Non tutti gli esperimenti funzionano, ma il Premio letterario Valle d’Aosta sembra essere tra quelli riusciti. È quanto affermato dall’assessore regionale Erik Lavevaz nella conferenza stampa di presentazione del programma pensato per la seconda edizione del Premio, in cui hanno preso parola anche Alessia Favre, dirigente dell’Assessorato Beni e attività culturali, e il presidente di Giuria Paolo Giordano, collegato da remoto.

Il programma prevede sette appuntamenti ad Aosta e Pila tra giovedì 9 e domenica 12 aprile. Da quest’anno, sono introdotti alcuni momenti specifici per favorire l’incontro tra il pubblico valdostano e i tre autori finalisti, dal momento che, come affermato da Giordano, “queste iniziative hanno senso solo se c’è un incontro reale tra i libri e chi li ha letti o li leggerà”.

Venerdì 10 aprile alle 18, la finalista Giulia Scomazzon presenterà il suo libro 8.6 gradi di separazione (edito da Nottetempo) al Palais Roncas di Aosta, in dialogo con Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e membro della Giuria. Alle ore 21 dello stesso giorno, al Criptoportico forense di Aosta, sarà la volta di Alcide Pierantozzi, autore di un’altra opera finalista, Lo sbilico (Einaudi). Pierantozzi dialogherà insieme a Veronica Raimo, membro della Giuria a cui sarà dedicato l’appuntamento Premioff di presentazione del suo ultimo romanzo Non scrivere di me (Einaudi), domenica 12 aprile alle 11 da Erbavoglio Anselmo ad Aosta.

L’ultima opera finalista del Premio, Donnaregina (Mondadori) di Teresa Ciabatti, sarà invece presentata sabato 11 aprile alle 15 alla biblioteca regionale Bruno Salvadori, in un incontro moderato dalla giornalista Simonetta Sciandivasci e accompagnato, come tutte le altre presentazioni delle opere finaliste, dagli interventi musicali a cura di Tamtando insieme a Paola Corti.

Ad accomunare le tre opere finaliste, selezionate in una long list di otto libri, è “la forza espressiva della scrittura sopra tutto il resto”, ha spiegato Giordano. “Se negli ultimi anni ci siamo disabituati a dare importanza allo stile, queste tre opere rivendicano la forza della loro voce e vanno attraversati per sentirli parlare”. Scritti non a caso in prima persona, questi libri “si concentrano tutti su qualcosa di molto intimo e bruciante: una dipendenza, una diagnosi psichiatrica, il rapporto con una figlia. Sono romanzi graffianti, spietati e quasi svergognati innanzitutto verso se stessi, privi del vittimismo che negli ultimi anni è diventato canone paraletterario. Ci dimostrano che la letteratura non deve farci necessariamente stare comodi in quello che leggiamo”.

Oltre alle opere finaliste, saranno dedicati anche dei momenti di presentazione ai libri che hanno ottenuto due menzioni speciali da parte della Giuria. Tra questi, il saggio d’esordio di Paulina Spiechowicz Mentre tutto brucia (Nutrimenti) sarà presentato giovedì 9 aprile alle 18 al Conservatoire de la Vallée d’Aoste dall’autrice insieme a Laura Marzi, membro della Giuria, con un intervento musicale a cura dell’istituto. Si tratta, a detta di Giordano, di “un saggio situato, come accade in misura sempre maggiore nella letteratura contemporanea, al confine tra due culture, cosa che lo rende particolarmente adatto a questo Premio dedicato, come indica il sottotitolo, alla ‘Letteratura oltre i confini’”.

L’altra menzione speciale è stata assegnata al saggio di Linda Laura Sabbadini Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia (Marsilio), che sarà presentato dall’autrice insieme allo stesso Giordano sabato 11 aprile alle 9.30 al Panoramic Bistrot de La Stella di Pila. “È un saggio eccentrico, che racconta i cambiamenti sociali avvenuti in Italia negli ultimi decenni, attraverso una grammatica nuova, quella dei numeri e delle statistiche”.

Sempre sabato 11 aprile è atteso il gran finale al Teatro Splendor alle ore 18, con la cerimonia condotta dalla giornalista Alessandra Tedesco di Radio 24 e con la partecipazione dei tre finalisti. Ospite della serata sarà Simona Molinari, affiancata alla chitarra da Egidio Marchitelli. In quest’occasione sarà svelata la vincitrice o il vincitore assoluto del Premio, che sarà omaggiato con l’opera Pensieri tangibili di Peter Trojer.
“Abbiamo scelto questo artista perché si colloca a metà tra arte e artigianato, utilizzando il legno e il ferro, materiali cari alla nostra Regione e che ben rappresentano l’arte al confine”, ha spiegato Favre. All’artista sarà dedicata una esposizione nel foyer del Teatro Splendor durante la serata finale, in cui sarà rivelata anche la menzione speciale assegnata dalla Giuria popolare dei grandi lettori della Valle d’Aosta, impegnati in questo mese nel rush finale di lettura dei testi.

Il coinvolgimento della comunità valdostana è stato particolarmente sottolineato da Giordano, secondo il quale “la prima edizione ha dimostrato come questa iniziativa sia penetrata a fondo nel luogo che l’ha ospitata”. Non solo: questo premio ha rivelato anche l’importanza del sostegno delle istituzioni per favorire oggi la lettura e la letteratura.
“Purtroppo il collegamento che un tempo era garantito tra le case editrici e i lettori è sempre più debole. Chi oggi vive di scrittura spesso si trova nella frustrazione di vedere molti bei libri pubblicati con sforzo ogni anno, che faticano a incontrare i lettori che meriterebbero”.

Da qui l’augurio che questa iniziativa possa rinnovarsi anche nei prossimi anni, condiviso anche da Favre. “L’unicità di questo premio è dettata anzitutto dalla bellezza, non solo dei libri, ma anche dei luoghi che abbiamo pensato per ospitare gli eventi. Oltre a questo, il Premio rappresenta un unicum anche per il fatto di essere organizzato interamente dall’ente pubblico. La nostra Sovrintendenza per i Beni e le attività culturali è l’unica in Italia ad accorpare nel suo operato le funzioni che nelle altre Regioni sono ricoperte da sovrintendenze distinte”.

Con questo evento, la Sovrintendenza vuole promuovere un concetto di cultura che non sia solo intrattenimento, ma occasione di crescita e dialogo, anche per i più giovani. Per questo motivo, un’apertura fuori programma è dedicata a studenti e studentesse di alcune classi del Licam di Aosta, che incontreranno Paulina Spiechowicz in un appuntamento in forma riservata, con il patrocinio dell’Università della Valle d’Aosta.
Il Premio letterario dà così, secondo Lavevaz, “una nuova centralità al libro e alla narrazione in Valle d’Aosta”, non solo per “l’altissimo livello delle opere selezionate”, ma grazie all’“attenzione specifica per la parola scritta come mezzo di scoperta. Una scoperta rivolta ai confini fuori e dentro di noi, che siamo particolarmente felici di aver potuto portare avanti”.
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, ma la prenotazione è obbligatoria su webtic.it. Per informazioni: www.premioletterariovda.it— premioletterario@regione.vda.it
