François Béthaz, consulente a Dubai per il Medio Oriente

François Béthaz, giovane di Saint-Marcel, dopo gli studi in Bocconi, oggi è consulente a Dubai per il Medio Oriente.
Francois Bethaz
Società

François Béthaz, classe 1996 di Saint-Marcel, inizia il suo percorso scolastico al Liceo Scientifico E. Bérard di Aosta. Al termine del triennio, spinto dalla sorella Louise, decide di partire alla volta del Texas per frequentare il quarto anno all’estero: “Trasferirsi a Houston a soli sedici anni è stata un’esperienza senza dubbio forte. Sono passato dal vivere a Saint-Marcel, a una metropoli degli Stati Uniti che conta oltre sei milioni di abitanti. Lasciare gli amici e la famiglia a quell’età non è stato facile, ma grazie ai social network e alle videochiamate sono comunque riuscito a rimanere in contatto quotidiano con casa”.

Una volta rientrato François conclude il suo percorso di studi e, conseguito il diploma, si trasferisce a Milano, dove si iscrive alla facoltà di Economia dell’Università Bocconi. Il corso di studi è in lingua inglese e così, approfittando dell’opportunità di frequentare un semestre all’estero, per migliorare la conoscenza della lingua parte alla volta del Canada.

Dopo la laurea triennale, François consegue anche quella magistrale in International Management sempre nello stesso ateneo. È il 2020 e dopo aver trascorso l’ultimo anno universitario a casa in Valle per via della pandemia, François inizia a osservare le opportunità di lavoro che, però, in quel preciso momento storico non erano così numerose: “Non avevo le idee chiarissime su cosa volessi fare ma un giorno, quasi per caso, chiacchierando con un amico che si trovava a Dubai, sono venuto a conoscenza che lì le restrizioni erano più blande e che vi erano molte opportunità di lavoro trattandosi di un paese in forte via di sviluppo“.

Gli Emirati Arabi catturano subito il suo interesse e decide così di fare i bagagli e partire: “Non avevo nulla da perdere così mi sono buttato. L’impatto è stato forte, mi sono trasferito dalla Valle d’Aosta dove la componente naturale fa da padrona a Dubai, una realtà totalmente artificiale. Mi fa sempre sorridere il fatto che i locali storici più vecchi sono stati aperti negli anni ‘90. Si tratta di una città internazionale, dove si parla inglese ovunque, che è stata creata per attrarre turisti, professionisti, imprenditori. Considerando che la maggior parte delle persone sono qui da sole, i servizi e le attrattività sono state strutturate anche in funzione di questo aspetto”.

L’attività di consulente, prima per la Oliver Wyman e poi per il Boston Consulting Group, portano François a viaggiare molto spesso: “Mi muovo settimanalmente in tutto il medio oriente: Giordania, Oman, Qatar, Arabia Saudita. Questi continui spostamenti mi hanno permesso di conoscere nuovi luoghi e di confrontarmi con culture arabe molto più tradizionali rispetto a Dubai. Nel fine settimana rientro a Dubai: la città è molto vivace, il clima è piacevole, è possibile fare sport e andare al mare tutto l’anno”.

Le prospettive di un eventuale rientro in patria sono ancora distanti: “Ho intenzione di fermarmi qui ancora qualche anno, ma mi piacerebbe comunque riavvicinarmi a casa. Purtroppo all’estero le opportunità sono migliori, guardo con interesse la Svizzera e la Germania. In ogni caso spero molto nello smart working, sarebbe bello poter accedere alle opportunità delle grandi città o di altri paesi, stando però in Valle d’Aosta. Personalmente non credo basti riportare a casa i valdostani che si trovano all’estero: bisognerebbe, piuttosto, riuscire a rendere la Valle un posto accogliente e tecnologicamente performante, capace di attrarre i giovani sia per brevi periodi di soggiorno, che per periodi più lunghi, ma anche come luogo in cui vivere. Abbiamo piste da sci, percorsi naturalistici, molte attrattive culturali: se a tutto questo aggiungessimo una connessione internet performante avremmo tutto ciò che serve per attrarre i giovani professionisti e generare così un circolo virtuoso. Se in futuro questa speranza si trasformasse in realtà, sarei contento di rientrare in Valle che, per me, rimane il posto più bello in cui vivere“.

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