Confidi industriali: 30 anni di attività

L'economia italiana cresce poco e la Valle d'Aosta patisce le conseguenze della globalizzazione, della perdita di competitività e del forte apprezzamento dell'euro. Sono le parole di Federico Jacquin che ha introdotto...
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L’economia italiana cresce poco e la Valle d’Aosta patisce le conseguenze della globalizzazione, della perdita di competitività e del forte apprezzamento dell’euro. Sono le parole di Federico Jacquin che ha introdotto ieri la trentesima assemblea annuale del Confidi industriali presso la Pépinière d’entreprises ad Aosta. Il consorzio può vantare un consolidamento della propria attività con 250 soci iscritti e un totale di affidamenti garantiti di oltre 67 milioni di euro. Si mantengono basse le insolvenze, anche se si osserva una lieve progressione negli ultimi anni: nel 2004 il tasso si è attestato sullo 0,34%.
‘Ribadiamo la proposta – ha sottolineato Federico Jacquin – di costituire un fondo di garanzia congiunto Regione-Confidi. Lo stanziamento di 20 milioni di euro sarebbe un gesto straordinario’.
Per Jacquin i segnali di crisi in Valle sono preoccupanti e non solo nel settore industriale: l’unica ricetta possibile è la piena cooperazione per individuare le strade del rilancio economico e sociale. ‘Se la piccola e media impresa sono il motore dello sviluppo – ha dichiarato il presidente di Confidi – il credito è il carburante per crescere, investire ed essere competitivi’.
Alle dichiarazioni di Jacquin ha fatto eco l’intervento dell’assessore alle Attività produttive Ferraris per il quale bisogna puntare, anche in Valle, su innovazione, qualità, diversificazione del prodotto e formazione. ‘L’amministrazione regionale – ha aggiunto Ferraris – ha stanziato nel bilancio 2005 risorse significative sulla ricerca e altre aggiuntive per l’assestamento che verrà discusso dal Consiglio regionale nei prossimi mesi’.
Per l’assessore alle Finanze Aurelio Marguerettaz non è sufficiente la partecipazione della Regione ad un fondo rischi. ‘Ci troviamo di fronte a due priorità – ha dichiarato Marguerettaz – la creazione di un confidi unico per tutti i settori produttivi sul territorio e il rispetto dei criteri stabiliti da Basilea 2, altrimenti saremo tagliati fuori’. Per il presidente Jacquin, gli effetti di questo accordo, che entrerà in vigore a gennaio 2007, consisteranno nella spersonalizzazione del rapporto tra banca e impresa e nell’allontanamento delle banche dal tessuto locale.

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