Referendum, la replica di Erika Guichardaz: “la capogruppo di Pcp non è una portavoce”

La consigliera regionale Erika Guichardaz risponde alle accuse di Rete Civica e Europa Verde. Sul referendum confermativo, dice, “è del tutto evidente che le due consigliere hanno posizioni diametralmente opposte e inconciliabili”.
Consiglio Regionale, Erika Guichardaz
Politica

“La capogruppo di Pcp non è una portavoce”. Lo precisa la consigliera regionale Erika Guichardaz che, “nel rispondere agli attacchi mossi da Rete Civica e Europa Verde”, esprime “anzitutto rammarico per il carico di lavoro aggiuntivo inflitto agli uffici comunali dovuto alla caparbietà e testardaggine di chi non è capace né di ascoltare né di lavorare con gli altri”.

“Il gruppo consigliare – continua Guichardaz – ha una propria autonomia e la sottoscritta, in qualità di capogruppo, è la rappresentante legale e la persona legittimata a prendere delle decisioni”. Nel caso specifico, “è del tutto evidente che le due Consigliere hanno posizioni diametralmente opposte e inconciliabili”.

Per Guichardaz, “sarebbe quindi stato scorretto apparire sullo stesso tabellone elettorale, assegnato a PCP, facendo propaganda per il sì e per il no. Una scelta semplicemente ridicola ed una presa in giro per gli elettori”. Inoltre, sottolinea la consigliera, “queste scenate di vittimismo politico non portano a nulla se non a svelare lo stato di ipocrisia e di autoritarismo di chi si scaglia contro le persone quando le regole non supportano il proprio giochino”.

Per concludere, Erika Guichardaz sottolinea che “la questione della legge elettorale segna una profonda spaccatura tra la sottoscritta e chi va a braccetto con Lega e Fratelli d’Italia per rimanere con la preferenza unica, strumento superato nella quasi totalità delle regioni italiane” e ricorda, infine, “che lo spazio è stato tolto a Rete Civica e Europa Verde dai valdostani che non hanno sottoscritto la loro proposta di referendum”.

Referendum confermativo, Rete Civica ed Europa Verde denunciano: “Escluse dai tabelloni elettorali”

11 luglio 2025 – ore 11.29

Minelli e Guichardaz
Minelli e Guichardaz

La campagna per il referendum confermativo del 10 agosto si intreccia inevitabilmente con quella per le prossime elezioni regionali, ma anche con gli strascichi della frattura interna a Progetto civico progressista, tra Chiara Minelli ed Erika Guichardaz.

In una nota congiunta, Rete Civica ed Europa Verde denunciano di essere stati esclusi dalla possibilità di utilizzare gli spazi sui tabelloni elettorali per la propaganda sul referendum.

“Pur essendo tra i gruppi promotori della richiesta referendaria e pur avendo, in base alla normativa, pieno diritto agli spazi di affissione — spiegano — le giunte dei Comuni valdostani, salvo poche eccezioni, hanno deciso la nostra esclusione sulla base di due comunicazioni del tutto anomale.”

Secondo quanto ricostruito, la decisione deriva da una comunicazione inviata dalla capogruppo Pcp Erika Guichardaz, “all’insaputa delle altre componenti del gruppo consiliare e della collega Minelli”, nella quale si rinunciava formalmente agli spazi per la propaganda referendaria. Una comunicazione, precisano Rete Civica e Europa Verde, “in contrasto con la volontà dei due movimenti” e che sarebbe stata usata “pretestuosamente e indebitamente” dalla segreteria generale della Regione per invitare i Comuni a respingere le richieste formalmente presentate da Elio Riccarand e Massimiliano Kratter.

Un’esclusione che le due forze definiscono “grave” e “finalizzata a ridurre la possibilità di comunicazione e dibattito politico di una significativa rappresentanza”, oltre che “una violazione della par condicio e della libertà di espressione nella consultazione referendaria”.

Rete Civica e Europa Verde rilanciano quindi: “È giusto che i manifesti del No non possano apparire sugli unici spazi legittimi per la propaganda durante la campagna?”

Nonostante ciò, i due movimenti annunciano l’apertura della campagna per il No, il cui primo appuntamento è per giovedì 17 luglio, alle 16.30, al Centro ecosostenibile di Lavesé, a Saint-Denis. 

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