I giornalisti valdostani – dopo lo sciopero del 28 novembre – tornano in piazza. Questa mattina – venerdì 27 marzo – una trentina di cronisti hanno aderito al presidio organizzato in piazza Chanoux dall’Associazione stampa valdostana, il sindacato dei giornalisti.
Ad aprile saranno dieci senza contratto collettivo nazionale. Per questo, la Federazione nazionale stampa italiana ha indetto uno sciopero di 24 per i giornalisti di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, testate web, televisioni e radio a diffusione nazionale.

“Nei nostri articoli parliamo quotidianamente dei problemi dei lavoratori sottopagati, come ad esempio i riders – ha detto in piazza Chanoux Alessandro Mano, presidente dell’Asva –. Non ci occupiamo però mai dei giornalisti, quando alcuni colleghi guadagnano cinque o sei euro ad articolo”.
Il presidio voleva anche puntare l’attenzione sullo smembramento del Gruppo Gedi. “Repubblica e le radio sono state vendute al gruppo editoriale greco Antenna; La Stampa va verso il gruppo Sae – scriveva Asva nei giorni scorsi –. Sono in pericolo anche i colleghi de La Stampa, che ad Aosta vede la redazione regionale di un quotidiano che da 150 anni racconta la storia del nostro Paese: 150 anni di storia che non possono essere svenduti”.

Presenti, oltre ai rappresentanti delle altre sigle sindacali, anche le autorità istituzionali tra cui il presidente del Consiglio regionale Stefano Aggravi, il sindaco di Aosta Raffaele Rocco e la vicesindaca del capoluogo Valeria Fadda.
Proprio questi ultimi, in una nota, “esprimono la propria vicinanza a tutte le giornaliste e i giornalisti che stanno vivendo una fase di forte incertezza sul futuro del settore. L’informazione è presidio di libertà e di democrazia: rappresenta una garanzia per i cittadini e uno strumento essenziale di trasparenza per chi amministra la cosa pubblica”, ha detto il Primo cittadino.
Che aggiunge: “Per questo esprimiamo profonda preoccupazione e siamo vicini a tutte le professioniste e i professionisti che, con il loro lavoro quotidiano, consentono alla comunità di comprendere ciò che accade a livello locale, nazionale e internazionale”.
“Si tratta di una categoria che oggi si confronta con condizioni di crescente precarietà e con trasformazioni strutturali del settore – ha detto invece la vicesindaca Fadda –. Un’informazione libera, pluralista e autorevole rappresenta un pilastro fondamentale del sistema democratico e un riferimento essenziale per il pieno rispetto dell’articolo 21 della Costituzione”.
“Il lavoro della stampa – conclude il sindaco Rocco – è indispensabile per garantire l’accuratezza delle notizie, la verifica dei fatti e un racconto responsabile della realtà. Perché questo sia possibile, è fondamentale che chi svolge questa professione possa operare in condizioni dignitose e senza pressioni di natura economica”.
Il 27 marzo i giornalisti scioperano, organizzato un presidio in piazza Chanoux
25 marzo 2026

Dieci anni senza contratto. Per questo, i giornalisti di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, testate web, televisioni e radio a diffusione nazionale venerdì 27 marzo scioperano per 24 ore.
Uno sciopero dovuto – si legge in una nota dell’Associazione Stampa Valdostana, il sindacato dei giornalisti –, vista la chiusura degli editori della Fieg alle richieste avanzate dal sindacato al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto e che riguardano sia i lavoratori dipendenti, sia i colleghi lavoratori autonomi.
La Federazione nazionale della stampa italiana chiede dignità per il lavoro giornalistico e garanzie per il futuro dell’informazione. E l’Associazione Stampa Valdostana con lei. La Fieg ha invece definito “privilegi” i diritti dei lavoratori, dimenticati per un decennio: un tempo che ha portato l’aumento esponenziale dei carichi di lavoro per chi ha un contratto e l’esplosione del numero di chi non ha diritti.
Ma non solo, perché nel frattempo il gruppo Gedi – che pubblica i quotidiani la Repubblica e La Stampa – è stato smembrato: Repubblica e le radio sono state vendute al gruppo editoriale greco Antenna; La Stampa va verso il gruppo Sae.
Venerdì 27 marzo, l’Asva ha organizzato un presidio in piazza Chanoux, ad Aosta, a partire dalle 11. “Sono in pericolo la dignità dei lavoratori, con gli stipendi erosi e un contratto scaduto da dieci anni – scrive il sindacato dei giornalisti valdostani –. Ma sono in pericolo anche i colleghi de La Stampa, che ad Aosta vede la redazione regionale di un quotidiano che da 150 anni racconta la storia del nostro Paese: 150 anni di storia che non possono essere svenduti”.
