Un’apertura c’è. Almeno, per ora. L’Ordine delle Professioni infermieristiche della Valle d’Aosta – con la presidente Paola Ascolese e i consiglieri Niccolò Pernechele e Andrea Visinoni – hanno incontrato l’assessore alla Sanità Carlo Marzi. Sul tavolo, la presenza dell’infermiere a bordo degli elicotteri del soccorso.
“Non parliamo di teoria, ma di pratica clinica quotidiana”, ha sottolineato Ascolese nel corso del proprio intervento, partendo dal trasferimento di una vittima della tragedia di Crans-Montana effettuato da un’équipe valdostana, composta da due rianimatori e un’infermiera, dall’ospedale di Losanna al “Niguarda” di Milano.
Intervento complesso che “ha messo in evidenza, ancora una volta, il valore della componente infermieristica all’interno dei percorsi di emergenza-urgenza avanzata” e che, dice sempre Ascolese, “dimostra come l’infermiere sia una figura centrale nella gestione del paziente critico, soprattutto in contesti complessi e ad alta intensità assistenziale. In una regione montana come la Valle d’Aosta, questa competenza dovrebbe essere parte integrante del sistema di elisoccorso”.
L’Ordine degli infermieri, in una nota, spiega che “il confronto si è svolto in un clima costruttivo e aperto al dialogo, facendo emergere la disponibilità ad avviare tavoli di lavoro strutturati, coinvolgendo tutte le figure professionali e istituzionali che operano nell’ambito dell’elisoccorso”
“Accogliamo positivamente questa apertura – ha aggiunto Ascolese –, ma riteniamo indispensabile che il confronto non resti un episodio isolato. È necessario che a questo primo incontro seguano ulteriori momenti di approfondimento e di lavoro concreto, orientati a valutazioni chiare e a scelte condivise”.
Nel suo comunicato, l’Ordine degli infermieri valdostano “ribadisce con forza la propria disponibilità al dialogo e al lavoro multiprofessionale, ma conferma anche la volontà di continuare a richiedere e promuovere incontri sul tema, in quanto ente rappresentativo di oltre 970 infermieri iscritti che operano quotidianamente nel sistema sanitario regionale”.
Insomma: “La voce di una comunità professionale così ampia e qualificata non può essere considerata marginale né rinviabile: l’Ordine chiede di essere parte attiva e strutturale nei processi decisionali che riguardano il sistema di emergenza-urgenza e il servizio di elisoccorso, nell’interesse della sicurezza dei cittadini e della qualità dell’assistenza in Valle d’Aosta”.
“Sugli equipaggi di elisoccorso la scelta è organizzativa, fondata su evidenze operative”
7 gennaio 2026

“Il contesto valdostano presenta una prevalenza di interventi in ambiente ostile e impervio, dove il fattore limitante non è inizialmente l’assistenza sanitaria, bensì la possibilità di raggiungere il paziente in sicurezza e di procedere al recupero e trasporto in ospedale. In tali scenari, la presenza di due tecnici specializzati del soccorso Alpino Valdostano è essenziale e non sostituibile, poiché garantisce competenze tecnico-alpinistiche avanzate indispensabili per la sicurezza dell’equipaggio e del paziente”. Il medico Antonio Iriti, in servizio sull’elicottero da una decina di anni, interviene sulla questione degli equipaggi di elisoccorso rilanciata dall’Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Aosta.
Per il medico, quindi, questa scelta non è il risultato di una sottovalutazione del ruolo infermieristico, ma è “una scelta organizzativa fondata su evidenze operative, cliniche e territoriali”.
“Nel soccorso alpino, dove gli interventi avvengono in ambienti impervi, i tecnici Specializzati del Soccorso Alpino Valdostano, che svolgono anche le funzioni di soccorritori dell’eliambulanza, sono indispensabili per garantire sicurezza e gestione tecnica del paziente” prosegue Iriti. “In questo modello, l’assenza dell’infermiere non determina un abbassamento degli standard assistenziali, ma rappresenta una razionalizzazione delle risorse in relazione allo spazio, al peso, alla sicurezza del volo e alla tipologia degli interventi che ha tempi massimi dal target all eliporto di circa 25 minuti.”
A garantire l’assistenza sanitaria pre-ospedaliera è il medico, “mentre il supporto tecnico delle guide consente di ridurre i tempi di recupero e di esposizione al rischio, con un beneficio diretto sugli esiti clinici.”
