Botta e risposta sui rifiuti in Consiglio comunale di Aosta. L’assemblea odierna, monotematica sul bilancio, prima della discussione sul Documento Unico di Programmazione, si concentra sulle determinazioni in finanziaria legate alla Tari, la Tassa sui Rifiuti.
È Carola Carpinello de L’Altra Valle d’Aosta, relatrice di Commissione per la minoranza, a indirizzare l’attenzione nei confronti dell’amministrazione riconoscendone alcune scelte giuste ma attaccando la maggioranza su diversi piani: “Il Piano finanziario è molto interessante – ha spiegato – per capire come funziona la Tari e dove si vuole andare a parare. In mezzo anno di raccolta della frazione organica il Comune ha fatto un balzo di dieci punti nella raccolta differenziata ed è stata recepita la mozione di verifica per allestire un Centro per il riuso nelle Isole ecologiche. Siamo pronti a passare da tassa a tariffa ma ci sono diverse criticità che non consentono sarà né indolore, né premiante nel breve periodo”.
Secondo Carpinello, infatti i problemi sono molteplici e li mette in fila: “Aosta differenzia bene, e dovrà pagare di più per il fatto che le altre Unités differenziano peggio. Un grosso problema, poi è rappresentato dai Punti Tecnologici di Raccolta, non adatti per utenze commerciali che dovranno pagare un balzello in più, non dovuto, per ogni flusso di indifferenziato. Un bar che fa molto vetro dovrà pagare 50 euro in più all’anno per farselo portare via. Sono passi troppo timidi, non ci sentiamo di votare a favore della delibera. Il decreto per passare da tassa a tariffa è del ’99, siamo nel 2016, non ci sono più alibi. La Tari è tributo sui rifiuti, non c’è più motivo per non fare questo salto”.
La delibera, approvata con 19 voti a favore, 6 contrari (Altra Vda, Lega, UVP e M5S) e 3 astenuti (Alpe), è invece difesa dall’assessore alle Finanze Carlo Marzi: “Sono d’accordo sulla necessità di superare il decreto Ronchi, che comunque prevede lo scorporo sulle utenze non domestiche, e me lo auguro ancor più di lei, così come mi auguro di non dovermi occupare più di tasse sui rifiuti. Negli anni, e con grande condivisione, questo Consiglio ha continuamente migliorato i vari passaggi da Tarsu a Tares, e poi da Tares a Tari, in un grande lavoro condiviso con le minoranze, e questa delibera continua in questa direzione”.
In delibera l’importo dei costi da coprire mediante tariffa ammonta a € 6.684.000,00 (2.741.560 di costi fissi e 3.942.440 variabili), con 4.010.400 di costo utenze domestiche e 2.673.600 non domestiche. Tariffe tenute uguali a quelle applicate nel 2015, con esenzioni per chi ha un ISEE fino a 4800 euro annui.
