In Valle parte il servizio civile regionale con attività estive aperte agli adolescenti

E' di pochi giorni fa la decisione dell'Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali di proporre un bando sperimentale che consentirà a una ventina di giovani valdostani, dai 16 ai 18 anni, di svolgere due mesi di servizio civile in estate.
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Con l’estate anche in Valle d’Aosta il servizio  civile regionale entra in una fase operativa e si apre agli adolescenti. E’ di pochi giorni fa la decisione della Regione di proporre un bando sperimentale che consentirà a una ventina di giovani valdostani, dai 16 ai 18 anni, di svolgere un’esperienza di servizio civile nell’estate 2011.

“Due mesi in positivo” è il titolo dei progetti che saranno ora proposti, entro il 2 maggio, dagli enti già sono abilitati a ricevere ragazzi in servizio civile che dovranno loro offrire attività in grado di avvicinarli e formarli alla partecipazione attiva e alla cittadinanza responsabile.

I partecipanti saranno chiamati a svolgere, nei mesi estivi, attività diverse in settori che vanno dall’assistenza alla persona, alla protezione civile, dall’ambiente, all’educazione, dai beni culturali per almeno 20 ore a settimana. Durante il periodo, riceveranno un rimborso forfettario di circa 433 euro mensili netti come i colleghi che svolgono il servizio civile nazionale.

“Abbiamo allargato lo spettro delle possibilità per i giovani valdostani di fare questa esperienza rendendola più flessibile rispetto alla proposta nazionale, sia sotto il profilo del tempo che sotto il profilo della variegatezza delle attività che si offronoha spiegato Gianni Nuti, responsabile servizio civile Valle d’Aosta.

Questa sperimentazione potrebbe risultare particolarmente interessante per le famiglie che potrebbero, in questo modo, risolvere almeno in parte il problema legato alla necessità di seguire e di occupare i figli durante il periodo estivo, quando le scuole sono chiuse e i genitori sono impegnati sul lavoro. Ora non resta che aspettare la risposta degli enti accreditati, in genere associazioni o enti pubblici, che dovranno presentare i progetti in cui saranno coinvolti i giovani.

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