Diverso è il ruolo dell’infermiere, “imprescindibile” nei trasporti programmati, e in particolare nei trasferimenti interospedalieri di pazienti critici o potenzialmente instabili. “In questo contesto, il ruolo dell’infermiere è centrale per garantire il monitoraggio continuo, la gestione delle terapie, della ventilazione e della sedazione, nonché la continuità assistenziale durante il volo.” prosegue Iriti, auspicando poi per il futuro di poter avere “equipaggi completi costituiti da medico e infermiere anche su automediche e ambulanze, in modo da garantire uniformità negli standard di assistenza, maggiore sicurezza dei pazienti e maggiore efficacia del sistema di emergenza-urgenza su tutto il territorio regionale”.
Emergenza e trasporti complessi, l’OPI Aosta rilancia: infermiere anche in elisoccorso
5 gennaio 2026

C’era anche un’infermiera, Martina Vitali, nell’équipe che sabato ha preso parte al complesso trasporto sanitario di una giovane donna rimasta ferita nel rogo di Crans-Montana e trasferita all’Ospedale Niguarda di Milano. A ricordarlo, esprimendo orgoglio e apprezzamento, è l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Aosta.
Secondo l’OPI, l’intervento ha richiesto elevate competenze cliniche, capacità di gestione dell’emergenza e un efficace lavoro in équipe multiprofessionale, garantendo continuità assistenziale e sicurezza della paziente durante tutte le fasi del trasferimento.
“Questo episodio – dichiara la presidente dell’OPI Aosta, Paola Ascolese – rappresenta un esempio concreto del ruolo fondamentale dell’infermiere nei contesti di emergenza-urgenza e nei trasporti sanitari ad alta complessità, confermando il valore, la responsabilità e l’autonomia della nostra professione”.
La presidente richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di una visione strategica dell’emergenza territoriale: “In molte realtà regionali e nazionali l’infermiere è parte integrante dell’equipaggio di elisoccorso, contribuendo in modo significativo alla gestione del paziente critico e alla continuità delle cure durante il trasporto. In Valle d’Aosta, dove attualmente questa figura non è prevista, riteniamo opportuno avviare un confronto istituzionale sul possibile sviluppo di modelli organizzativi che valorizzino pienamente le competenze infermieristiche, nell’ottica di un rafforzamento complessivo del sistema di emergenza-urgenza e della sicurezza dei cittadini”.
L’OPI rinnova infine il proprio impegno per la valorizzazione della professione infermieristica in tutti gli ambiti lavorativi e ringrazia la collega per la competenza e il senso di responsabilità dimostrati.

24 risposte
Sono un infermiere ( Regione Lombardia). Lavoro in rianimazione e pronto soccorso e svolgo servizio su auto-infermieristica, automedica ed Elisoccorso con esperienza trentennale.In Elisoccorso svolgo qualsiasi tipologia di missione, di cui molti interventi complessi in ambiente impervio con operazioni speciali, nei quali salvo rarissimi casi, abbiamo avuto la necessità di avere un supporto da altro personale del soccorso alpino oltre al TE presente in Elisoccorso.
il problema è morfologico:quale è la quota media di un intervento di Sondrio o COmo? che attualmente sono le due macchine più esposte all’ambiente montano? e quale è la quota MEDIA di intervento di SA1 di stanza da AOSTA? quello è il problema, in Piemonte abbiamo 4 basi che hanno tutte le medesime configurazioni anche in notturna a Torino (e fino all’arrivo del 139 quando le basi avevano i 412 o il 117 in periodo invernale gioco forza lasciavi in base l’infermiere per le uscite su valanga con cinofilo a bordo!)il problema de facto non si pone (l’unica base di pura pianura era Novara che è stat chiuda da anni e Alessandria che comunque fa qualeche copertura su Cuneese e quindi resiste). Ma aosta fa storia a sè, Aosta fa medie di intervento dove oltretutto la parte medica è in subordine alla parte tecnica in taluni interventi. Avere l’infermiere a bordo (cosa che oltretutto si è gia sperimentata) non poterebbe altro che avere personale che comunque non verrebbe manco calato in parete (ti serve l’infermiere o un TES che aiuti in un imbrago magari in parete ai 3000?). Prendere come spunto un secondario come quello fatto a Crans è del tutto illogico per promuovere il volere metter el’infermiere a bordo. Ribadisco dopo anni ed anni ed anni nel settore che voi infermieri avete bisogno di ben altro che fare i passeggeri in ala rotante su una realtà come quella aostana sui primari in parete(che fa tanto figo, siamo d’accordo), avete bisogno di stipendi migliori e di vera AUTONOMIA professionale con atti medico delegati in ambulanza ed automedica (e fosse per me pur ein determinati contesti in DEA).
