La Giornata internazionale della donna: cos’hanno da dire le ragazze della Generazione Z?

Tre diciottenni raccontano cosa significa essere una donna oggi, tra disuguaglianze ancora presenti e il desiderio di una società più equa. Parole parole per uno sguardo più giovanile su un tema che riguarda il presente, ma soprattutto il futuro.
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Società

In un’intervista, Aurora Mura, Zoe Gandelli e Francesca De Vita raccontano cosa significa essere una donna oggi, tra disuguaglianze ancora presenti e il desiderio di una società più equa. Le loro parole offrono uno sguardo più giovanile su un tema che riguarda il presente, ma soprattutto il futuro.

Cosa significa essere una donna per la nuova generazione?

Le testimonianze raccontano le difficoltà che molte donne affrontano ancora oggi. Tra standard di bellezza imposti, modelli irrealistici diffusi dai social e commenti indesiderati nella vita quotidiana, emerge ancora una società fatta di giudizi e disuguaglianze. Le donne, inoltre, si trovano spesso a dover dimostrare il proprio valore più degli uomini; una disparità ancora fortemente presente.

“Una donna con una tuta e una maglietta un po’ sciatta è considerata poco curata, che non si impegna per gli altri”, commenta Zoe Gandelli (18 anni). La società impone alle donne numerosi standard di bellezza che gli uomini, invece, non sono tenuti a rispettare.

“Questo modo di pensare viene alimentato soprattutto dai social, dove le donne vengono quasi sempre rappresentate in condizioni perfette, lontane dalla realtà”, sostiene Francesca De Vita (18 anni).

“Persistono continue disuguaglianze nella vita quotidiana: ci sono sempre quei ragazzi con l’occhio lungo o qualcuno che mi fa “We bella!”; commenti che non vorrei ricevere”, racconta Aurora Mura (17 anni). Sono questi i comportamenti che portano le donne a sentirsi meno libere, rimanendo in allerta anche in situazioni di normalità, come camminare per strada o uscire la sera, trasformando il loro genere in motivo di sconforto, gravando sul loro modo di vivere e la loro serenità.

“Essere donna è spesso aver bisogno di dimostrare di essere parte di qualcosa, mentre per l’uomo è già scontato che il suo posto sia meritato”, conclude Zoe. Si percepisce dunque una grande differenza tra riconoscere il valore di un uomo e quello di una donna. Le capacità dei primi vengono spesso valorizzate di più o considerate automaticamente superiori. Le donne, al contrario, vengono facilmente screditate, messe in discussione o prese poco seriamente. 

E’ utile avere una giornata dedicata alle donne?

Bisogna riflettere sul significato della Giornata internazionale della donna.

Le tre intervistate ricordano che il vero obiettivo della giornata non deve limitarsi al festeggiare con il gesto di regalare una mimosa. Deve essere un momento di riflessione reale, che ci ricorda che la parità non è ancora stata raggiunta e che ci sono ancora cambiamenti da fare soprattutto a livello culturale e sociale.

“L’obiettivo da raggiungere in futuro è quello di non avere più bisogno di festeggiarla e far sì che l’uguaglianza diventi una normalità quotidiana, non qualcosa da ricordare una volta all’anno”, afferma Francesca.

“Al posto della mimosa, quindi di un gesto unicamente simbolico, bisognerebbe arrivare a trasformare la giornata della donna in un vivere permanente e rendere normale ciò che accade in una sola giornata all’anno”, dichiara Zoe. Più che limitarsi al gesto simbolico della mimosa, questa ricorrenza dovrebbe diventare uno spunto per rendere l’uguaglianza una normalità quotidiana, non annuale.

Cosa deve fare la nuova generazione per vivere in una società più egualitaria?

Raggiungere l’obiettivo di questa giornata, ovvero arrivare ad una vera uguaglianza, è ormai nelle mani della nuova generazione. Saranno infatti i giovani, con le loro idee e la loro consapevolezza, a poter mettere in discussione stereotipi e comportamenti radicati nel tempo.

“Il cambiamento verso una società più equa deve partire soprattutto dall’informazione“, conclude Aurora. E’ quindi opportuno che tutti siano più informati e curiosi sulle disuguaglianze ancora oggi fortemente presenti. E’ fondamentale sradicare gli stereotipi e i ruoli marcati nel tempo  dalla società che limitano la vita sia degli uomini, sia delle donne. Bisogna promuovere una cultura basata sul rispetto reciproco, sulla consapevolezza e l’uguaglianza.

 

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