoi derivati, le uova e la carne.

“Il confronto dei dati stimati ad Aosta – ammoniscono dall’Arpa – è piuttosto difficile perché dati reperibili in letteratura sono molto pochi e soprattutto occorre fare attenzione alla loro confrontabilita“. Sta di fatto che al Quartiere Dora di Aosta la stima media delle diossine ha un valore di 88, di poco inferiore a quella misurata ad Oporto, la seconda città del Portogallo, in un’area a circa 1.000 metri circa da un inceneritore (116) e decisamente superiore ai valori stimati rispettivamente per un sito urbano del Lussemburgo (60), della città Ausburg in Germania (49), di Roma (27) e di un sito urbano della Svizzera (25).

Da una analisi condotta sulla concentrazione diossine nei terreni risulta che tutti i 48 punti del territorio regionale sottoposti ad analisi hanno concentrazioni di diossina nel terreno inferiori alle soglie consentite con picchi che si registrano ancora al Quartiere Dora, a Brissogne e a Charvensod. I valori alti di diossina stimati nel monitoraggio hanno indotto l’Arpa a mettere in programma, anche nel 2011, un monitoraggio della diossine nell’aria ed ad auspicare l’avvio anche in Valle d’Aosta di “verifiche sulla presenza di diossine sugli alimenti“. Magari a partire dalla fontina, prodotto “principe” dell’alimentazione e dell’economia valdostana. 

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