Nell’ambito dell’assistenza domiciliare, gestita in maniera associata dalle otto Comunità montane valdostane e dal Comune di Aosta, sono ad oggi coinvolti 1361 utenti (poco più dell’1% della popolazione) per un totale 231 operatori sociosanitari, attivi sull’intero territorio regionale. E’ questa la fotografia aggiornata del servizio di assistenza domiciliare, basata su dati raccolti dal CELVA presso gli enti gestori, presentata oggi, martedì 28 ottobre, durante il Comitato esecutivo del Consiglio permanente degli enti locali.
Nel 2013 sono state complessivamente erogate 336.919 ore di assistenza domiciliare e distribuiti 157.747 pasti. Nel 2014 si parla infatti di circa 7 milioni di euro, così come nel bilancio regionale, per l’annualità in corso, sono stati complessivamente previsti 19 milioni di euro per la voce “welfare anziani e inabili”, a cui è ancora necessario aggiungere le risorse provenienti dai bilanci dei singoli enti locali.
“Un investimento di così alto profilo deve necessariamente fare il paio con un’evoluzione del servizio – Giusto Perron, responsabile della Consulta 4 “Politiche per la famiglia e per l’integrazione socio-sanitaria” del CPEL – e ripensare la nostra strategia passa allora attraverso una conoscenza puntuale del territorio e delle esigenze espresse dagli utenti”. Proprio per questo motivo, nell’ambito della formazione promossa a favore degli enti locali, il CELVA ha progettato un percorso di coinvolgimento e ascolto del personale che quotidianamente affianca gli utenti nell’assistenza domiciliare. Anna Jacquemet, assistente sociale e funzionario della Struttura famiglia dell’Assessorato regionale Sanità e politiche sociali, in qualità di docente, ha tenuto nei giorni scorsi due sessioni di corso per gli operatori della bassa e dell’alta Valle, che hanno coinvolto complessivamente 55 persone: “Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto e alle informazioni con le quali le persone vengono a contatto – ha spiegato – e alla necessaria attenzione, cura e riservatezza che devono adottare gli operatori. Tuttavia, questi incontri sono stati cruciali soprattutto per motivare nuovamente il personale, che è sempre più qualificato e che in Valle d’Aosta si caratterizza in generale per una grande esperienza maturata, ma che deve ripensarsi in funzione di un’utenza che cambia: aspetti legati alla pulizia e al riordino della casa perdono importanza rispetto a esigenze socio-assistenziali più complesse. Il nostro impegno va allora nel dare un servizio sempre meno standardizzato nella presa in carico degli utenti: la chiave che abbiamo condiviso sta sicuramente in un progetto che è pensato e ripensato periodicamente sui bisogni del singolo, che possono essere anche semplicemente temporanei”.
Con l’analisi dei dati di benchmarking relativi al welfare anziani, che ha portato negli scorsi mesi alla definizione del costo unitario ottimale di riferimento per gli utenti inseriti in struttura (pari a 115 euro al giorno per persona), il CPEL ha ribadito, numeri alla mano, come "il servizio in microcomunità costi di più rispetto all’assistenza domiciliare, soprattutto nel caso di esigenze temporanee oppure di bisogni limitati come i pasti o il riassetto della casa. In un momento di necessario ripensamento dei servizi e di contrazione economica, per rendere sempre più efficace ed efficiente il nostro servizio, dobbiamo tenerne conto”.

