Se tre anni fa dicevamo che “non è un Consiglio Valle per donne” – ricostruendo uno storico delle elette nell’aula di piazza Deffeyes –, qualcosa con le Regionali 2025 è migliorato. Le donne in Consiglio regionale, infatti, oggi sono sette. Erano otto fino a poco fa, prima dell’avvicendamento tra Andrea Campotaro (Avs) e Cristina Machet (Uv) deciso dal Tribunale amministrativo, in attesa del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato.
Almeno adesso una donna in Giunta c’è, anche perché almeno una deve esserci per legge: l’assessora all’Agricoltura Speranza Girod, una delle poche a non vedersi assegnate le deleghe all’Istruzione. Senza scomodare le ultime Elezioni comunali – anzi sì, i cittadini dei 65 comuni al voto hanno eletto 13 sindache e 51 primi cittadini uomini – se guardiamo alle società partecipate dalla Regione lo scenario non è molto diverso. Anzi.
Di fatto, tra le società controllate, controllate in house, collegate e altre c’è una sola donna in posizione apicale, ovvero Emily Rini, che ricopre la carica di presidente di Sitmb da fine aprile 2023. Quindi, il 4,3 per cento. E si tratta, peraltro, di una nomina non regionale. Per i consigli di amministrazione, su 68 componenti le donne sono 16. Il 23,5 per cento. Di media, neanche una su quattro.

Una chiave di lettura
Spulciando tra gli organigrammi delle partecipate della Regione, abbiamo scelto un metodo: quello cioè di prendere in considerazione solamente le componenti degli organi amministrativi delle società e non di quelli di controllo. Per una ragione molto semplice: la natura stessa, decisionale, dei Consigli di amministrazione rispetto alle funzioni di revisione contabile o di verifica sindacale.
Le donne nelle partecipate? Poche

Partendo Finaosta spa, il piatto piange relativamente. Qui, nella controllata in house, i rappresentanti sono tutti di nomina regionale e i posti apicali sono tutti appannaggio maschile: il presidente della finanziaria è infatti Marco Linty, il direttore generale Mattia Michele Sisto. I consiglieri del cda hanno però maggioranza femminile – anche perché manca il rappresentante non di nomina regionale, prima erano pari –: Erika Galassi, Alex Micheletto e Genny Bouc.

Se ci spostiamo verso i lidi di In.Va, la spartizione pende dalla parte maschile, ma moderatamente. Alla presidenza della controllata in house c’è Marco Mignacco. Nel cda donne e uomini sono pari. C’è infatti Eloïse Barbieri – di nomina regionale –, assieme a Carmine Sciulli (in quota Comune di Aosta), Sergio Vincenzetti (in quota Usl) ed Enrica Zublena (per la quota Enti locali).

Il Casinò de la Vallée, invece, non è per niente “rosa”. I due posti apicali nella società controllata sono infatti occupati – entrambi su nomina regionale – da uomini: l’amministratore unico è Rodolfo Buat, il presidente invece Marco Girardi.

All’interno di Sitrasb – la Società italiana traforo del Gran San Bernardo, controllata che gestisce in concessione il 50 per cento dell’infrastruttura che collega l’Italia alla Svizzera – le quote femminili nel cda sono due: le consigliere Alexia Benato e Barbara Frigo. Tre gli uomini, ovvero il consigliere Matteo Dominidiato e le due figure apicali: il presidente Stefano Distilli ed il vicepresidente Federico Caniggia.

Percentuali femminili basse anche nelle partecipazioni delle autostrade, in entrambe le società collegate alla Regione. In Rav – il Raccordo autostradale Valle d’Aosta spa – la donna presente in cda è una sola, la consigliera Ludovica Gambardella, di nomina regionale. Gli altri sono tutti uomini, a partire dai vertici: il presidente Sandro Sapia, l’amministratore delegato Mirko Nanni ed il vicepresidente Francesco Sapio. Idem per gli altri consiglieri, ovvero Andrea Distrotti, Amedeo Gagliardi e Maurizio Delfino.

Qualcosa cambia nell’altra collegata, ovvero Sav, la Società autostrade valdostane spa. Presidente e vice sono uomini: Paolo Pierantoni e Luca Zuccolotto, così come l’amministratore delegato Federico Caniggia. I consiglieri pareggiano tre a tre: oltre a David Follien, Albert Joseph Betemps, Luigi Bomarsi, infatti, siedono nel cda anche Martina Biava, Antonella Lagorio e Lucia Scaglione.

Riguardo Avda – Aeroporto Valle d’Aosta, società collegata, la composizione è quasi tutta maschile. Presidente e vicepresidente sono Giovanni Pellizzeri e Germano Paoli. Nel cda l’unica donna – oltre ai due consiglieri Antonio Pollano e Andrea Bryer – è Lucia Vallesi, peraltro non nominata dalla Regione.

Tra le società partecipate collegate c’è anche Valeco srl, che si occupa di smaltimento e recupero energetico dei rifiuti, oltre alla gestione diretta di diverse discariche per inerti in Valle. Qui, le quote sono tutte “azzurre”: l’amministratore delegato è Piero Bal, il presidente è Vittorio Antonietti, il consigliere delegato è Matteo Millevolte mentre Francesco Maria Gentile – l’unico di nomina regionale – è consigliere.
Nella Società di servizi Valle d’Aosta spa, anch’essa una controllata in house, le quote sono tutte maschili – sempre senza contare i sindaci che si dividono perfettamente tra generi nei due effettivi e nei due supplenti –: l’amministratore unico, infatti, è Michel Luboz. Il presidente, Marco Saivetto.

Infine, la Sitmb, ovvero la Società italiana per il Traforo del Monte Bianco spa, in cui la Regione ha una partecipazione del 10,625 per cento. Poche le donne ma, come detto, qui troviamo l’unica in posizione apicale: Emily Rini. In un cda piuttosto affollato, le donne sono poche: Cristina Varani, Carmela Lombardo e Gioia Gorgerino.
A partire dall’amministratore delegato Mirko Nanni, gli altri consiglieri sono tutti uomini: Edy Cheney e Laurent Blanc (gli unici due di nomina regionale), Alessandro Albano, Matteo Luigi Bianchi, Olivier Georges René Burri, Claudio Musumeci, Giulio Ettore Bozzini, Ugo Curtaz, Andrea Oglietti, Massimo Macrì, Amedeo Gagliardi, Gregorio Moretti, Sergio Togni e Serge Dal Busco.

Volendo, infine – anche se non è una partecipata della Regione, che è azionista, ma è al 100 per cento di proprietà di Finaosta – ci sarebbe la Compagnia valdostana delle acque – Cva spa. Nel cda che si è insediato lo scorso 7 luglio le donne sono due, e sono consigliere. Si tratta di Francesca Di Carlo e Gaudiana Giusti. Anche qui, a netto dell’altro consigliere, Paolo Pallotti, nei posti di vertice sono tutti uomini: dal presidente Giovanni Aliboni, all’amministratore delegato Giuseppe Argirò.
