Passa l’Ordine del giorno di Alpe, viene respinta la mozione Caminiti.
L’argomento era lo stesso, la trascrizione allo stato civile dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso.
Tema spinoso, tornato in auge dopo i riconoscimenti recenti attuati dai Sindaci di Roma, Bologna e Grosseto tra gli altri.
Approvato quindi l’Ordine del giorno presentato da Alpe, che accetta un emendamento sull’impegnativa al Sindaco che chiedeva al Primo Cittadino di accogliere le domande di coppie omosessuali che abbiano celebrato il matrimonio in uno Stato estero.
Accolta la proposta di Giordano, che chiede sia il Presidente del Consiglio Viérin a farsene “portavoce presso le sedi istituzionali perché il legislatore intervenga perché gli atti di matrimonio tra coppie omosessuali siano idonei a produrre effetti giuridici nell’ordinamento italiano”, con 27 voti favorevoli, un astenuto (Guido Cossard) ed un voto contrario (quello di Valerio Lancerotto dell’Union Valdôtaine).
Ne esce sconfitto invece il consigliere di Stella Alpina Vincenzo Caminiti, la cui linea – quella di non cambiare l’impegnativa della mozione – non paga. Mozione respinta per un solo voto dopo quasi tre ore di dibattito: 14 voti favorevoli, 11 astensioni (tra le quali pesa quella del consigliere PD Guglielminotti Gaiet) e 4 contrari.
Posizioni eterogenee per un dibattito lungo e articolato, con posizioni anche nettamente divergenti, anche all’interno degli stessi gruppi consiliari: dal favore di Di Marco alla contrarietà di Lancerotto – in seno all’UV – che ha appoggiato invece la scelta del Sindaco Bruno Giordano: “Esiste un presupposto fondamentale – ha spiegato – che separa il “mondo che vorrei” da quello reale, ed è la legge. Questa amministrazione è sempre stata parte attiva, anche precedentemente, dal 2006, per sollecitare il legislatore nelle sedi competenti ad intervenire in tal senso. Esiste una netta differenza fra le competenze di un Sindaco quale Ufficiale di governo. Ringrazio la sensibilità di Alpe che chiede al Sindaco e non lo impegna”.
Da qui l’apertura: “Occorre un intervento legislativo in materia nel nostro Paese – ha proseguito Giordano – perché qui non si tratta di mettere qualche autografo come il mio collega romano, ultimo in ordine di tempo, ha fatto. Sono interessato a finire il mio mandato con una legge che dia valore alla firma del Sindaco in fondo alle trascrizioni”.
Assist colto dal capogruppo del Galletto Carlo Curtaz: “Accogliamo la proposta subordinata dal Sindaco di modifica dell’impegnativa, un gesto di umiltà politica che facciamo perché è più importante che passi un Ordine del giorno emendato piuttosto che venga respinto. È importante che passi il fatto che la sensibilità del Consiglio su queste tematiche è alta e deve restare alta, auspicando in futuro un maggior coraggio istituzionale”.
Amareggiato invece Vincenzo Caminiti (sebbene Stella Alpina si sia divisa, col voto favorevole suo e di Scoffone e quello contrario del capogruppo Girasole), che non rinuncia però a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Oggi ho preso grande lezione di come si fa politica – ha attaccato – e ora so che bisogna essere anche furbi. Chi fa politica da quarant’anni anni spostandosi da un partito all’altro evidentemente ha tanto da insegnarmi”.
