Seduta fiume in Consiglio per il bilancio regionale. Rollandin: “salvi i servizi primari”

Tre giorni per discutere il documento finanziario della Regione: 25 i voti favorevoli (UV, SA, FA e PdL), 8 i contrari (PD e Alpe) e astensione di Enrico Tibaldi (PdL).
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Il Consiglio regionale ha approvato, dopo una seduta fiume durata tre giorni, la manovra finanziaria regionale e il bilancio triennale 2011/2013 con 25 voti favorevoli (UV, SA, FA e PdL), 8 contrari (PD e Alpe) e l’astensione di Enrico Tibaldi (PdL). Il calo delle risorse è del 6,23 per cento, con il pareggio a 1.580 milioni di euro per il 2011, 1.542 per il 2012 e su 1.530 per il 2013. Per il prossimo anno, lo stanziamento per gli enti locali è di 236milioni di euro, per la sanità sono impiegati 273milioni, gli interventi “anticrisi” contano su 166 milioni, un aumento rispetto al 2010.

Fra crisi, finanziaria e federalismo
“In un momento particolare che sommava la Finanziaria statale, la crisi economica e i tagli del federalismo fiscale – ha spiegato il presidente della Regione Augusto Rollandin – la scelta è di non toccare i servizi primari, quelli sociali e gli aiuti alle attività produttive. E’ un bilancio equilibrato, che garantisce risorse a tutti i settori, con scelte oculate.
In particolare, abbiamo cercato di non tagliare risorse agli impianti risalita, realtà economiche a servizio delle comunità locali”.
L’assessore alle Finanze Claudio Lavoyer ha definito il bilancio “di responsabilità: si evidenzia come la Regione goda di benefici propri derivanti da un’autonomia finanziaria. Gli interventi anticrisi hanno permesso e permetteranno anche per i prossimi esercizi per le imprese di investire in nuove risorse, macchinari, know how, alfine di mantenere posti di lavoro, traducendo tutto questo sforzo in reddito per le famiglie”.

L’opposizione dell’opposizione
Roberto Louvin, capogruppo dell’Alpe, ha espresso “ferma contrarietà ai provvedimenti previsti salvo la parte relativa a quelli anticrisi che condividiamo”. Carmela Fontana (Pd) ha richiesto, annunciando il voto contrario, “maggiore attenzione per le fasce deboli dei lavoratori precari, dei disoccupati, degli studenti che patiscono i tagli del governo e la crisi”, chiedendo “aiuti equi e consistenti per la famiglia. Due degli emendamenti congiunti, presentati dai due gruppi di opposizione, che chiedevano maggiori risorse per il “Bon de chauffage” e per la linea ferroviaria, sono stati bocciati. Il terzo, sul settore zootecnico, è stato ritirato dopo la risposta di Rollandin che ha annunciato interventi futuri con i fondi europei.

Spaccatura nel PdL
Nel Pdl, la spaccatura tra Tibaldi e gli altri tre consiglieri si è evidenziata nel voto, tre favorevoli e un astenuto, e nelle dichiarazioni: “bilancio storico che recepisce le nostre richieste”, ha detto il capogruppo Massimo Lattanzi. “Documento uguale a quello degli anni passati”, ha ribadito  Enrico Tibaldi: “Il mandato dei nostri elettori è chiaro: fare opposizione, proporre le nostre idee, che in questo bilancio non ci sono”.

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