Viceversa ci si riduce come il sistema lombardo che fa fare verricellate a Seregno o in zona ultra cittadina per aver voluto trasformare una base come quella milanese in macchina da montagna piuttosto che di città come era quando si volava on il 109.
….questo intervento sa tanto di “politica”, perché altrimenti come mai non viene fatta altrettanta osservazione per le ambulanze, che viaggiano con il solo medico ? e lì sì che si è certi di intervenire sempre su eventi sanitari….
Ma si dai, equipaggio con infermiere, pompiere e magari anche un prete per fare il soccorso a corpo e anima del ferito…
Dai ragazzi finitela con questa diatriba, formazione sanitaria avanzata alle guide e fine della storia, gli infermieri che non possono fare diagnosi e fare farmaci stanno bene con le crocs ed il camice, non con i ramponi ai piedi.
Quando ci sarà un secondario dall’ospedale si chiamerà qualcuno disponibile e via.
Quanta ignoranza nel tuo commento…che formazione avanzata vuoi fare alle guide che non è il loro lavoro principale? Infatti stranamente ma il modello valdostano non lo copia nessuno al mondo e tutti hanno equipaggi modulabili proprio perche le esigenze nel soccorso sono diverse…ah gia qui l’unica esigenza e strapagare le guide e basta.
Forse il signor Jean è 7n TE?
Magari mi pagassero come un te, mi piacerebbe tanto, ma vado in montagna e ho vari amici medici e ti assicuro che sono gli stessi medici a raccontare che non vogliono l’infermiere nel soccorso in montagna.
Tornando al tema, il punto non sono né gli interventi in parete (che sanitari o meno comunque non hanno spazio per infermieri) ne i secondari (dove ovviamente la componente tecnica è inesistente e non servono le guide); sono tutti gli scenari a metà: se un elicottero che parte per un incidente in pista (come qualcuno citava prima) con infermiere poi viene dirottato su una valanga? O su un intervento tecnico tempo dipendente?
Siete disposti a mettere a rischio la vita del malcapitato perdendo tempo per andare a cambiare equipaggio? O ci mandiamo una guida sola che deve occuparsi di tutto compresi i due sanitari?
Gli equipaggi modulari funzionano in altri posti, ed il motivo per cui nessuno copia la vda è che gli scenari sono radicalmente diversi, bisogna farsene una ragione.
Sarebbe interessante sapere quanti interventi sono stati fatti dove i medici non hanno potuto fare trattamenti sanitari per l’assenza dell’infermiere, secondo me rimarremo sorpresi dalla risposta
Dalle tue risposte si nota chiaramente o una presa di posizione per favorire le 2 guide, o una marcata NON conoscenza delle dinamiche dei soccorsi in elicottero per i semplici seguenti motivi:
-La VDA non è l’unica regione montuosa eppure in tutti gli altri posti lo standard e nettamente diverso
-L’elicottero non viene mai “deviato”, se e su uno scenario e in intervento deve finire quello ed è già avvenuto che alcuni interventi abbiano dovuto aspettare e le pochissime (meno di 50 annuali) dove l’intervento necessita di 2 guide, la 2 può essere imbarcata anche andando sul 2 scenario dopo aver scaricato paziente e equipaggio del 1 intervento
– Il ritardo sui soccorsi che tanto citi vale lo stesso su interventi analoghi dove per esempio possono esserci più politraumi o vittime incastrate e non si modula l’equipaggio mandando 2 guide su interventi dove non hanno nessuna competenza e/o utilita.
– sul tuo ultimo punto la risposta e presto detta se su un sanitario grave il medico ha bisogno di farsi aiutare dalla guida perché senza infermiere si sfocia in abuso di professione senza parlare della drastica diminuzione nella qualità di assistenza data al paziente.
Ma se un medico rianomatore che lavora li dice che non serve l’infermiere e la storia (c’è stato un periodo con l’infermiere in vda) lo conferma, perche ci si ostina a volerlo mettere a bordo?
Da fuori sembra solo l’ennesimo giochino che vogliono avere gli infermieri, senza contare che poi in montagna ci devono andare per davvero gli infermieri, non guardarla dall’alto e far scendere a quel punto l’unico capace di operare nel terreno prevalentemente della regione.
Mettiamoli sulle ambulanze dove il medico da solo non può davvero fare nulla.
