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Lavorare all’estero: come intraprendere una carriera internazionale

Per iniziare una carriera lavorativa e professionale all’estero è importante capire quali sono le esperienze che aiutano a intraprendere questo percorso e soprattutto come va strutturato il curriculum vita
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Definire in poche parole che cosa si intenda con carriera internazionale non è facile. Esistono diverse figure professionali che rientrano in questa categoria poiché operano in tanti ambiti diversi. Quando si parla di lavorare all’estero, può significare operare in ambito privato, cioè per aziende che operano all’estero o grandi gruppi multinazionali, oppure in ambito pubblico. In questo secondo caso, si fa riferimento a organizzazioni governative e non, istituzioni europee ed extraeuropee, carriere diplomatiche, organismi per la cooperazione internazionale e via dicendo.

Per iniziare una carriera lavorativa e professionale all’estero è importante capire quali sono le esperienze che aiutano a intraprendere questo percorso e soprattutto come va strutturato il curriculum vitae al fine di proporre la propria candidatura nel migliore dei modi e cogliere al volo le migliori opportunità di impiego, senza dimenticare di evidenziare i motivi per cui conviene considerare questa idea.

Cercare impiego all’estero: quali sono i motivi principali

Lasciare l’Italia, trasferirsi all’estero e lavorare là è una scelta di vita radicale che comporta sacrifici e tante sfide nuove. Tuttavia, chi intraprende questo cammino ha tanti motivi per farlo tra cui mettersi alla prova, ampliare i propri orizzonti e anche fare carriera più velocemente. Nessuno dice che il nostro Paese sia un disastro e occorre fuggire non appena se ne presenta l’opportunità poiché nessuno vanta lo stesso patrimonio culturale, naturale, artistico e di tradizioni locali. È solo una questione di evidenza: è fattuale che in altri paesi è più facile trovare un buon impiego fin da giovani. È questa la principale ragione che spinge tanti giovani oggi ad andare all’estero, dando vita a quel fenomeno che viene chiamato “cervelli in fuga”.

Il Belpaese, per quanto bello e ricco sia, non risulta attrattivo per alcune figure professionali che hanno migliori opportunità all’estero. Può trattarsi anche solo di un periodo poiché chi fa ritorno e presenta un cv con esperienze lavorative all’estero ha sicuramente una carta vincente in più da spendere, trovando più facilmente lavoro. Approfondisci l’argomento in questo utile articolo su come preparare un cv in inglese.

Una carriera internazionale: che cosa serve per iniziare

Insomma, a conti fatti, vale la pena prendere in considerazione di iniziare una carriera internazionale. Diventa spontaneo domandarsi però come si faccia a intraprendere questo tipo di percorso. È bene iniziare dicendo che i cittadini europei hanno diritto di lavorare in qualunque stato membro senza dove richiedere un permesso di lavoro.

Per intraprendere una carriera in ambito internazionale ci vogliono studi adeguati, meglio se una laurea. Esperienze all’estero, come può esser il servizio civile internazionale, sono un ottimo puto di partenza. Tanti studenti sfruttano l’anno all’estero già alle superiori prima e il percorso Erasmus dell’Università poi per iniziare già a gettare le basi.

Lavorare all’estero: quale percorso di studi intraprendere

In genere, una persona che desidera lavorare in ambito pubblico all’estero frequenta facoltà come diritto internazionale oppure studi internazionali. Ovviamente, anche lingue straniere apre le frontiere. Tuttavia, per lavorare presso delle multinazionali non è necessaria la laurea in questi ambiti ma piuttosto in economia, ingegneria e, perché no, medicina, lettere… tutto dipende dall’ambito di interesse!

Ovviamente, la conoscenza delle lingue straniere è indispensabile per iniziare una carriera internazionale. È essenziale conoscere la lingua del Paese in cui si desidera andare. L’inglese è altresì vitale perché considerato la lingua commerciale. Si usa l’inglese per comunicare con persone che provengono da paesi diversi e parlano lingue diverse. È una sorta di passe-partout che va bene in ogni situazione. Quando però si parla di istituzioni europee, vale la pena specificare che si utilizzano moltissimo il tedesco e il francese. Un po’ perché Francia e Germania sono attori forti ma anche perché le istituzioni europee si trovano nel cuore della vecchia Europa dove si parlano queste lingue.

Fare carriera all’estero: preparare un cv in inglese

Per intraprendere una carriera all’estero, è indispensabile preparare un curriculum vitae nella lingua del Paese in questione. Potrebbe sembrare superfluo ma esistono persone che inviano il cv in italiano! Se ci si candida per una multinazionale, si può scrivere il cv in inglese a prescindere la Paese in cui ha sede l’azienda.

Può esser di grande aiuto sapere che nel curriculum nei paesi anglosassoni – Regno Unito e Stati Uniti – non ci si dilunga troppo sulle informazioni personali. Si va all’essenziale cioè nome, cognome, numero di cellulare, residenza, indirizzo e-mail; tralasciando dettagli quali data e luogo di nascita, sesso, nazionalità, stato civile…

Una differenza importante per preparare un buon curriculum vitae in inglese riguarda anche la foto. Anche in Italia è una questione un po’ dubbia in realtà, ma oggi spesso è inserita. All’estero la foto spesso è omessa perché non aggiunge niente alla persona sotto il punto di vista professionale. Anzi, potrebbe portare a discriminazioni, un tema molto sentito all’estero più che da noi.

una parte assolutamente fondamentale del CV è il cosiddetto testo del profilo personale. È una parte che anche in Italia sta diventando più diffusa, ma non come negli USA dove è fondamentale per dire che un cv è completo. È una sorta di testo introduttivo che presenta la persona sotto il profilo professionale, mettendo in evidenza esperienze, conoscenze, competenze. Si chiama Personal Statement of Personal Profile oppure CV Profile e va messo in cima.

Lavorare in ambito internazionale: che cosa si intende per professioni regolamentate

È bene sapere che all’estero alcune figure professionali sono regolamentate in maniera diversa rispetto all’Italia. Un datore di lavoro potrebbe richiedere il riconoscimento ufficiale delle qualifiche presentate. Per ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali si può usare la banca dati delle professioni regolamentate. È necessario, ovviamente, conoscere con esattezza la denominazione della professione nella lingua del Paese in questione. Non c’è spazio per generalizzazioni ma occorre conoscere tutte le sfumature di significato di termini che, a una prima occhiata, sono sinonimi.

È utile far riferimento agli sportelli nazionali che hanno competenza per le qualifiche professionali, i quali sapranno dare indicazioni più precise anche in merito alla documentazione da presentare a un colloquio di lavoro.

 

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