Parla Ferdinando Rollando, la guida alpina soccorsa a Macugnaga: “non sono ferito né ricoverato”

Alcune precisazioni della guida alpina valdostana Ferdinando Rollando che, insieme a Daniele Nardi e Giovanni Pagnocelli, sabato scorso è stata soccorso dall'elicottero di Macugnaga mentre si trovava al bivacco Gallarate.
La nuova via sulla Parete Est dello Jägerhorn
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Non sono stato ferito: la parestesia alle dita dei piedi, da cui eravamo afflitti, diagnosticata a Torino alle 17 di sabato scorso, è un sintomo poco grave del principio di congelamento, pertanto non sono mai stato ricoverato. Sono passato dal Pronto Soccorso di Borgosesia e da quello del CTO di Torino per stabilire che i sintomi di cui soffrivamo non erano gravi come avevo pensato quando ho chiamato i soccorsi”. Ferdinando Rollando, guida alpina valdostana, precisa così i contorni della sua impresa alpinistica finita agli onori della cronaca in seguito ad un principio di congelamento che ha richiesto l’intervento del soccorso alpino.

Rollando quando è arrivato l’elicottero si trovava, insieme a Daniele NardiGiovanni Pagnocelli, giovani alpinisti esperti, e non suoi clienti come anche da noi erroneamente scritto, al Bivacco Gallarate sulla vetta dello Jägerhorn, sotto la Nordend. “Non avevamo nessuna intenzione di salire in punta perché avevamo già raggiunto  l’obiettivo della nostra impresa ovvero l’apertura di una via nuova, inviolata, sulla parete Est dello Jägerhorn“. La nuova via ha un grado di difficolta alpinistica TD+ (Molto difficile) di 900 metri in una parete vergine, piena di salti di roccia e cascate di ghiaccio.

Pur essendo saliti senza esitazioni, i tre alpinisti decidono di scendere solo dopo una notte di riposo al bivacco. “Dopo aver ben dormito al caldo, non abbiamo ripreso la sensibilità di alcune dita dei piedi e abbiamo deciso di chiamare i soccorsi. Nando, il più colpito e il più anziano non sa ancora che la parestesia delle dita dei piedi non è l’inizio della necrosi, della morte dei tessuti, ma è un danno (facilmente riparabile) dei nervi che sono nelle dita. Lo imparerà, insieme a Giovanni, al CTO di Torino, dove un’ambulanza li porterà, dopo che un elicottero li aveva posati prima a Macugnaga e poi al Pronto Soccorso di Borgosesia”. 

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