Volantini comunisti sulla sede del Pdl

“La libertà d’informazione non si tocca”. Per esprimere il proprio dissenso in merito al disegno di legge sulle intercettazioni discusso in Parlamento, ieri pomeriggio i Giovani Comunisti della Valle d'Aosta hanno voluto compiere un gesto di protesta.
Politica, Società

“All’attuale governo di destra guidato dal PdL (Partito di Lui) non bastava affrontare la crisi con provvedimenti da “macelleria sociale”. Nel frattempo il tentativo di mettere la mordacchia alla stampa, ai blog, a tutte le voci libere e proprio per questo scomode viene rilanciato con il ddl intercettazioni. Si tratta di una misura liberticida, del tutto votata agli interessi personali del premier ma responsabile di far cadere l’Italia in un inaccettabile regime di censura e controllo autoritario dell’informazione”.

Per esprimere il proprio dissenso in merito al disegno di legge sulle intercettazioni discusso in Parlamento, ieri pomeriggio i Giovani Comunisti della Valle d’Aosta hanno voluto compiere, scrivono con ironia in un comunicato stampa, “un gesto di sincero altruismo nei confronti di un partito, il PdL, che sembra aver dimenticato alcuni importanti principi contenuti nella nostra Costituzione”.

Per far passare il concetto, davanti alla sede del partito hanno affisso un volantino recitante tre articoli tratti dalla Costituzione italiana e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, riguardanti la libertà di stampa e di pensiero e quella di promozione della cultura.

“Speriamo che il PdL accolga con favore questo memorandum – spiegano ancora – e che non se ne rammarichi: la memoria ogni tanto può fare cilecca, capita a tutti. Speriamo però, a questo punto, che la si smetta di sacrificare la libertà dei cittadini di essere informati e dei giornalisti di informare senza il rischio di finire in galera o di subire rettifiche e censure del tutto inaccettabili per un paese che si dice democratico. Una democrazia imbavagliata non è più una democrazia”.

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