“Nel corso del 2025 si è registrata una significativa riduzione degli infortuni sul lavoro tra i dipendenti dell’Azienda Usl”. A scriverlo è la stessa Azienda sanitaria, che spiega come i dati indichino che gli eventi infortunistici sono scesi a 45 casi complessivi, rispetto ai 69 registrati nel 2024, con una riduzione di circa il 35 per cento e un trend che evidenzia un progressivo miglioramento negli ultimi anni.
Gli infortuni rilevati nel 2025 si suddividono in 22 generici e 23 a rischio biologico. Questi ultimi principalmente legati a punture o tagli con aghi o strumenti contaminati da materiale biologico, tipologia di evento tipica dell’attività sanitaria.
Parallelamente al monitoraggio degli infortuni dice ancora l’Usl –, prosegue l’intensa attività di sorveglianza sanitaria del personale svolta dal Servizio di Medicina preventiva aziendale. Nel corso del 2025 sono stati circa 2.970 i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria.
Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 sono state invece effettuate 1.308 visite mediche, che hanno riguardato 1.145 lavoratori.
Per la maggior parte degli accertamenti si è trattato di visite periodiche previste dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro (62 per cento), seguite da visite preventive (22 per cento) e da controlli con calendarizzazione ravvicinata indicati dal medico competente (9 per cento).
Dall’analisi dei giudizi di idoneità emerge che oltre il 77 per cento dei lavoratori visitati è risultato pienamente idoneo alla mansione (anche con eventuali prescrizioni), mentre circa il 21,5 per cento presenta limitazioni parziali, spesso legate a condizioni temporanee o a patologie muscolo-scheletriche. Si tratta – dice ancora l’Azienda sanitaria – di una percentuale in linea con quella delle altre Asl.
Nel corso dell’anno sono inoltre stati effettuati 752 screening per il rischio tubercolare tra il personale esposto a rischio biologico aerogeno, con un tasso di positività per infezione tubercolare latente (condizione in cui il batterio della tubercolosi è presente nell’organismo ma non provoca malattia né è trasmissibile) pari al 2 per cento, significativamente inferiore rispetto al dato nazionale stimato intorno al 20.
Per quanto riguarda la radioprotezione, nel 2025 sono state effettuate 235 visite mediche ai lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti, senza segnalazioni di superamento delle dosi massime ammissibili.
“La sicurezza e la tutela della salute dei nostri professionisti rappresentano una priorità assoluta per l’Azienda – sottolinea la dottoressa Marina Tumiati, direttrice della Struttura governo clinico e Medicina preventiva –. La significativa riduzione degli infortuni registrata nel 2025 è il risultato di un lavoro costante che coinvolge tutte le strutture aziendali: prevenzione, formazione e sorveglianza sanitaria sono strumenti fondamentali per garantire ambienti di lavoro sempre più sicuri”.
“Il risultato è frutto di un impegno continuo nell’analisi dei rischi e nell’adozione di misure preventive – dice invece l’ingegner Marco Alinovi, responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione –: nel corso del 2025 sono stati aggiornati numerosi documenti di valutazione dei rischi di varie strutture aziendali e rafforzate le attività formative rivolte ai lavoratori, con l’obiettivo di consolidare una cultura della sicurezza sempre più diffusa all’interno dell’Azienda”.
