Sanità di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 21 Luglio 2021 16:26

Quarantena per i turisti: individuato ad Aosta il primo Covid Hotel

Aosta - Dopo un anno di interlocuzioni fra Adava e Regione, Protezione Civile e Usl, con diverse disponibilità manifestate da parte di strutture alberghiere, in piena stagione turistica si è arrivati a mettere il punto sulla questione "Covid Hotel". La prima struttura è l'Hotel Mignon, dove stamane sono attesi i primi 6 spagnoli positivi individuati a Cervinia.

Hotel MignonHotel Mignon

Dopo un balletto durato quasi un anno, la Regione Valle d’Aosta ha deciso: il Covid Hotel serve, ed è stato individuato nell’Hotel Mignon.
Nella struttura, a pochi metri dall’Ospedale regionale Parini, arriveranno già in mattinata i sei turisti spagnoli, covid positivi,  – quattro ragazze, minorenni e due uomini di età inferiore ai trent’anni – che nei giorni scorsi hanno trascorso il periodo di isolamento in un albergo di Cervinia. A questi, si aggiungeranno nel pomeriggio due contatti stretti risultati negativi al tampone molecolare

Visitati dal personale dell’USCA (Unità Sanitaria di Continuità Assistenziale), ne è stata confermata la stabilità clinica, la “pauci-sintomaticità” e/o l’assenza di sintomi, e la conseguente possibilità di trasferimento in piena sicurezza, da parte del 118 con mezzo non medicalizzato.

L’hotel Mignon ha messo a disposizione cinque stanze (una tripla, una doppia con letti separati e tre singole, tutte al quarto piano) che potranno ospitare persone Covid-positive con sintomi lievi (o assenti) e in condizioni cliniche che non prevedano il ricovero ospedaliero e una stanza per ospitare il responsabile della comitiva di turisti di cui sopra. Oltre alle persone già ospitate da oggi, potranno essere inviati alla struttura, in via prioritaria, turisti che risultino positivi al tampone, in attesa della negatività e della possibilità di rientro presso le residenze di origine.

“L’accordo è stato raggiunto grazie alla disponibilità del gestore dell’Hotel Mignon – spiega il direttore generale dell’Usl, Marco Ottonello – a cui è seguita, in questi giorni, una fattiva collaborazione con l’Adava, che ha fornito un prezioso contributo sul piano delle interlocuzioni preventive volte ad individuare una seconda struttura, di cui stiamo verificando le caratteristiche, che devono rispondere ad esigenze e necessità specifiche.”.

Fattiva collaborazione dell’Adava, che però soltanto ieri spiegava di non esser stata messa a conoscenza del nuovo avviso di ricerca di un Covid Hotel, pubblicato nei giorni scorsi dall’Usl e andato deserto. Non solo, più volte nei mesi scorsi la Regione prima, e la Protezione Civile dopo, avevano chiesto la disponibilità all’Associazione degli albergatori a individuare delle strutture destinate all’accoglienza di persone potenzialmente positive. Nel novembre scorso sembrava cosa fatta per l’Hotel Mignon, ma poi arrivò il passo indietro della Regione. Sempre a novembre l’Adava, dopo esser stata contattata dalla Protezione Civile, aveva individuato sei strutture ricettive interessate. Anche in questo caso non se ne fece nulla. Arriviamo, quindi, ad aprile con una nuova richiesta della Protezione civile a diffondere presso gli associati Adava un avviso pubblicato sul sito della Regione. Questa volta le disponibilità dovevano essere trasmesse direttamente alla Protezione civile che le avrebbe inoltrate all’Azienda Usl Valle d’Aosta, che in qualità di stazione appaltante, avrebbe avuto la facoltà di procedere all’individuazione ed alla contrattazione con i singoli contraenti ritenuti idonei. Alcune strutture ribadirono la loro disponibilità, ma anche in questo caso non si arrivò alla conclusione del percorso.

“Ulteriori richieste formali di collaborazione non ne abbiamo ricevute” spiegava ieri il Presidente Adava Filippo Gérard, sottolineando comunque la difficoltà a rendere disponibili delle strutture “in piena stagione turistica”.
Si torna, quindi, all’Hotel Mignon, la prima struttura individuata nel novembre 2020. “Sono ben felice di dare una mano” dice oggi il proprietario Paolo Maccari. 

Per il trasferimento dei primi sei ospiti, l’Usl evidenzia l’attenzione posta per la “sorveglianza, non solo di carattere sanitario, delle persone ospitate (che sono minorenni) e l’assoluto isolamento rispetto ad altre persone ospiti dell’albergo – dice la direttrice dei Distretti socio-sanitari 1-2, Francesca Faelli – ma anche il trasferimento con i mezzi del 118, le procedure di sanificazione dei locali e delle stanze, comprese le pulizie (perché le cameriere non devono in alcun modo entrare in contatto con i soggetti positivi), lo smaltimento dei rifiuti, l’impiego di stoviglie e biancheria smaltibili con procedura speciale, la sanificazione del bagaglio al momento del check-out, che deve essere effettuato in condizioni particolari, ed altri adempimenti dettati dalle procedure, dai regolamenti e da esigenze puntuali per garantire la massima sicurezza per gli ospiti e per il personale dell’albergo”.

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