Prima informati poi commenta…lasciamo perdere le parole e le intenzioni di questo medico, lo stesso che voleva formare sui farmaci le guide….i dati parlano chiaro…interventi in luogo impervio in alta montagna non arrivano a 100 in tutto l’anno…tutti gli altri sono sanitari in luoghi dove un infermiere preparato può e deve lavorare a fianco del medico, così come in altri scenari (incidenti stradali, ricerche persona ecc) servirebbe un vigile del fuoco! La verità è che in VDA l’elisoccorso e monopolio delle guide e non vogliono che nessuno salga sull’elicottero.
Si avrebbe lo stesso servizio risparmiando 420 euro a turno x 2 guide al giorno….Le Guide verrebbero imbarcate direttamente come già accade a volte per fare interventi in alta quota che di fatto non arrivano a 50 all’anno….Eh ma la lobby va difesa…
Esattom, come avevo già avuto modo di dire sulla querelle vigili del fuoco – guide alcune settimane fa
La lobby certamente va difesa.Come ho scritto in un commento sotto,l’elisoccorso lo comandano loro.Si sa mai che in futuro decidano le caratteristiche del tipo di elicottero da utilizzare.
Ovunque in Italia i mezzi di soccorso avanzati più efficienti sono composti da un medico di emergenza e da un infermiere di area critica, che siano su gomma o sull’elisoccorso. La realtà valdostana è certamente peculiare ma credo che i pazienti si meritino il meglio…
Eventualmente la 2 guida alpina sarà imbarcata per gli interventi di recupero tecnico..
La realtà di Aosta è un unicum europeo nel sistema di elisoccorso a quelle quote non puoi permetterti il lusso di dover capire a posteriori di dover avere il secondo TES. Tolto ciò ovunque in inverno si sacrifica la parte sanitaria se imbarchi ad esempio il TES con il cane da valanga. REGA e Airzermatt o Airglacier lavorano tutti senza infermiere a bordo. Prima di pensare a usare per poco una risorsa che non c’è manco per i reparti, fossi nei sindacati e organizzazioni, penserei prima a fargli avere stipendi degni, ore di riposo,ferie e magari le mai date specializzazioni post diploma invece di queste bandierine politiche. Tolto ciò usare come caso un secondario per dire che sui primari a 3500 metri devi avere l’infermiere
Ma non erano in carenza cronica di organico gli infermieri? O forse sarà che l’idea di salire su un elicottero li eccita più del fare il lavoro in ospedale, in ambulanza e in rsa?
In vda l’ultimo corso di laurea in infermieristica aveva il 50% dei posti vuoti, prima di fantasticare sugli infermieri con le ali sarebbe meglio averne in ospedale no?
Poi ci lamentiamo delle liste d’attesa
Ma non erano in carenza cronica di organico gli infermieri? O forse sarà che l’idea di salire su un elicottero li eccita più del fare il lavoro in ospedale, in ambulanza e in rsa?
In vda l’ultimo corso di laurea in infermieristica aveva il 50% dei posti vuoti, prima di fantasticare sugli infermieri con le ali sarebbe meglio averne in ospedale no?
Poi ci lamentiamo delle liste d’attesa
Che piacere sentire la voce dell’Ordine degli infermieri. Che dovrebbe farsi sentire più di frequente visto che alcuni politici pensano che una guida con qualche ora di formazione o qualche oss “specializzato” possa sostituire un infermiere. Soluzioni prive di competenza sempre in agguato, con il pretesto di far quadrare i conti … in una regione che ha avanzato 277 milioni nel 2024 … 🤦🏻♀️
In alto adige, che come si vede sempre dai numeri annnui non fanno proprio nessun intervento in montagna, proprio nessuno, pensa che a bordo c’è solo medico e infermiere.
I tecnici di elisoccorso e le guide le prendono quando servono sul posto quelle della zona. Comunque a parte gli scerzi il compromesso si trova sempre..
Resto delle regioni italiane 1 medico, 1 infermiere un tecnico di elisoccorso.
Il compromesso non si troverà mai
In VdA sono le guide alpine a “comandare “l’elisoccorso.E non rinunceranno mai a lasciare un posto ad un infermiere.
In che film? Su Pelikan non c’è fisso il TES?
Un pompiere e un infermiere al posto delle guide, cosa potrebbe mai andare storto.
È esattamente così che dovrebbe essere
Se si vuole mettere un infermiere come equipaggio fisso dell’elisoccorso,si deve rinunciare a una guida alpina a bordo.