Querelle crocifisso: “la corte europea non ha la leggittimazione per decidere”

Un lettore di Aostasera esprime il suo disappunto per la decisione della Corte europea. "Ritengo grave che un gruppetto di otto signori abbia il diritto di decidere cose attinenti alla sfera culturale e comportamentale di singoli e di comunità intere".
I lettori di Aostasera, Società

Dopo aver lasciato raffreddare un po' gli animi vorrei commentare in modo pacato la sentenza della "Cour européenne des droits de l'homme". Voglio farlo con tono discorsivo e bonario, come se mi rivolgessi ad amici (e un po' lo siamo no? Vi leggo tutti i giorni).

Voglio dire che, a mio parere, non è il merito del giudizio l'importante, è grave il metodo. Ritengo grave che un gruppetto di otto signori, che non fonda la propria esistenza su una qualche forma di legittimazione popolare, abbia il diritto di decidere cose attinenti alla sfera culturale e comportamentale di singoli e di comunità intere.
E', sempre a mio parere, un comportamento da Stato Etico, e questo non va bene, è autoritario e liberticida e mostra la tendenza all'omologazione dei comportamenti personali.

Adesso faremo come in Russia? Loro hanno tolto le statue di Lenin e Stalin, noi toglieremo le Madonne? E da dove sì e da dove no? Potrà restare la Madonnina in via Avondo 3-5 (ad Aosta, dove abito io) oppure offende la libertà di quelli che non sono cattolici e hanno scelto di vivere in quel cortile?

La Madonna di Verdona la toglieremo (non si sa mai, se un ateo o un musulmano andassero a fare la traversata da Oyace a Saint-Barthélemy …)? E la croce sulla cima del Cervino? Potrebbe offendere un alpinista anglicano. Ah, dimenticavo, bisognerà ricordare agli Alpini che la messa (un tempo prerogativa fissa di don Maquignaz) alle feste non si dovrà più fare, magari potrebbe esserci un alpino buddista.

Capite? Non parlo del merito della scelta, ma del fatto che abbiano ritenuto di poter scegliere. E per tutti. Non è una scelta che possa essere fatta al vertice, ogni comunità deve scegliere per sé. Ogni singola città, paese, cortile, alloggio o stanza.

Questa frase presa dalla "Décision de la Cour": «La liberté de ne croire en aucune religion (inhérente à la liberté de religion garantie par la Convention) ne se limite pas à l'absence de services religieux ou d'enseignement religieux: elle s'étend aux pratiques et aux symboles qui expriment une croyance, une religion ou l'athéisme. Cette liberté mérite une protection particulière...» conferma proprio ciò che sto dicendo. Se dobbiamo astenerci dai simboli dovremo provvedere ad un appalto milionario per la rimozione di tutte le edicole e sculture varie di cui è piena la Valle, e non voglio neanche pensare cosa succederebbe al Monte Mucrone o al Colle don Bosco. Se poi ciò deve capitare per volontà di un gruppo di otto persone …

C'è poi da dire che certa gente non impara mai, e parlo della posizione espressa dal vertice di Rifondazione Comunista. Ma come, un partito che si riempie la bocca della parola «libertà», che continua a chiamare «liberazione» il proprio bollettino e che invoca quotidianamente l'Europa dei popoli al posto di quella delle banche ora plaude a una decisione verticistica e assolutamente illiberale presa da un organo comunitario che, senza legittimazione popolare, pretende di entrare con tutto il proprio peso nella liberta' e nell'identita' culturale di tutti i popoli europei. Bravo Prc!La miglior fonte di ispirazione per le uscite quarantottesche del presidente del Consiglio.
Un plauso alla posizione presa dalle autorità Regionali e Comunali di Aosta.

Corrado Olivotto

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Società

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte