Sono andati agli statunitensi Tommy Caldwell e Alex Honnold (traversata del Fitz Roy in Patagonia), ai russi Aleksander Gukov e Aleksey Lonchinsky (apertura di una via sulla parete sud del Thamserku, in Nepal), e agli sloveni Marko Prezelj, Ales Cesen e Luka Lindic (apertura di una nuova via sul versante nord dell’Hangshu) i Piolets d’Or 2015.
I premi sono stati decisi su una rosa di 58 salite, da una giuria tecnica composta da nove affermati scalatori provenienti da altrettanti paesi. Alla serata, tenutasi sabato scorso a Courmauyeur, era presente anche Sir Chris Bonington che ha ritirato il Piolet d’Or alla carriera. "Per me è un premio speciale, ne ho ricevuti tanti durante la mia carriera ma questo mi viene assegnato dagli alpinisti ed è un onore" ha detto Bonington. Un’ovazione del pubblico ha salutato la consegna del riconoscimento al Palanoir di Courmayeur. Lo scalatore britannico è stato autore di memorabili imprese in alta quota, prima sulle Alpi (nel 1961 il pilone centrale del Freney sul Monte Bianco) e poi in Himalaya (Annapurna, Nuptse, Changabang, Shivling).
