“Se le microcomunità sono di tutti perché non le paga la Regione”

Critiche e malumori da parte dei sindaci per la delibera che fa pagare ai comuni con gli avanzi di amministrazione le spese sociosanitarie. "11 comuni pagano il 90% delle spese generali".
Immagine di archivio
Politica

Non è piaciuta ai sindaci la delibera di Giunta regionale che preleva gli avanzi di amministrazione 2015 per destinarli al pagamento delle spese socio assistenziali.
Secondo quanto comunicato alla Regione la quota non vincolata dell’avanzo di amministrazione dei comuni effettivamente disponibile è di 23 milioni di euro di cui 18,7 serviranno a coprire i costi dei servizi socio assistenziali. Saranno ora i comuni a trasferire alla Regione gli avanzi che poi li ridistribuirà agli enti gestori. Ma questa solidarietà forzata ha fatto arrabbiare non pochi sindaci. “Una decina di comuni coprirà con i propri avanzi il 90% del costo dei servizi” ha detto il primo cittadino di Issogne, Battistino Delchoz. “Io sono uno dei sindaci che ha dovuto chiudere una microcomunità. Non mi va bene che ora dopo aver razionalizzato ci venga chiesto un altro sforzo” gli ha fatto eco Pierre Bonel di Arnad.
“E’ una delibera molto iniqua, la Regione se ne è lavata le mani andando a pescare negli avanzi di amministrazione dei comuni” è intervenuto Franco Allera, sindaco di Cogne. “Se le microcomunità sono di tutti perché devono andare in finanza locale così noi dobbiamo litigare” ha aggiunto Lorenzo Graziola, primo cittadino di Morgex.

Il provvedimento, passato con 37 favorevoli, 12 contrari e 21 astenuti, va a chiedere alla Regione che in sede di individuazione di criteri di ripartizione dei trasferimenti 2017 siano individuati dei meccanismi di compensazione fra gli enti locali degli avanzi di amministrazione del 2016 al fine di assicurare che tutti contribuiscano in modo equo e proporzionale al pagamento dei servizi”.

Durante la discussione i sindaci hanno ricordato “la corsa di qualcuno a dicembre ad impegnare gli avanzi di amministrazione. “C’è qualcuno che è stato più furbo” ha sottolineato Graziola.

La preoccupazione dell’Assemblea è stata poi rivolta alla sostenibilità del sistema.  “Le Unité sono in questo momento in grande difficoltà e il socio assistenziale è un costo” ha detto Joel Créton, Presidente dell’Unité Grand Combin “Noi continuiamo ad avere un grosso disavanzo e non posso pensare di chiedere ulteriori sforzi ai comuni”. La richiesta è stata quindi quella di utilizzare gli ulteriori 4 milioni di euro di avanzi di amministrazione per il socioassistenziale.

L’Assemblea ha dato poi il via libera con due voti contrari e sei astenuti alla delibera di Giunta regionale che destina 79 milioni 25 mila euro di fondi senza vincolo di destinazione agli enti locali. Anche qui non sono mancate le voci dei sindaci che hanno denunciato la situazione di grande difficoltà dei bilanci comunali. 

I sindaci hanno poi chiesto di destinare i 350mila euro di trasferimenti previsti per il servizio migranti ai Lus. “In un momento di ristrettezze economiche la proposta è che vengano destinate la maggior parte di queste risorse ai nostri”.

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