Ex Magistrali, tre ipotesi sul tavolo per il futuro della sede dell’Università della Terza Età

La consegna del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) è prevista entro la fine di febbraio 2026.
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Per la nuova sede dell’Università della Terza Età si guarda alla sede delle ex Magistrali di via Torino. Il percorso, individuato nella scorsa legislatura, sta proseguendo, come spiegato nei giorni scorsi dall’Assessore Erik Lavevaz in Consiglio Valle.

Un incarico in tal senso è stato affidato all’architetto Maurizio Gontier per la redazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) la cui consegna è prevista entro la fine di febbraio 2026.

Da un’analisi preliminare sono emersi tre possibili scenari: la ristrutturazione dell’ex mensa per un costo di circa 1,1 milioni di euro netti, la riqualificazione energetica complessiva che riguarda tutto l’involucro (palestra ed ex mensa) per 1,9 milioni di euro netti oppure la demolizione e ricostruzione, ipotesi che prevede la realizzazione di una nuova palestra e della nuova sede dell’Unitre per un importo totale netto di 7 milioni di euro.”

La volontà della Regione è di arrivare ad una soluzione stabile e definitiva per l’Unitre. “Sulla base del quadro esigenziale, la soluzione individuata in via Garibaldi risulta pienamente sostenibile – ha concluso l’Assessore -. La consegna definitiva della sede non potrà avvenire nel corso di quest’anno: una volta acquisito il Docfap a fine febbraio e scelto lo scenario d’intervento, sarà necessario procedere con le fasi di progettazione (progetto di fattibilità tecnico economica ed esecutivo) e successivamente indire una gara d’appalto tramite la Stazione unica appaltante, non essendo possibile l’affidamento diretto date le cifre in gioco.”

Per l’ex Assessore Guichardaz l’auspicio è che “la visione che guida questo intervento non sia solo quella di creare una sede in cui confinare persone diversamente giovani ma un luogo di scambio intergenerazionale. L’Unitre è una realtà vivace e in crescita, che coinvolge quasi 1.000 persone. Proprio per i suoi numeri e per le sue caratteristiche geografiche, anche sul fronte dell’invecchiamento attivo, la nostra comunità può diventare un laboratorio di buone pratiche basate sulle relazioni e sulla politica attiva.”

 

Una risposta

  1. Solo una domanda: ma nella ex Magistrali di Via Torino non era prevista la costruzione della sede unica del LICAM? Cambiato idea un’altra volta? Che bello spendere soldi in studi di fattibilità e progettazione per poi non prendere una decisione defintiva

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