Da 229 a 3.225 pazienti: la Valle d’Aosta supera il target Pnrr sull’assistenza domiciliare agli anziani

Il dato emerge dal monitoraggio sull'investimento "Casa come primo luogo di cura" del PNRR, uno degli indicatori chiave per la valutazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
MEDICO
Sanità

Con una crescita del 1.308% in sette anni la Valle d’Aosta ha raggiunto e superato il target Pnrr fissato per il 2026 sull’assistenza domiciliare agli anziani (avere il 10% della popolazione over 65 assistita a domicilio). La Valle d’Aosta, con i risultati attuali ha già superato quell’obiettivo senza rinunciare a ciò che conta di più: la qualità della cura per ogni singola persona.

Se, infatti, nel 2019 i pazienti over 65 in cura a domicilio erano 229, oggi sono 3.225. La Valle d’Aosta aveva superato il target ministeriale già nel 2024 con 2.855 pazienti. L’aumento del numero di utenti non si accompagna, come spesso accade, ad una riduzione delle ore di assistenza dedicate. Il monte monte ore garantito in Valle d’Aosta per ciascun paziente risulta il più alto tra tutte le regioni italiane.

Il dato emerge dal monitoraggio sull’investimento “Casa come primo luogo di cura” del PNRR, uno degli indicatori chiave per la valutazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

“Dietro a questi numeri ci sono infermieri, OSS, medici di medicina generale e operatori amministrativi, professionisti e persone, che ogni giorno lavorano sul territorio con grande professionalità e dedizione. – racconta il Direttore Generale dell’Azienda Usl Massimo Uberti – A loro va il merito principale di questo traguardo. Crescere così tanto senza abbassare la qualità non era scontato: significa che il sistema ha tenuto, e ha tenuto bene”.

L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è il servizio con cui il sistema sanitario porta direttamente a casa del paziente un insieme coordinato di prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e di assistenza alla persona. Un’intera équipe, composta da infermieri, medicina generale, specialisti, infermieri, fisioterapisti e operatori socio-sanitari, prende in carico il paziente, garantendo cure continuative ed evitando ricoveri spesso non necessari.

“Portare le cure a casa delle persone non è solo una scelta organizzativa: è una scelta di civiltà – sottolinea l’Assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi -. Significa riconoscere che un anziano fragile, laddove esistono le condizioni, sta meglio nel proprio ambiente, tra le proprie abitudini e i propri affetti. L’implementazione di un sistema di cure sanitarie domiciliari, specificatamente dedicate alle persone anziane non autosufficienti, non solo migliora la qualità di vita delle persone e dei loro famigliari, ma rappresenta un traguardo nell’ implementazione dei servizi alternativi all’inserimento nelle strutture, nonché al ricovero improprio e significa anche concretamente decongestionare il pronto soccorso”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte