Gran San Bernardo, il progetto italo-svizzero punta sullo scialpinismo

Sul tavolo la creazione di un parco – da qui al 2021 – nel quale sia gli sciatori debuttanti, sia i più esperti, possano trovare itinerari, servizi e opportunità turistiche per rendere la regione un punto di riferimento europeo per lo skialp.
Alain Maret, Prefetto  del distretto di Entremont e Corrado Jordan, Sindaco di Saint-Rhémy-en-Bosses
Società

All’inizio era solo un’idea, ma nel frattempo si è strutturata. Proseguono infatti gli incontri transfrontalieri tra la Valle del Gran San Bernardo ed i “cugini” svizzeri, decisi a rendere i rispettivi territori un punto di riferimento europeo per lo scialpinismo.

Una unione certificata dall’incontro fra Corrado Jordan, Sindaco di Saint-Rhémy-en-Bosses, ed il Prefetto del distretto di Entremont Alain Maret. Sul tavolo la creazione di un parco – da qui al 2021 – nel quale sia gli sciatori debuttanti, sia i più esperti, possano trovare itinerari, servizi e opportunità turistiche come già avviene per la “Haute-Route du Grand-St-Bernard”.

Un nuovo prodotto turistico possibile grazie ai co-finanziamenti cantonali e federali del programma Interreg V-A Italie-Suisse 2014-2020, ma anche grazie al partenariato tra le due regioni che vedono in campo il Comune di Saint-Rhémy-En-Bosses, l’Office du tourisme de la Vallée d’Aoste e Montagna Sicura per il “versante” italiano, ed il distretto di Entremont, l’association du Pays du St-Bernard, l’Office de tourisme de Verbier e l’association les Guides de Verbier da parte elvetica.

“L’obiettivo di Interreg V-A Italie-Suisse 2014-2020 – si legge in un comunicato congiunto tra i soggetti coinvolti – è quello di rafforzare la cooperazione economica e sociale tra le regioni limitrofe dei due paesi. Diversificare le attività turistiche, le opportunità per nuovi prodotti turistici e la volontà di cambiamento sono le parole chiave”.

Un “modello duraturo” – si legge ancora – in un contesto transfrontaliero che permetterebbe, nel progetto, oltre ad “aumentare i flussi turistici”, di far fronte anche ad alcuni difficoltà: “In questi ultimi anni la mancanza di neve ha ridotto il numero dei giorni di sci con un effetto negativo sul settore turistico. Da questi problemi nasce la volontà di sfruttare al massimo ciò che questo territorio offre”.

Analisi che ha portato a puntare decisi sullo skialp: “La regione – si legge ancora nel comunicato – è già molto popolare tra gli scialpinisti per le escursioni di una giornata. Con l’organizzazione di servizi connessi e l’offerta di itinerari su più giorni potranno esserci soggiorni di più lunga durata”.

Un settore “in costante crescita” ma che “non è ancora strutturalmente organizzato” e che diventa, quindi, “l’occasione per proporre servizi, azioni innovative, sistemiche e promozionali che potranno essere riproposte anche in altri territori alpini”.

 

scialpinismo Bosses Svizzera
L’incontro tra i soggetti interessati al progetto Interreg

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