Lo snowboard si apre anche ai disabili: consegnati i primi diplomi di abilitazione

Sei maestri di snowboard hanno ricevuto ieri, mercoledì 26 gennaio, l'abilitazione all'uso del Bass (Borney Adapted Snowboard System), un ausilio che consente di far sperimentare l'emozione della tavola anche alle persone disabili.
Società

Sei maestri di snowboard hanno ricevuto ieri, mercoledì 26 gennaio, l’abilitazione all’uso del Bass (Borney Adapted Snowboard System), un ausilio che consente di far sperimentare l’emozione della tavola anche alle persone disabili.

Si tratta di Didier Ruffier (Scuola Pila), Roberto Barei (Pila), Silvia Giove (Monte Bianco), Giulia Mona (Monte Bianco), Matteo Brema (Torgnon) e Enrico Rainero (Pila) che hanno ricevuto il diploma dalle mani delPresidente dell’Associazione Valdostana Maestri di Sci, Beppe Cuc, della direttrice dell’Agenzia del Lavoro, Adriana Viérin e di Mus, dell’Assessorato regionale al turismo e sport.

Il diploma arriva al termine di un percorso formativo intitolato “Snowboard si può!” che si è svolto nel dicembre scorso. L’inventore del Bass, un nuovo telaio, incernierato alla tavola e dotato di ammortizzatore, è invece il valdostano Andrea Borney, maestro di snowboard e presidente del Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta.

All’inizio questa è stata una sfida impegnativa per me, con tanti rischi e poche certezze” ha commentato Borney “ma con il sostegno dell’Associazione maestri e di quanti hanno creduto a questo progetto, ora siamo in grado di portare sulla neve, in contesti naturali spettacolari, e di far sperimentare la tavola anche le persone in carozzina facendo loro provare emozioni uniche”.

Il prossimo traguardo per l’Associazione maestri sarà ora quello di riconoscere che lo snowboard fatto con il Bass così come alla discesa con il Trotty sky rientrino a pieno titolo nelle attività terapeutiche per le persone disabili con un conseguente intervento economico da parte dell’Assessorato regionale. “Questo potrebbe consentire alle famiglie di ricevere un sostegno per pagare queste discipline che offrono sensazioni indimenticabili ai disabili e che sono importanti sia per l’aspetto fisico che psicologico come avviene, di fatto, per l’ippoterapia o l’idroterapia” ha rilanciato alla fine Giuseppe Cuc

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