Sono cresciuti tra i trucioli: prima a spazzarli via, poi a immaginare cosa potevano diventare. È nata nella falegnameria di famiglia, nel centro di La Salle, la passione di tre giovani fratelli – David, Laurent e François Battendier – per l’artigianato e la materia legno. I due maggiori, David (22 anni) e Laurent (21), hanno trasformato quell’interesse in un prodotto che alla Fiera di Sant’Orso attira soprattutto i più piccoli: giochi di logica in legno, rompicapi da smontare e ricomporre. Da qualche anno si è unito al progetto anche il più giovane, François, 17 anni.

“Fin da bambini, soprattutto d’estate ma anche durante l’anno, passavamo spesso in falegnameria da nostro padre per dargli una mano. All’inizio facevamo le cose più semplici: pulire, spazzare, sistemare. Poi, piano piano, abbiamo iniziato a “giocare” con gli scarti delle sue lavorazioni, provando a costruire qualcosa”, racconta David.
Quel “qualcosa” sono state prima piccole produzioni per amici e parenti – bomboniere, regali – e poi i primi giochi: “Da lì sono arrivati i rompicapi in legno, adatti a tutte le età. Abbiamo iniziato senza grandi pretese, quasi buttandoci. Il primo anno alla Fiera è andata bene e da lì ci siamo appassionati davvero: ci abbiamo preso gusto e ci siamo dati anche qualche obiettivo, che ci ha spinto a continuare”.

Ogni pezzo, sottolineano, è curato uno per uno. “Non utilizziamo macchine a controllo numerico. Alcune lavorazioni si fanno in serie con le macchine tradizionali, ma poi si rifinisce tutto a mano: carta vetrata, controlli, verifiche sugli incastri e sui “tappi”. È davvero un lavoro “gioco per gioco””, spiega François. Un’abilità imparata soprattutto osservando il padre falegname, “e poi informandoci e confrontandoci quando serve. Alla Fiera non si vedono spesso giochi di questo tipo e abbiamo deciso di approfondire proprio quel ramo”.
Ogni anno – i due più grandi sono alla nona Fiera, il più piccolo alla terza – i fratelli cercano di presentare una novità. “Quest’anno abbiamo portato un nuovo rompicapo, un gioco dalla forma particolare: c’è un anello che bisogna liberare da fili e altri elementi”, dice Laurent. “Di solito partiamo da spunti che troviamo in giro e poi li adattiamo: li rifacciamo a modo nostro, li modifichiamo e li rifiniamo finché non ci convincono davvero”.

Tra i più giochi più richiesti, nel banchetto davanti alla chiesa di Santa Croce, “la Stella”: “Sono sei pezzi tutti uguali. Smontarla è abbastanza semplice, ma per rimontarla bene serve capire come posizionarli e fare la mossa giusta. – racconta François – Piace sia per l’estetica sia per la difficoltà: è il gioco che attira di più”.
Per ora, per tutti e tre, il legno resta una passione da coltivare accanto ad altri percorsi. “Vedremo cosa succederà: intanto ci viviamo come hobbisti e la Fiera, per noi, è sempre un appuntamento speciale”. E l’impressione, quest’anno, è positiva: “C’è stato movimento fin da subito. Vediamo tante famiglie con bambini e questo ci fa piacere, perché una parte importante del nostro lavoro è pensata proprio per loro”.
