Union Valdôtaine è il primo partito, ma lascia per strada l’11% dei voti

Il 33,47% e 13 Consiglieri regionali è un risultato che molti nel Mouvement speravano, ma che pesa anche perché complessivamente la coalizione non è andata come si sperava.
Ego Perron - UV
Politica

Se è vero che chi ha vinto è la coalizione capitanata dall’Union Valdôtaine, è altrettanto vero che in Avenue des Maquisards, questa sera, non si festeggerà come nelle ultime tornate elettorali. Il 33,47% e 13 Consiglieri regionali è un risultato che molti nel Mouvement speravano, ma che ugualmente pesa anche perché complessivamente la coalizione non è andata come si sperava: è stato forte l’impatto della diaspora degli ex fratelli ora nell’UVP e, allo stesso tempo Stella Alpina non è andata così forte come si diceva alla vigilia. Con la cancellazione della Fédération Autonomiste di Claudio Lavoyer, le altre due formazioni regionaliste totalizzano appena 18 consiglieri. Una maggioranza davvero risicata se si pensa Nella scorsa legislatura, la maggioranza contava sulla carta su 27 Consiglieri contando anche un PDL oggi cancellato dall’agone politico.

Per strada l’Union Valdôtaine ha lasciato, rispetto a cinque anni, fa quasi 8.500 voti e passa dal 44,39% al 33,47% anche se rimane saldamente il primo partito. ‘Sono soddisfatto dell’esito del voto, tenendo conto che abbiamo dovuto affrontare una campagna elettorale difficilissima. Abbiamo dovuto fare un lavorone per spiegare ai cittadini le nostre intenzioni. Il risultato c’e’ ha detto all’Ansa il presidente della Regione, Augusto Rollandin oggi a Roma per un incontro con il premier Letta.

“Sapevamo che era un momento difficile – ha detto Aurelio Marguerettaz – ma nonostante questo l’Union si afferma come forza politica che dà continuità e dà certezze alla nostra comunità”. “Abbiamo vinto in tantissimi comuni – ha commentato Emily Rini – e nonostante l’Uv abbia governato un passaggio difficile, ha ancora la fiducia dei valdostani”.
“Dal referendum sul pirogassificatore l’Union ha gestito una fase estremamente difficile – ha detto il Presidente Uv Ego Perron – e con la scissione era inevitabile che 10mila voti mal contati andassero persi, ma complessivamente il Movimento ha tenuto e con Stella Alpina siamo ancora in grado di garantire stabilità”.

A sedere al primo piano di Piazza Deffeyes saranno Augusto Rollandin (10872), Antonio Fosson (4635), Emily Rini (3220), Aurelio Marguerettaz (2543), Luca Bianchi (1924), Joel Farcoz (1813), Ego Perron (1754), Pino Isabellon (1702), David Follien (1614), Claudio Restano (1597), Renzo Testolin (1590), Marilena Péaquin Bertolin (1574) e Leonardo La Torre (1422). E sono tanti i trombati eccellenti che non torneranno in Consiglio: Manuela Zublena, Diego Empereur, Turi Agostino, Alberto Cretaz, Mauro Bieler e Piero Prola.
 

 

 

 

 

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