Continua l’azione dei sindacati che vogliono fare chiarezza e soprattutto dare risposte concrete ai propri iscritti sulla spinosa questione dei Tirocini Formativi Attivi, soluzione scelta per sostituire le SSIS e necessaria per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado.
Oggi le segreterie nazionali di SNALS, CISL-Scuola, UIL-Scuola e GILDA hanno inviato una richiesta ai responsabili del Ministero dell’Istruzione per chiedere un incontro urgente, e avere “informazioni chiare sullo stato di attuazione delle norme sul TFA e avviare un confronto per la soluzione delle diverse problematiche da più parti segnalate”.
Lo SNALS-Confsal della Valle d’Aosta, che ha diffuso la notizia, ha ribadito “la delusione e la forte preoccupazione per la mancata disponibilità all’attivazione dei TFA espressa dal Rettore dell’Università della Valle d’Aosta con propria lettera”, ricordando che “la maggior parte dei precari che oggi assicurano il funzionamento delle Scuole valdostane non sono in possesso dell’abilitazione e che la mancanza di tale requisito li sottopone al rischio certo di essere sostituiti, anche dopo anni di lavoro, dai colleghi che giungeranno in Valle dopo essersi abilitati lì dove saranno stati organizzati i corsi”.
Secondo lo SNALS, “l’Università della Valle d’Aosta sarà probabilmente l’unica in Italia a non attivare autonomamente tali corsi e a non consorziarsi con altri Atenei per attivarli, malgrado il Ministero avesse invitato tutte le Università a programmare i TFA lo scorso 5 agosto”.
Infine, il sindacato ha invitato le altre OO.SS. della Scuola della Valle d’Aosta a “abbandonare le inutili polemiche ideologiche per sostenere le richieste formulate dai precari, volte a ottenere la stabilità del posto di lavoro per le centinaia d’insegnanti che da anni attendono la possibilità di conseguire l’abilitazione, requisito indispensabile per l’assunzione a tempo indeterminato e condizione necessaria per garantire stabilità agli organici e continuità alla didattica”.
