Moratoria, Legambiente all’attacco della Regione: “L’ennesimo regalo all’idroelettrico”

Scrive in una nota l'Associazione: "Una delibera che dà la sensazione che in alcune parti sia stata ritagliata su misura per qualcuno e che, in ogni caso, ha come ultima preoccupazione lo stato dei torrenti valdostani".
Società

"Una delibera che dà la sensazione che in alcune parti sia stata ritagliata su misura per qualcuno e che, in ogni caso, ha come ultima preoccupazione lo stato dei torrenti valdostani". Legambiente Valle d’Aosta va all’attacco della moratoria sull’idroelettrico, approvata nelle scorse settimane dalla Giunta regionale. 

"Se da una parte la delibera stabilisce che non saranno più accettate nuove domande per la realizzazione di centrali (con alcune eccezioni fra cui quelle a servizio degli alpeggi e le domande presentate dai Comuni e dalle società controllate regionali), dall’altra si incentivano gli impianti già esistenti e in esercizio da almeno 5 anni ad aumentare i prelievi e le potenze attuali e si autorizzano le domande, finora depositate ed ancora da realizzare, ad aumentare la lunghezza del tratto di prelievo sia a monte sia a valle" sottolinea l’Associazione.

Ad oggi, ricorda Legambiente, le domande giacenti sono più di 100 mentre gli impianti esistenti sono circa 230. "Si può ben capire che non resterà comunque più niente da captare" commenta Legambiente. "La moratoria infatti fa salvi solo i corsi d’acqua con un bacino di alimentazione fino a 5 kmq, ma è utile segnalare che il Piano di Gestione del bacino idrografico del fiume Po indica come limite 10 kmq. Resteranno allo stato naturale quindi solo i ruscelli alla sorgente e i tratti di torrente di qualità elevata, sempre che il Piano di Tutela delle Acque indichi quali sono". 

Infine l’Associazione critica l’impianto sanzionatoria previsto dalla moratoria. "Ai futuri trasgressori la decadenza dalla concessione arriverà, in caso di reiterazione degli abusi costituiti dal superamento dei valori delle portate di prelievo e/o dal mancato rispetto degli obblighi di rilascio del DMV, dopo quattro sanzioni, per altrettante infrazioni alla norma" si legge ancora nella nota. "Però nel caso in cui venga autorizzato l’aumento della potenza della concessione, oppure l’aumento sia semplicemente ammissibile, le sanzioni non sono più applicabili".

Infine Legambiente ricorda come si pagherà solo per gli abusi commessi dopo il 1° gennaio 2014. "E, infine, per chi non abbia compiuto abusi per 7 anni (o non sia stato scoperto vista la scarsità dei controlli), non valgono le sanzioni già comminate per determinare poi la decadenza della concessione".

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