Union Valdôtaine, Cristina Machet candidata alla Presidenza. “Serve dialogo e condivisione”

Domani alle 12 scadono i termini per la consegna della candidature. Salvo sorprese dell'ultima ora, la corsa alla presidenza del Mouvement sarà in solitaria per Cristina Machet, già sindaca di Torgnon.
Cristina Machet - Torgnon
Politica

Dopo 15 anni, l’Union Valdôtaine si appresta ad affidare nuovamente la guida del movimento ad una donna. Il 21 maggio scadono, infatti, i termini per la consegna delle candidature alla presidenza del Leone Rampante. A causa della Pandemia quest’anno l’Uv ha deciso di sostituire il Congrès con un’elezione vera e propria, il 12 giugno, allestendo quattro poli di votazione ad Aosta, Arvier, Chatillon e Pont-Saint-Martin.
Salvo sorprese dell’ultima ora, la corsa alla presidenza del Mouvement sarà in solitaria per Cristina Machet. Sindaca di Torgnon fra il 2010 e il 2015, Machet è stata la prima esclusa fra le fila dell’Uv alle ultime regionali, dove ha riportato 409 preferenze. Fra il 2014 e il 2016 ha ricoperto il ruolo di consigliera di parità per la Valle d’Aosta. Giornalista, già vice capo ufficio stampa della Giunta Caveri, è iscritta all’albo dei segretari comunali, incarico che negli ultimi anni ha ricoperto a Valtournenche e Chamois.

Come e perché nasce questa candidatura?

Sono un’appassionata dell’Union Valdôtaine e credo molto nell’Union Valdôtaine, che è in un momento molto delicato. Mi piace mettere quel poco di esperienza che possiedo e la grande volontà che ho di fare per il Movimento.

Quali sono gli obiettivi che ti sei data con la tua presidenza?

Tengo ancora il riserbo, la candidatura va presentata entro venerdì. Non è un segreto che sarò della partita. La candidatura va presentata assieme ad un documento programmatico che io non ho ancora illustrato alle sezioni e che il siège trasmetterà loro il 24 maggio. Credo sia giusto  e corretto prima condividere con loro e non anticipare nulla. Ho comunque molto entusiasmo e il giusto timore che serve nell’assumere una carica così delicata. In queste settimane ho fatto un lavoro di larga condivisione, ho cercato di chiacchierare molto con i tesserati, i simpatizzanti, qualche presidente di sezione, compatibilmente con il periodo e facendolo molto per telefono. Ho cercato di sondare e capire quali sono le sensibilità e le aspettative. Sicuramente c’è bisogno di dialogo e condivisione a livello politico.

Hai già definito la squadra che ti affiancherà in questa esperienza? 

Preferisco anche su questo tenere il riserbo. Il vice presidente e il tesoriere sono indicati nel documento programmatico, mentre il Comité Fédéral verrà eletto dal Conseil e su questo ci sarà un largo confronto.

Hai lavorato nelle istituzioni regionali e locali, a tuo giudizio quali sono le riforme di cui la Valle d’Aosta ha più bisogno in questo momento? 

Anche queste rientrano nei contenuti del mio programma. E’ chiaro che in questo momento dobbiamo fare i conti con la Pandemia, quindi, stare vicino alle famiglie, alle imprese, ai ristoratori, ai professionisti della montagna, a chi ha davvero vissuto dei momenti bui. L’ho visto lavorando nei comuni e soprattutto nel comune di Valtournenche, una realtà che vive di turismo ed è stata veramente penalizzata. Credo che chi vive nelle vallate percepisce di più il momento di difficoltà. Chi lavora ad Aosta e nella Plaine, per quanto è stata comunque drammatica la situazione. Penso ad esempio alla questione dell’asporto, che per chi vive di piccole attività, come può essere un bar a Torgnon, Doues o Pontboset, non aveva neppure senso fare. Una delle ragioni che mi spinge a candidarmi e in questo ho trovato il sostegno delle persone, è di aiutare veramente i piccoli paesi e le vallate, di cui la Valle d’Aosta è fatta. Tutto il resto è dettagliato nel mio programma. C’è bisogno di dialogo e condivisione a livello politico.

L’ultimo congresso ha delineato la strada per rilanciare il movimento, in questi anni messo in ombra dagli eletti, proseguirai quel percorso? 

Il Comité, il Mouvement ma anche il Congrès national, strumento importante per l’Uv, perché va a toccare veramente ogni cittadino, saranno più al centro dell’attenzione. La strada tracciata da chi mi ha preceduto proseguirà. 

Fra le questioni sul tavolo che dovrai affrontare c’è quella della riunificazione delle forze autonomiste. Sarà una priorità della tua presidenza? 

E’ dettagliato e specificato nel programma, non solo è uno degli argomenti che ho affrontato in maniera ampia, ma per ora non dico nient’altro.

L’ultima donna a guidare il movimento, negli primi anni del 2000 fu Manuela Zublena. Di tempo ne è passato, ti sembra che ci sia ora più spazio per le donne nell’agone politico? 

La politica è ancora un percorso difficile per le donne, a volte per eredità culturale, non vorrei parlare di retaggio, perché ha un’accezione forte che non mi piace, altre volte per oggettivi problemi nel conciliare lavoro, famiglia e attività politica. 
Bisognerà fare dei passi avanti e il Mouvement ne vuole fare. A livello regionale è innegabile che abbiamo poche donne in Consiglio regionale,  abbiamo qualche sindaca in più, ma ancora non tante. Come donna questo è un tema che mi tocca particolarmente da vicino e che affronterò.

Pregi e difetti dell’Uv?

Il più grande pregio essere un partito autonomista, federalista che si rispecchia nell’animo della valdostanità e che ha accompagnato e scritto la storia della Valle d’Aosta.  Il più grande difetto: aver perso il dialogo con i valdostani negli ultimi anni, aspetto che cercheremo di recuperare. 

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