L’incendio è scoppiato, ma questa volta non saranno i Vigili del fuoco a spegnerlo. In apertura dei lavori della seconda giornata, il Consiglio Valle ha approvato la norma (a favore la maggioranza, Adc e Pd) sul Corpo regionale dei Vigili del Fuoco, con il voto contrario di Avs e l’astensione di Lega, Fratelli d’Italia e Renaissance. Dopo cinque anni di confronti e mediazioni, le modifiche introdotte nei giorni scorsi al testo depositato hanno provocato la frattura. Su 213 articoli, i Vigili del Fuoco ne contestano due e per questo hanno proclamato lo stato di agitazione, minacciando lo sciopero, ma anche il passaggio al Corpo nazionale. Minacce che il capogruppo dell’Uv Aurelio Marguerettaz definisce “una coltellata” ma anche “affermazioni di grande ingratitudine, perché la Valle d’Aosta negli anni ha finanziato con risorse proprie interventi sugli immobili, ha acquistato mezzi e ha investito per garantire un servizio efficiente ai valdostani.” Anche il Presidente della Regione Renzo Testolin si dice dispiaciuto che “qualcuno voglia allontanarsi da un sistema consolidato e apprezzato anche all’esterno proprio per la sua capacità di saper unire tutti”.
Il corposo testo di legge è stato messo in ombra dalle ultime modifiche – approvate anche con votazione segreta – , che prevedono l’assegnazione del personale dei Vigili del Fuoco presso la Cus e il coordinamento operativo tra gli enti della CUS.
“Come minoranza abbiamo chiesto di rinviare la discussione di due settimane per spiegare ai diretti interessati le ragioni di questi interventi, la maggioranza ritiene, invece, che ci sia già stata la concertazione necessaria. Il risultato è che il testo ha scontentato tutti: sia i Vigili del fuoco sia il Soccorso alpino valdostano che lo hanno criticato con osservazioni puntuali e dettagliate” spiega il Capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin.
“Le modifiche, giustificate come miglioramento dell’efficienza del sistema di soccorso, appaiono incomprensibili: il soccorso funziona già bene, perché modificarlo? C’è forse un’altra dinamica politica, quella di accontentare altre parti del sistema? E ancora: perché non accogliere la richiesta di rinviare di 15 giorni l’approvazione della legge e rispettare la procedura di raffreddamento? La politica è dialogo: la maggioranza dia l’esempio, ha i numeri per farlo” gli fa eco il consigliere Massimo Lattanzi (Fratelli d’Italia).
Contesta il metodo anche Chiara Minelli di Avs: “Sappiamo bene che il legislatore è il Consiglio e conosciamo le sue prerogative, ma proprio per questo ci chiediamo: se il metodo adottato fino a un certo punto era quello della collaborazione e del lavoro condiviso, perché dopo anni di confronto si arriva improvvisamente a cambiare articoli chiave? La capogruppo di Avs poi aggiunge: “La legge sui vigili del fuoco, non dovrebbe diventare un contenitore di altri interventi legislativi su diversi settori che, pur potendo meritare una revisione, richiederebbero un confronto e un’analisi molto più approfonditi.”
Parole condivise da Fulvio Centoz, del Pd: “Qual è stato però l’errore che ha prodotto la situazione di conflitto che oggi vediamo? Aver tentato di rispondere alla questione del coordinamento del soccorso inserendola nella legge che riguarda uno solo dei componenti della macchina del soccorso. In questo modo si è generato il conflitto che abbiamo davanti: con uno strumento non adatto difficilmente si può ottenere un buon risultato. Che cosa bisogna fare, allora? Serve una legge di sistema sul soccorso valdostano: una norma separata che disciplini la governance dell’intero sistema”. Centoz chiede poi un impegno al governo sulla norma di attuazione per equiparare il sistema previdenziale a quello nazionale.
