Quest’estate sarà smantellato il vecchio Rifugio del Goûter sul Monte Bianco

Il vecchio rifugio si prepara a lasciare l’Aiguille du Goûter: intervento estivo senza stop per gli alpinisti, dopo una breve chiusura primaverile.
Vecchio rifugio Goûter
Società

Dopo anni di rinvii, il vecchio Rifugio del Goûter, situato lungo la via normale del Monte Bianco, sarà finalmente smantellato tra il 1° giugno e il 15 agosto 2026. A rivelarlo è un recente articolo del quotidiano transalpino Le Dauphiné Libéré. La decisione, approvata a livello ministeriale nel giugno 2025, segna un passaggio importante nella gestione di uno degli itinerari alpinistici più frequentati delle Alpi.

Mont Blanc photo aerienne
Foto aerea del massiccio del Monte Bianco con indicata la collocazione del rifugio (Wikipedia)

Già inutilizzato dal 2008, il vecchio edificio avrebbe dovuto essere rimosso da tempo, ma diversi annunci non avevano mai avuto seguito. Questa volta, invece, il progetto diventerà concreto: il rifugio sarà smontato e lascerà definitivamente l’Aiguille du Goûter, dove nel giugno 2013 era stato inaugurato il nuovo rifugio.

Prima dell’avvio dei lavori, sono previste misure di sicurezza: nella seconda metà di maggio l’accesso tra il Rifugio di Tête Rousse e quello del Goûter sarà vietato per due giorni. In quel periodo saranno effettuati interventi di rimozione di neve e ghiaccio sopra il couloir del Goûter, una zona particolarmente esposta alla caduta di pietre.

Nuovo rifugio Goûter
Il nuovo Rifugio del Goûter (Wikipedia)

Durante il cantiere estivo, invece, la via normale resterà aperta agli alpinisti. Le autorità locali assicurano che i lavori si svolgeranno senza interrompere il passaggio verso la vetta.

Il rifugio storico non andrà però perduto: il Comune di Saint-Gervais prevede di ricostruirlo nel proprio parco termale, con l’obiettivo di conservarne il valore simbolico. L’intervento risponde a una duplice esigenza: migliorare l’ambiente naturale in quota e tutelare un elemento significativo della storia alpina.

L’operazione rientra in una più ampia strategia di riqualificazione paesaggistica, già menzionata in un rapporto critico dell’Inspection générale de l’environnement francese, che aveva messo in luce i limiti dell’attuale gestione della via normale del Monte Bianco.

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