Il Consiglio Valle da oggi è un po’ più giovane, ma un po’ meno al femminile. Sono circa le 9.30 di oggi, mercoledì 11 febbraio, quando Andrea Campotaro, 31 anni, ingegnere di AVS, pronuncia il suo “Je le jure” ed entra ufficialmente a far parte della XVII Legislatura.
“Assumo oggi questo incarico con un forte senso di responsabilità e rispetto per le istituzioni. Entrare in quest’aula significa mettersi al servizio della comunità valdostana con serietà, ascolto e spirito di collaborazione: con questo atteggiamento intendo svolgere il mio nuovo ruolo”, sono state le sue prime parole. Campotaro, funzionario all’Università di Pavia, ha aggiunto: “Sono consapevole di essere tra i consiglieri più giovani: non considero questo un titolo, ma uno stimolo a lavorare con impegno, a studiare i dossier e a confrontarmi senza pregiudizi. Porto con me le competenze maturate in ambito accademico e nella pubblica amministrazione, ma anche la curiosità e la determinazione che mi hanno accompagnato fin qui. Mi concentrerò su temi che conosco bene, come infrastrutture, ambiente e trasporti, con la consapevolezza che sviluppo e sostenibilità debbano andare di pari passo”.

A precedere il giuramento del neo consigliere è stato l’intervento del capogruppo UV Aurelio Marguerettaz, che ha voluto ringraziare la collega decaduta Cristina Machet: “In virtù della sentenza del Tar, desideriamo esprimere non un necrologio politico, ma un riconoscimento per il lavoro svolto in questi mesi. Da parte del gruppo UV va il nostro ringraziamento e il riconoscimento per l’attività portata avanti”. Marguerettaz ha poi ribadito che, pur rispettando la decisione del TAR, “non riteniamo che sia stata scritta l’ultima parola su questa vicenda” e ha ribadito l’intenzione di presentare ricorso. “Questo però non significherà che l’UV si asterrà sulla convalida. Auguriamo al collega buon lavoro, con l’auspicio che il suo incarico possa essere di breve durata”, ha concluso.
Di segno opposto il commento della consigliera Chiara Minelli, che ha augurato al collega “buon lavoro, nella speranza che il suo mandato sia lungo e proficuo”. “Siamo molto contenti che Campotaro possa rivestire la carica di consigliere regionale – ha aggiunto la capogruppo di AVS –. Per noi è una bella giornata: avremo un giovane bravo e preparato, e questo ci permetterà di lavorare ancora meglio. Quanto accade oggi ci ripaga anche delle fatiche affrontate questa estate nel prepararci all’appuntamento elettorale. La decisione della maggioranza di fissare a metà agosto un referendum e di cambiare le regole del gioco ha comportato un grande aggravio per le liste che hanno dovuto raccogliere le firme per presentarsi. Per un gruppo di due persone, avere un ulteriore consigliere significa un incremento di un terzo: un rafforzamento significativo”.
A commentare il passaggio di testimone è intervenuto anche Marco Carrel (Autonomisti di Centro): “In questi giorni ho sentito tanti numeri e tante analisi, ognuno nel tentativo di sostenere le proprie posizioni. I numeri sono importanti, ma non sempre le indicazioni dei cittadini vengono rispettate nei giochi di palazzo. Viviamo in un periodo fatto di ricorsi e controricorsi e non credo che la situazione sia ancora definitivamente chiusa”. Poi l’affondo politico: “In un primo momento si era ipotizzato un governo composto solo da autonomisti, ma non bastava e si è quindi aperto a Forza Italia. A quel punto si è pensato di dare dell’inaffidabile a me e a chi mi ha votato. Oggi gli autonomisti sono 17 consiglieri e dipendono da 3 consiglieri di Forza Italia, che hanno giocato una strategia perfetta. Chissà che questa non sia la strada per aprire ancora di più alle forze nazionali”.
