Ridurre i costi delle Microcomunità valdostane

"Creare una società mista pubblico/privato mi sembra una presa in giro per gli utenti, per gli operatori dei vari servizi, oltre che per tutti i valdostani. Non vorrei banalizzare, ma mi vien da pensare all'ennesimo carrozzone".
I lettori di Aostasera, Società

Si ritorna a parlare di riduzione dei costi di gestione delle microcomunità per anziani, mi sembra molto opportuno. Non mi sembrano altrettanto giuste le soluzioni che si prospettano. 
Personalmente sono interessato solo marginalmente alla questione però so che le persone direttamente interessate non hanno la forza di reagire ed allora mi permetto di esprimere, in tutta libertà, delle opinioni che credo possano favorire la loro situazione, avendo avuto esperienze sia con organizzazioni private che pubbliche.
Intanto diciamo che abbiamo a che fare con un numero piuttosto esiguo di persone anziane (550) che non riescono più a cavarsela da sole. Attualmente sono ospitate nelle varie microcomuntità della Valle e si vorrebbe – per risparmiare – creare una socità semi privata in grado di gestire tutte le varie strutture.

Mi sembra normale chiedersi per quale motivo una società privata riuscirebbe a risparmiare mentre la Regione non è stata in grado di farlo in questi anni?
La Regione dice che "Il costo giornaliero per anziano nelle strutture pubbliche arriva a 115 euro, mentre nel privato è di 92-95 euro, la differenza è ormai insostenibile". Trattasi di una affermazione condivisibile, ma allora si affidi il sevizio a quelle organizzazioni locali che da anni riescono a garantirlo a prezzi che si aggirano intorno ai 60/70/95 euro al giorno.
Non occorre creare un ulteriore organismo con i rischi che ne possono derivare! La Regione si limiti a controllare il loro operato.
Se invece si ritiene che l’amministrazione pubblica sia in grado di affrontare la sfida della riduzione dei costi si abbia il coraggio di fare delle scelte, non delle finte scelte.
Creare una società mista pubblico/privato mi sembra una presa in giro per gli utenti, per gli operatori dei vari servizi, oltre che per tutti i valdostani. Non vorrei banalizzare, ma mi vien da pensare all’ennesimo carrozzone.
Il coraggio delle scelte però non deve averlo solo chi si trova ai vertici dell’organizzazione politica, anche le Organizzazioni Sindacali e i Sindaci devono dimostrare un po’ di iniziativa e sostenere le innovazioni necessarie e non pensare solo ai propri iscritti od ai propri elettori.
Ad esempio nella città di Aosta, da quasi centocinquanta anni, è in funzione una struttura privata per anziani che ha una capienza di 150 ospiti, i costi giornalieri sono molto più bassi rispetto quelli valutati dalle ricerche delle Comunità Montane e le persone che utilizzano il servizio sembrano mediamente soddisfatte. Non ho mai sentito lamentele particolarmente significative al riguardo.
Non sarà forse il caso di ripensare alla sostenibilità economica di strutture che hanno una capienza di 15/19 posti, costruite in periodi storici completamente diversi dagli attuali? Ma quanto ci costa una organizzazione così capillare e quali benefici ne derivano? 
Provocatoriamente mi vien da dire: perchè non ipotizziamo una bella struttura in grado di ospitare 300 persone e valutiamo seriamente i costi ed i benefici che ne deriverebbero sia per gli ospiti che per i parenti?
Se invece vogliamo mantenere questa organizzazione diffusa sul territorio dobbiamo rassegnarci a sopportare i costi che ne derivano distoglilendo le risorse da altre situazioni. Forse gli anziani – a buon diritto – sarebbero grati, certo è impensabile adottare questa scelta facendo ricadere i costi sulle famiglie che già attualmente sopportano notevoli sacrifici.

Corrado Trussoni

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