“Siano i Comuni a decidere se mantenere le coperture dei tetti in losa”

Parere contrario del Cpel alla proposta di legge che chiede il mantenimento dei tetti di losa, i Comuni chiedono maggiore autonomia decisionale. Sul tavolo anche il recupero dei terreni incolti per la viticoltura e 6 posti in più all'asilo di Gignod.
L'assemblea Cpel
Politica

Il Consiglio Permanente degli Enti Locali contro la legge regionale 74, la proposta di legge portata in Consiglio Valle da UVP che chiede – ad integrazione della legge 13 del 1° giugno 2007 – che “Il manto di copertura dei tetti delle costruzioni deve essere mantenuto in lose di pietra qualora sia già realizzato con questo materiale".

I Primi cittadini valdostani, nell’esprimere parere contrario, evidenziano che: “Abbiamo chiesto al legislatore – ha spiegato questo pomeriggio il Presidente Cpel Franco Manes – di lasciare la scelta in capo ai Sindaci ed ai Consigli comunali, in base al Piano Regolatore di ogni Comune, per poter decidere autonomamente in base alle proprie peculiarità territoriali”.

Sindaci che comunque non sono completamente persuasi. Se Lorenzo Graziola, Primo cittadino di Morgex mette il carico spiegando che “È giusto dare questa autonomia dei Comuni, non possiamo vivere costantemente nell’ipocrisia. Dove sono le lose valdostane? A Morgex non se ne estrae più neanche una, ed eravamo il maggiore fornitore in Valle. Ora invece si utilizzano lose che arrivano da Bergamo, o lose norvegesi”, c’è anche chi come Jean Barocco (Quart) getta acqua sul fuoco: “Si parla di piano paesistico superato, di economia e turismo in crisi, e tutti investimenti fatti con le lose e la copertura uniforme dei tetti rischia ora di essere compromesso. Qualche ragionamento di armonizzazione con la Regione va fatto, servono approfondimenti perché il tetto in lose è parte centrale nell’architettura valdostana”.

D’accordo anche Paolo Cheney (Saint-Christophe) per il quale è un “Bene applicare la sussidiarietà, perché quello che va deciso dal basso non deve essere calato dall’alto”, mentre per Davide Sapinet (Saint-Nicolas) è invece “Importante difendere un tipo di lavorazione che ci appartiene, che molti ci invidiano, ed il pericolo è che tutti i sacrifici fatti finora vengano compromessi”.

Il Cpel dà comunque parere contrario al larga maggioranza (7 gli astenuti, 1 contrario) con la palla che passa ora al Consiglio regionale.

Parere contrario anche riguardo il la proposta di legge 17 ‘Disposizioni in materia di recupero alla viticoltura di appezzamento incolti, abbandonati o non sufficientemente coltivati‘. Spiega Riccardo Bieller, Sindaco di Pré-Saint-Didier: “I principi della proposta di legge – secondo i quali sarebbero i Comuni a dover fare le valutazioni sugli appezzamenti da recuperare alla viticoltura – sono apprezzabili, ma mancano le specifiche competenze tecniche per applicare queste richieste. Nei Comuni non abbiamo figure tecniche altamente specializzate e gli Uffici, già oberati in questo periodo di grande difficoltà, sarebbero troppo carichi”.

Via libera all’unanimità, invece, alla richiesta formulata dall’Unité des Communes Grand-Combin riguardo l’aumento di 6 posti aggiuntivi all’asilo nido di Gignod, posti che sarà la stessa Unité a finanziare con fondi propri, aumentandoli così dagli attuali 67 a 73. 

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