Consiglio Valle: nella prossima seduta la surroga di Campotaro. L’UV annuncia il ricorso al Consiglio di Stato
4 febbraio 2026
Mentre Cristina Machet svuota l’ufficio assegnatole in Consiglio Valle, Andrea Campotaro di Avs si prepara a fare il suo ingresso nell’assise regionale. La convalida dell’elezione e il giuramento dell’ingegnere di Avs sarà all’ordine del giorno della seduta dell’11 febbraio prossimo.
Il passaggio di testimone arriva dopo la sentenza del TAR Valle d’Aosta del 30 gennaio 2026 che ha annullato parzialmente gli esiti delle elezioni regionali del 28 settembre 2025, disponendo la correzione dei risultati elettorali e la proclamazione di Campotaro, candidato della lista Alleanza Verdi e Sinistra, in luogo della consigliera Cristina Machet, eletta nella lista Union Valdôtaine. La sentenza è stata notificata il 1° febbraio e acquisita agli atti del Consiglio il giorno successivo.
Come previsto dalla normativa vigente, spetterà ora al Consiglio regionale procedere all’esame d’ufficio della posizione dell’eletto. Sulla base della relazione predisposta dagli uffici della Presidenza del Consiglio, che ha verificato l’assenza di cause di ineleggibilità o incompatibilità, l’Assemblea sarà chiamata a prendere atto della sentenza del Tar e a convalidare l’elezione di Andrea Campotaro, che subentrerà ufficialmente a Cristina Machet.
Sul piano politico, l’Union Valdôtaine conferma l’intenzione di proseguire la battaglia giudiziaria, annunciando il prossimo deposito del ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar. Un passaggio che mantiene aperto il contenzioso e che potrebbe avere ulteriori sviluppi sul piano istituzionale.
Nel ricordare le ragioni della decisione del Tar l’Uv sottolinea come l’interpretazione data dai giudici amministrativi di Aosta “entra in tensione con principi di rango superiore, fondamento di ogni ordine democratico, come il segreto e l’unicità del voto. Principi che non possono essere schiacciati o sacrificati, nemmeno in nome del favor voto, senza compromettere l’integrità e la trasparenza dell’intero processo elettorale”.
L’incarico di assistere il Leone Rampante è stato affidato agli avvocati Hebert D’Herin e Riccardo Viriglio.
Qualora la richiesta di sospensiva presentata ai giudici di secondo grado dovesse essere accolta, Cristina Machet tornerebbe a sedere tra i banchi del Consiglio regionale, facendo venire meno gli effetti della surroga di Andrea Campotaro. Successivamente, il ricorso verrebbe esaminato nel merito e la decisione del Consiglio di Stato – ultimo grado della giustizia amministrativa – avrebbe carattere definitivo, con la possibilità di incidere ulteriormente sulla composizione dell’Assemblea regionale.
Il Tar accoglie il ricorso di Avs: Andrea Campotaro entra in Consiglio regionale
30 gennaio 2025
Andrea Campotaro entra in Consiglio Valle, esce Cristina Machet. E’ quanto ha deciso il Tar accogliendo il ricorso presentato dal primo escluso fra le fila di Alleanza Verdi Sinistra contro gli esiti delle regionali del 28 settembre 2025, annullando in parte l’atto di proclamazione degli eletti dell’8 ottobre 2025 e correggendo il risultato relativo all’assegnazione dell’ultimo seggio all’Union Valdôtaine.
“Ci speravamo, sapevamo di avere argomentazioni solide, ora aspettiamo di leggere il dispositivo, ma dobbiamo comunque ringraziare gli avvocati per l’importante lavoro fatto” commenta a caldo Chiara Minelli.
“È una bella notizia e sono contento, soprattutto per il gruppo di Avs. – aggiunge Andrea Campotaro – Non ho ancora letto il provvedimento, ma ci speravamo: la nostra posizione era documentata con innumerevoli casi analoghi verbalizzati durante lo scrutinio Ora attendiamo di capire come evolverà la situazione, anche in relazione a un eventuale ricorso di Machet al Consiglio di Stato”.
