Spese elettorali, ad Aosta le nove liste e i sei candidati hanno speso in tutto 174mila euro

Pubblicati sui siti Internet dei comuni i resoconti delle spese elettorali depositati dalle liste che hanno partecipato alle consultazioni dello scorso 23 maggio.
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Un abitante di Torino, Milano, Roma o Palermo che fosse venuto in Valle durante l'ultima campagna elettorale, probabilmente non si sarebbe accorto che nei comuni della regione o in città si stava combattendo un'asprissima competizione. Se le metropoli sono tappezzate da manifesti affissi dentro e fuori gli spazi riservati, nella nostra regione la pubblicità è molto ordinata, misurata e mai eccessiva. Non è certo il minore tasso di agonismo a determinare campagne pubblicitarie meno evidenti: ‘chez nous' i voti si raccolgono ancora con le strette di mano, partecipando alle feste patronali, funerali e sagre di paese.

A dare l'indice degli investimenti pubblicitari, che altrove sembrerebbero irrisori, sono i resoconti delle spese elettorali, che vengono pubblicati sui siti internet dei comuni, depositati dalle liste che hanno partecipato alle consultazioni dello scorso 23 maggio. Va detto che a regolare le spese è la legge regionale 4 del 1997 che, tra l'altro, pone dei tetti massimi di spesa. Ad Aosta le nove liste e i sei candidati a sindaco e vice hanno speso, nell'insieme 174.680 euro. Una somma che è così declinata. Per la coalizione del centro autonomista – centro destra: Bruno Giordano (2.171,52 euro), Alberto Follien (2.171,52 euro), Union Valdotaine (17.687,66 euro), Stella alpina (16.383,23 euro), Lega Nord (4.875,60 euro) Popolo della Libertà (17.685,38 euro), Fédération Autonomiste (13.002,10 euro). In tutto la coalizione ha sborsato 73.977 euro circa.

Hanno speso meno gli arancioni – verdi, anche perché erano solo due i partiti della coalizione: Carlo Curtaz (2.188,80 euro), Iris Morandi (2.191,80 euro), Alpe (17.688,74 euro), Sinistra per la città (17.691,36 euro). In tutto sono stati investiti 39.760 euro.

Stesso ragionamento vale per la coalizione che ha sostenuto Michele Monteleone e Fabio Platania, con la differenza che i candidati sindaco e vice non hanno speso nulla. Il Partito Democratico ha sborsato 17.523,68 euro e l'Italia dei Valori 3.657,97 euro per un totale, arrotondando, di 21.181 euro.

Il tetto di spesa per ciascun partito era di 17.693,70 euro e di 2.200 euro per ogni candidato a sindaco e vice sindaco.

E guardano al di là del capoluogo regionale, si parla di tutt'altre cifre, anche nei comuni più grossi. "Verrès Ensemble", che candidava Luigi Mello Sartor e Stefano Giovanzana. Ha speso 2.217,18 euro su un limite di spesa di 4.800 euro circa, mentre la lista civica di Marilena Belotti e Elvis Francisco ne ha spesi 1.966.

A Saint Vincent, solo per fare un altro esempio, la lista guidata da Adalberto e Sara Bordet ha speso 2.788 euro, mentre quella di Mario Borgio ne ha spesi 5.250.

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