“Non ho fatto nulla di straordinario”, racconta Luana, “ho solo pensato che nascere nella parte più fortunata del mondo non dovrebbe renderci ciechi verso chi non ha avuto la stessa possibilità. Perché anche un piccolo gesto, se fatto con il cuore, può cambiare davvero qualcosa”. È il 2024 quando la valdostana Luana Tramonti e un gruppo di amici, residenti in giro per il mondo, decidono di fare da intermediari in diverse donazioni attraverso eventi di crescita personale e spirituale, raccogliendo un totale di 8750,34 euro devoluti a diverse cause sociali.

Nel maggio 2024, il collettivo fa da intermediario per la donazione di quasi 2000 euro alla Fondazione Sonqo Wasi, che aiuta i bambini indiani con cibo e giochi. Nell’aprile 2025, più di 1000 euro sono stati raccolti e donati al canile siciliano di Vittorio Russo, per supportare le spese mediche destinate ai cani. Nel frattempo, il gruppo si costituisce nell’associazione Apri Le Ali, con l’obiettivo di continuare a fare la differenza, devolvendo il 100% delle donazioni ricevute alla propria missione ed evitando l’uso di piattaforme esterne che applicano commissioni.

L’ultima campagna fondi è volta alla realizzazione di una scuola e di un orfanotrofio per i bambini orfani in Etiopia, intrapresa dall’associazione spagnola Ambessa, fondata da Olivia Román. “Román ha già due figli naturali quando decide di adottarne altri due”, spiega Luana. “Quando va in Etiopia per l’adozione, però, non vuole dare questa possibilità a due soli bambini. Consapevole che non si possono salvare tutti i bambini poveri e abbandonati del mondo, riflette però sul fatto che, se ti giri dall’altra parte, non ne salvi neanche uno. E che certo, se sei da solo non puoi salvarne tanti, ma se si è in molti gli aiuti aumentano”.
L’associazione Ambessa intraprende così la costruzione di un orfanotrofio a Holeta, nel cuore dell’Etiopia, dove Luana e gli altri membri dell’associazione Apri Le Ali si recano una settimana a luglio, per osservare di persona come vengono sfruttati gli oltre 5550€ raccolti. “Abbiamo cercato di portare meno cose possibili per noi e ognuno aveva una valigia da 23 chili piena di giochi, medicinali e vestiti”. Questi ultimi sono stati distribuiti nelle strutture realizzate da Ambessa, che contano anche un ospedale. “Quando Olivia Román è arrivata in Etiopia, una bambina che stava aiutando è morta perché le mancava l’ossigeno. Da lì la decisione di creare anche un’ospedale e di intitolare la struttura in onore della bambina”.

L’Etiopia lascia a Luana tanti ricordi e soprattutto la consapevolezza che il linguaggio del cuore, in fondo, è uno solo. “Anche se i bambini parlavano un’altra lingua, mi sono resa conto che a volte non servono linguaggi per comunicare, ma basta la lingua del cuore, con cui è sufficiente guardarsi per capirsi. Quando sono partita, mi veniva da piangere perché io stavo tornando alla mia vita normale con tutti i lussi e comfort possibili, mentre quei bambini erano costretti a rimanere lì. Una bambina di nove anni però mi guardava e mi faceva segno con le mani di non piangere. Lei, che non aveva nulla e doveva restare in quella miseria, cercava di confortare me”.

Tornati nei rispettivi Paesi, i membri di Apri Le Ali hanno deciso di continuare a sostenere il progetto di Ambessa, promuovendo un’altra raccolta fondi per contribuire alla costruzione di un altro piano per l’orfanotrofio in Etiopia. “L’invito è a guardare oltre il proprio giardino e a non voltarsi dall’altra parte, per trasformare le buone intenzioni in azioni concrete”.

Nel maggio 2024, il collettivo fa da intermediario per la donazione di quasi 2000 euro alla Fondazione Sonqo Wasi, che aiuta i bambini indiani con cibo e giochi. Nell’aprile 2025, più di 1000 euro sono stati raccolti e donati al canile siciliano di Vittorio Russo, per supportare le spese mediche destinate ai cani. Nel frattempo, il gruppo si costituisce nell’associazione Apri Le Ali, con l’obiettivo di continuare a fare la differenza, devolvendo il 100% delle donazioni ricevute alla propria missione ed evitando l’uso di piattaforme esterne che applicano commissioni.

L’ultima campagna fondi è volta alla realizzazione di una scuola e di un orfanotrofio per i bambini orfani in Etiopia, intrapresa dall’associazione spagnola Ambessa, fondata da Olivia Román. “Román ha già due figli naturali quando decide di adottarne altri due”, spiega Luana. “Quando va in Etiopia per l’adozione, però, non vuole dare questa possibilità a due soli bambini. Consapevole che non si possono salvare tutti i bambini poveri e abbandonati del mondo, riflette però sul fatto che, se ti giri dall’altra parte, non ne salvi neanche uno. E che certo, se sei da solo non puoi salvarne tanti, ma se si è in molti gli aiuti aumentano”.
L’associazione Ambessa intraprende così la costruzione di un orfanotrofio a Holeta, nel cuore dell’Etiopia, dove Luana e gli altri membri dell’associazione Apri Le Ali si recano una settimana a luglio, per osservare di persona come vengono sfruttati gli oltre 5550€ raccolti. “Abbiamo cercato di portare meno cose possibili per noi e ognuno aveva una valigia da 23 chili piena di giochi, medicinali e vestiti”. Questi ultimi sono stati distribuiti nelle strutture realizzate da Ambessa, che contano anche un ospedale. “Quando Olivia Román è arrivata in Etiopia, una bambina che stava aiutando è morta perché le mancava l’ossigeno. Da lì la decisione di creare anche un’ospedale e di intitolare la struttura in onore della bambina”.

L’Etiopia lascia a Luana tanti ricordi e soprattutto la consapevolezza che il linguaggio del cuore, in fondo, è uno solo. “Anche se i bambini parlavano un’altra lingua, mi sono resa conto che a volte non servono linguaggi per comunicare, ma basta la lingua del cuore, con cui è sufficiente guardarsi per capirsi. Quando sono partita, mi veniva da piangere perché io stavo tornando alla mia vita normale con tutti i lussi e comfort possibili, mentre quei bambini erano costretti a rimanere lì. Una bambina di nove anni però mi guardava e mi faceva segno con le mani di non piangere. Lei, che non aveva nulla e doveva restare in quella miseria, cercava di confortare me”.

Tornati nei rispettivi Paesi, i membri di Apri Le Ali hanno deciso di continuare a sostenere il progetto di Ambessa, promuovendo un’altra raccolta fondi per contribuire alla costruzione di un altro piano per l’orfanotrofio in Etiopia. “L’invito è a guardare oltre il proprio giardino e a non voltarsi dall’altra parte, per trasformare le buone intenzioni in azioni concrete”.