Il capogruppo Uv Marguerettaz e membro della commissione paritetica spiega il percorso della norma di attuazione: “La norma è pronta. Il problema nasce dalle modifiche introdotte sul trattamento pensionistico, che non prevedono la messa in quiescenza automatica al raggiungimento dei limiti di età, cioè a 67 anni. Se si vuole lasciare il servizio prima, oggi bisogna dimettersi. In questo momento la discussione riguarda soprattutto il quantum, cioè l’aspetto economico. Lo Stato chiede infatti quale sia la disponibilità finanziaria della Regione a fronte di questo ricalcolo. È una questione che comporterà lo stanziamento di milioni di euro. Posso anche essere d’accordo sul fatto che si debba arrivare a una piena equiparazione, ma quando si è partecipato a un concorso si sapeva che le regole erano diverse”. Aggiungerà poco dopo il presidente della Regione Renzo Testolin: “Aspettiamo i conteggi, speriamo sia sostenibile”
Prova a gettare acqua sul fuoco Luisa Trione del Centro Autonomista: “È necessario riportare il baricentro del dibattito sul lavoro fatto. Al centro di questa riforma mettiamo un valore non negoziabile: la sicurezza dei valdostani. Questa sicurezza si fonda su un sistema definito nel dettaglio, che valorizza le competenze di chi la garantisce ogni giorno. Nel costruire il testo si è cercato un equilibrio fondamentale.”
Anche Pierluigi Marquis di Forza Italia difende le modifiche alla legge: “La Protezione Civile è un sistema che nasce dalle nostre prerogative statutarie e da un lungo percorso storico volto a garantire risposte efficaci nei momenti di difficoltà. Si tratta di una realtà di eccellenza, che ha dimostrato nel tempo la propria capacità di intervento. Esistono tuttavia alcune zone d’ombra e la situazione può essere ulteriormente migliorata”.
Si unisce alla maggioranza Marco Carrel degli Autonomisti di Centro: “Approviamo una legge che non è la migliore, il mea culpa è che il confronto fatto in commissione avremmo dovuto farlo prima. Voteremo questa legge perché abbiamo fatto parte del percorso che ha portato a questo risultato e abbiamo anche incentivato la maggioranza a scrivere questi emendamenti. Stiamo andando nella direzione giusta, ma ci saranno altri passaggi. Continueremo a chiedere al Presidente di aggiornarci sugli sviluppi”.
Durante la discussione è stato approvato all’unanimità anche un ordine del giorno presentato dalla Lega Vda e sottoscritto dai componenti della II e III Commissione che prevede di eseguire degli approfondimenti sulla possibilità di dar vita ad un distaccamento dei Vigili del Fuoco in Bassa Valle.
Vigili del fuoco, la maggioranza tira dritto sulla riforma. Jordan: “Dopo il confronto spetta alla politica decidere”
11 marzo 2026 ore 12.50
La maggioranza tira dritto sulla riforma del Corpo dei vigili del fuoco. Dopo l’incontro con i sindacati nella conferenza dei capigruppo, il testo è approdato in aula per l’esame del Consiglio Valle.
A spiegare le ragioni delle modifiche introdotte è il presidente della III Commissione, Corrado Jordan. “La norma disciplina il funzionamento del Corpo, ma non deve essere considerata come un atto a sé stante, soprattutto in Valle d’Aosta, dove esiste un sistema di gestione del soccorso riconosciuto e apprezzato, che funziona grazie al contributo di tutte le componenti che vi operano. L’attività di soccorso pubblico, grazie alla professionalità di tutti i servizi coinvolti, funziona molto bene. Sono pochi gli interventi, soprattutto quelli più complessi, in cui emergono sovrapposizioni di ruoli o mancanze di coordinamento. Proprio per questo è nostro dovere fare in modo che il sistema di soccorso funzioni al meglio anche in quelle situazioni”, spiega Jordan dopo aver relazionato sul corposo testo di legge.
“Le tensioni politiche che si registrano in queste settimane derivano anche da altri fattori e sono il segno che, nonostante il sistema funzioni, esistono questioni che non sono mai state completamente affrontate e risolte. Nel corso di questo mese, in commissione, alcuni nodi sono venuti al pettine: sono emerse contrapposizioni tecniche, politiche e sindacali. Il confronto c’è stato ed è stato approfondito. A un certo punto, però, è compito della politica assumersi la responsabilità di decidere”.
Secondo il presidente della Commissione, il ruolo della maggioranza è stato proprio quello di “prendere le distanze da posizioni ideologiche e lavorare nell’interesse del sistema del soccorso, inserendo nella norma anche elementi di indirizzo su come intendiamo far evolvere e rafforzare il sistema valdostano di soccorso”.
