Pubbliredazionali di Massimiliano Riccio |

Ultima modifica: 25 Febbraio 2020 15:29

Calcolo della data presunta per il parto: quando nascerà?

Ogni mamma, prima di impazzire con i conti, dovrebbe sapere che ci sono portali a tema gravidanza e mamma che attuano automaticamente il conteggio.

Data partoData parto

Quando ogni futura mamma (e ogni futuro papà) scopre di essere in dolce attesa una delle prime domande che si fa, oltre naturalmente al sesso del bambino, è quando nascerà il pargolo con esattezza. Se per conoscere il sesso bisogna solo attendere qualche settimana, per sapere invece la data presunta del parto è possibile non attendere nemmeno un minuto. È infatti sufficiente armarsi di pazienza e sapere come si calcola.

Ogni mamma, prima di impazzire con i conti, dovrebbe sapere che ci sono portali a tema gravidanza e mamma che attuano automaticamente il conteggio. Per il calcolo della data presunta parto è quindi sufficiente inserire la data del primo giorno dell’ultima mestruazione avuta e in un battibaleno ecco che si ottiene la risposta alla domanda. Se però qualcuna vuole capire con esattezza quali sono i calcoli da fare, anche per comprendere poi i parametri con cui ostetriche e ginecologi indicano la settimana e il mese, continui a leggere.

Data presunta parto: il calcolo

Come si comincia a contare: il parto “normale”

La gravidanza ufficialmente dura 40 settimane. In realtà si tratta di 38 settimane, più due in cui di fatto non si è ancora in gravidanza. Perché si contano queste due? Perché è uso comune contare le settimane di gestazione a partire dal primo giorno dell’ultimo ciclo avvenuto: data certa, precisa e più semplice da ricordare. Da questa data, sino all’ovulazione che avviene appunto due settimane dopo, sicuramente la donna non era in stato di gravidanza.

Dal momento che non si può dire con esattezza quando l’ovulo è stato fecondato una volta definita la data presunta per il parto si ha una tolleranza di due settimane sia prima che dopo: è considerato normale, quindi, un parto dalla 38esima settimana, ma anche uno che non va oltre la 42esima.

Le tempistiche (per la definizione del momento della fecondazione) dipendono anche dalla durata del ciclo mestruale, dove come ciclo mestruale si intende l’intervallo che c’è fra una mestruazione e l’altra. Di solito sono 28 giorni, ma c’è chi l’ha più corto e chi più lungo. In sostanza una volta definito il primo giorno dall’ultima mestruazione si aggiungono 280 giorni.

Epoca gestazionale: può cambiare tutto

La data fornita a seguito di questo calcolo può tuttavia essere ancora modificata dal ginecologo a seguito delle prime indagini ecografiche. In questa sede infatti il medico osserva le misure del feto e quelle della camera gestazionale e ha facoltà di stabilire se confermare la data calcolata nel suddetto modo oppure modificarla se l’embrione risulta in modo consistente più grande oppure più piccolo rispetto a quando dovrebbe essere.

Di solito questo non avviene, ma non è una cosa impossibile. La discrepanza tuttavia può essere motivo di ricalcolo da parte dello specialista su base ecografica. Di solito, tuttavia, non viene fatto per via dell’approssimazione di cui abbiamo parlato prima: va ricordato sempre infatti che la data presunta del parto non è che il “centro” di un periodo di 5 settimane durante le quali è normale che il piccolo venga al mondo.

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