Reddito d’inclusione, la legge approvata a novembre è già da rivedere

Il Ministero ha chiesto alla Regione di rivedere il requisito della residenza, abbassandolo da 36 a 24 mesi.
Politica

Approvata nel novembre scorso torna sul tavolo della Giunta regionale la legge sul reddito d’inclusione sociale. Il Ministero, infatti, ha fatto arrivare a Palazzo Deffeyes alcune osservazioni legate al requisito della residenza, richiesta ai richiedenti. 

La legge attualmente in vigore richiede un periodo di residenza ininterrotta sul territorio regionale di 36 mesi mentre da Roma la richiesta è stata di abbassare il requisito a 24 mesi. 

Il disegno di legge era stato varato il 4 novembre scorso dal Consiglio regionale con i 21 voti della maggioranza. 

La misura è rivolta alle persone con più di 30 anni, in possesso della dichiarazione di immediata disponibilità (DID) allo svolgimento dell’attività lavorativa e che hanno sottoscritto il patto di servizio con uno dei Centri per l’Impiego regionali o in alternativa, in possesso di una partita Iva attiva. Nei 5 anni precedenti devono aver prestato attività lavorativa subordinata o aver svolto attività di lavoro autonomo con partita Iva, per un periodo minimo di 365 giorni anche non continuativi e devono avere un Isee non superiore a 6.000 euro.

Il beneficio economico può arrivare fino a 4.400 euro lordi (550 euro al mese) per un massimo di 5 mesi, eventualmente prorogabili per altri tre mesi, dopo una sospensione di almeno un mese, nel caso in cui il patto di inclusione, avviato con esito positivo, necessiti di un ulteriore periodo di tempo per la sua completa realizzazione. Lo stanziamento previsto è di 1,4 milioni di euro.

 

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