“Non è serio ignorare il principio del soccorso regionale come sistema integrato che unisce tutti i soggetti coinvolti. Allo stesso modo, non è corretto sottrarsi alla discussione. Occorre fare la scelta giusta, non semplicemente quella più comoda. Ci siamo confrontati a lungo per salvaguardare la legge sui vigili del fuoco e, allo stesso tempo, per tutelare la normativa che disciplina il sistema del soccorso nel suo complesso. Il nostro lavoro è stato svolto nel rispetto delle prerogative di tutti i soggetti che operano nel sistema”.
Jordan ha poi risposto alle questioni di costituzionalità sollevate dai sindacati: “Abbiamo definito i principi che ritenevamo necessari non con colpi di testa, ma con la dovuta attenzione, richiamando nella legge anche norme già in vigore. Gli emendamenti, infatti, fanno riferimento a disposizioni legislative già esistenti”.
Poco prima dell’ingresso in aula per l’analisi dei 213 articoli del provvedimento, i capigruppo e il presidente della Regione hanno incontrato i rappresentanti sindacali, che hanno chiesto di fermare l’iter della norma. Richiesta sostenuta anche dalla minoranza.
“Abbiamo chiesto che questa legge venga rinviata, visto che c’è uno stato di agitazione e una procedura di raffreddamento” spiega all’uscita Ramira Bizzotto della Uil Fpl “per poterci confrontare e capire cosa sottende questa legge e i rischi che può comportare sulla gestione di un servizio essenziale, con un coordinamento privato”.
“Siamo ufficiali di polizia giudiziaria. Non c’è nessuno, oltre al prefetto e al nostro comandante, che possa coordinare le operazioni di soccorso. Delegare queste funzioni a una Cus o a una figura non chiaramente definita nella legge crea solo confusione. Se la legge dovesse essere approvata continueremo lo sciopero e chiederemo di tornare sotto il Corpo nazionale” aggiunge all’uscita Roberto Uva del Conapo.
Negli stessi minuti dell’incontro tra delegati sindacali e rappresentanti politici, in un’altra stanza era in corso la procedura di raffreddamento con la parte datoriale. La procedura è stata al momento sospesa e rinviata alla prossima settimana, in attesa di capire come il Consiglio Valle partorirà il testo.
Vigili del fuoco contro la riforma: “La gestione del soccorso non spetta alla CUS”
11 marzo 2026 – ore 9.30
Hanno atteso schierati con le bandiere dei sindacati l’ingresso dei consiglieri regionali, impegnati nella seduta dell’Assemblea regionale. I Vigili del Fuoco tornano a protestare in piazza Deffeyes per quella legge promessa, attesa, e ora finalmente arrivata all’ultimo miglio, modificata, “senza nessuna concertazione”. Il nuovo testo elaborato dalle commissioni sarà discusso oggi in aula. I vigili del fuoco chiedono il ritiro delle modifiche introdotte, ovvero l’assegnazione del personale del Corpo valdostano dei vigili del fuoco presso la centrale unica per il soccorso. Lo hanno fatto nel corso di un incontro con i capigruppo e il presidente della Regione.
“La differenza rispetto a quanto era stato raccontato durante l’iter di questo provvedimento riguarda soprattutto il ruolo che si vuole attribuire alla CUS. Si parla infatti di darle il potere di coordinare e gestire anche il soccorso, ma questo non è di sua competenza. Il soccorso pubblico è una competenza primaria che ci viene attribuita dallo Stato. In tutta Italia il soccorso pubblico lo fanno i vigili del fuoco, e lo stesso avviene anche in Valle d’Aosta. Qui il Corpo valdostano assume le funzioni e le competenze del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Di fatto, quindi, noi siamo il Corpo nazionale in Valle d’Aosta”. spiega Giuseppe Vona, delegato Fp Cgil.
“Per questo non è possibile sovraordinare i vigili del fuoco a un altro ente. Non si può fare. Anche perché la CUS è un ente nato per la gestione delle chiamate di soccorso, non per la gestione del soccorso stesso: sono due cose completamente diverse. Secondo i nostri legali esistono i presupposti per ritenere questa impostazione anticostituzionale. Se qui non verremo ascoltati, la questione verrà sicuramente portata a Roma”.
Oltre ad incontrare i capigruppo e il governo regionale, i sindacati questa mattina hanno preso parte alla procedura di raffreddamento, al momento sospesa, in attesa di capire cosa accadrà in aula.