Il nodo riguarda due schede del seggio 21 del Polo 8 di Aosta, inizialmente dichiarate nulle per “potenziale riconoscibilità” (segno di riconoscimento) perché riportavano, oltre alla croce su AVS, nomi non presenti nelle liste regionali. Il TAR ha ritenuto invece che quelle indicazioni fossero spiegabili con la confusione dell’“election day” e che, applicando il principio del favor voti, il voto di lista fosse chiaro e quindi da convalidare: assegnati così 2 voti in più ad AVS.
Con quei due voti, il “resto” di AVS sale da 718 a 720, eguagliando quello di Union Valdôtaine (720). A quel punto scatta la regola regionale sulla parità di resti: il seggio va alla lista con minore cifra elettorale, e il Tar dispone quindi la proclamazione di Andrea Campotaro (AVS) al posto di Cristina Machet (UV).
Nel prendere atto della decisione l’Uv “pur rispettando le decisioni della magistratura” sottolinea in una nota come “permangano elementi interpretativi e questioni procedurali significative che meritano ulteriori approfondimenti”. Ribadisce la propria convinzione “circa la regolarità del lavoro svolto nella verifica dei voti contestati e la legittimità del risultato elettorale originario” e da qui si riserva di analizzare nel dettaglio la decisione per eventualmente ricorrere al Consiglio di Stato, “al fine di tutelare pienamente il diritto degli elettori e garantire che la rappresentanza in Consiglio rispecchi fedelmente la volontà della comunità valdostana”.
Dal Mouvement arriva quindi solidarietà nei confronti della tredicesima eletta, Cristina Machet, “che in questi mesi di incertezza ha dimostrato serietà e un alto senso delle istituzioni. La fiducia e la correttezza da lei mostrate costituiranno un punto di riferimento anche per il percorso che si apre ora”. Infine l’invito del Leone Rampante e alle forze politiche e istituzioni “a mantenere l’attenzione sui temi concreti della Valle d’Aosta, evitando che polemiche e contenziosi distolgano energie e tempo prezioso dall’azione politica e amministrativa”.
Il Tar ha invece respinto il motivo di AVS che chiedeva di rimettere in discussione altri voti annullati in due seggi (La Salle e Saint-Vincent) per difetto di motivazione nei verbali.
Con l’ingresso di Campotaro il gruppo di Avs sale a tre componenti, mentre l’Uv scende a 12 e la maggioranza a 20.

4 risposte
C’è un solo unico ed eloquente commento, di moda fra i raffinati giovani d’oggi: MARGUERETTAZ KING
Certo che gli unionisti ne hanno di colla sotto il sedere per essere così attaccati alle cadreghe!
Per un semplice motivo: anche se hanno una maggioranza da 20 hanno la fifa di dover far entrare nel governo regionale Lega e FdI per tenere in piedi il governo regionale. Senza polemiche: se vai a vedere i personaggi eletti dell’attuale maggioranza, ci sono quasi tutti gli eletti dei governi dei “franchi tiratori”: e quando la maggioranza era sotto a 21, i franchi tiratori hanno provocato un sacco di magagna. Quindi, o si ripendono il seggio della Machet, o devono turarsi il naso e prendersi in maggioranza i gruppi consigliari di Manfrin e Zucchi. Anche se penso che tra gli eletti dell’UV non dispiace per nulla averli in maggioranza: fanno tanto “ni droite ni gauche”, ma l’UV è a tutti gli effetti un partito di centrodesta che si finge di centrosinistra solo quando conviene ai loro eletti. Se possono avere la possibilità di gettare la maschera e allearsi con i partiti affini lo fanno e basta.
Ma come, la stessa UV che ad Aosta rilascia proclami sul fatto che il TAR ha accertato la verità sul ballottaggio comunale, in Regione si straccia le vesti e vuole ricorrere al Consiglio di Stato?