Cinque mesi in sella alla sua bicicletta e circa 14 mila chilometri percorsi da Pechino a Venezia. È l’impresa compiuta da Matteo Stella, romano trapiantato in Valle d’Aosta che ha scelto di ripercorrere il viaggio di Marco Polo, ma al contrario.
L’idea era quella di attraversare la Via della Seta in occasione dei 700 anni dalla morte dell’esploratore, riscoprendo una rotta che un tempo era luogo di scambio, dove circolavano merci, idee e filosofie, ma che oggi, invece, è segnata da guerre e conflitti. Un itinerario affrontato tra lunghe strade asfaltate e deserti, con un inevitabile cambio di programma che gli ha lasciato un po’ di amarezza: a un certo punto, infatti, ha dovuto impacchettare la bicicletta e prendere un aereo, saltando la tappa dell’Iran.
Come in tutti in viaggi, le difficoltà non sono mancate. “Momenti difficili ce ne sono stati tanti, quasi quotidiani”, racconta. Tra i passaggi più complicati, la situazione in Afghanistan e i 26 giorni consecutivi di pioggia, durante i quali si è anche ammalato. Nel suo lungo viaggio in solitaria ha dormito quasi sempre in tenda, mentre in altre occasioni è stato ospitato dalla popolazione locale. Tappa dopo tappa, ha raccontato la sua avventura anche sulla sua pagina Instagram, per oltre 120 giorni.
C’è però anche un dato che racconta bene l’esito della spedizione: non ha mai bucato una gomma e a Venezia, così come poi a Courmayeur – dove vive da ormai quasi 10 anni – è arrivato sano e salvo. “Un po’ di numeri? Innanzitutto zero feriti”, dice scherzando.
Adesso l’idea è di prendersi una pausa da viaggi così lunghi, ma senza rinunciare allo spirito che ha accompagnato questa esperienza e continuare “a mettere un po’ di avventura in ogni giornata”.