“Va ricordato che si tratta di una legge che arriva dalla scorsa legislatura: è un percorso che va avanti da cinque anni. La legge era già pronta e completa per essere approvata nella precedente legislatura, ma all’ultimo consiglio non è stata votata. È stata ripresa ora, praticamente dalla stessa maggioranza e dalle stesse persone, ma è stata modificata”. prosegue Vona. “Si tratta di una legge nata da un tavolo tecnico, con i legali della Regione e anche con uno studio legale esterno incaricato e pagato dalla Regione, perché il tema del contratto pubblicistico non era semplice da gestire internamente. Era una legge finita, concordata con i sindacati e pronta per essere approvata. Invece è stata modificata”.
“Come organizzazioni sindacali siamo tutti allineati: Conapo, CGIL e UIL. Cercheremo di ottenere che si torni a discutere la legge. – Eleine Krieger Garcia della Cgil – La richiesta che avevamo avanzato già in commissione era molto chiara: volevamo che la legge di ordinamento del Corpo valdostano dei vigili del fuoco rimanesse “pulita”, cioè limitata alle questioni riguardanti il corpo dei vigili del fuoco, senza inserire altri enti nella discussione. Invece ci siamo trovati davanti a tutt’altro. Sono stati inseriti due articoli che vanno a modificare un’altra legge, la legge n. 7. Quindi all’interno della nostra legge sono stati inseriti riferimenti ad altri enti, cosa di cui non vediamo il motivo. In particolare l’articolo 209 modifica la legge sulla CUS e l’articolo 210 introduce ulteriori cambiamenti. In questo modo, all’interno della nostra legge sono stati inseriti altri due enti, addirittura in posizione sovraordinata. Una scelta che, a nostro avviso, è completamente fuori contesto.”
Il Corpo valdostano dei Vigli del fuoco ha proclamato lo stato di agitazione
9 marzo 2026
Il Corpo valdostano dei Vigili del fuoco ha proclamato lo stato di agitazione. Ad annunciarlo, Conapo, Fp Cgil e Uil Fpd.
In una nota, i sindacati spiegano: “Nonostante anni di impegni profusi da tutte le parti coinvolte (amministrazione, consulenti esterni, dirigenti e personale del Corpo, organizzazioni sindacali) la nuova legge sulle Disposizioni per l’organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco viene minata e snaturata da alcuni emendamenti che, se approvati, costituirebbero un conflitto di competenze con norme di rango superiore minando la catena di comando e controllo, propria di una struttura dell’amministrazione pubblica deputata a garantire il soccorso pubblico”.
Non solo: “L’introduzione di tali modifiche unilaterali in questa fase tardiva vanificherebbe anni di mediazione e rischia di produrre una norma fragile sotto il profilo della legittimità costituzionale”.
Le parti sociali evidenziano come “la bozza di attuazione della norma di attuazione al fine dell’equiparazione previdenziale del personale a quello del corpo nazionale sia ancora presso la Commissione paritetica e dopo sei mesi dall’insediamento del nuovo governo regionale e a seguito di ripetute richieste di notizie sull’iter e sullo stato dell’arte della norma manca qualsiasi tipo di riscontro”.












5 risposte
Veramente stanno diventando proprio antipatici ma chi si credono di essere – non hanno mai voluto entrare fisicamente nella centrale unica del soccorso perché si sono sempre sentiti superiori agli altri componenti – hanno sempre criticato tutto e tutti – io personalmente vi manderei molto volentieri sotto il Corpo nazionale e in Valle implementerei il Corpo valdostano dei vigili del fuoco volontari che è sempre stato bistrattato ma con adeguata formazione e quant’altro potrebbe benissimo rimpiazzare questi falsi eroi pieni di arroganza immotivata
Chissà che un giorno non abbia bisogno tu di loro. E magari ti mandano il soccorso alpino su un incidente stradale dove sei incastrato..
Coda di paglia?
Come faceva?
Il pompiere paura non ne ha?
O forse forse questa volta hanno paura di stare in una centrale dove TUTTI vedono come lavorano?
Cai vigili del fuoco continuate pure così, diventerete sempre più simpatici agli occhi dei cittadini che hanno problemi veramente Seri….