Riorganizzazione delle scuole medie, la rabbia dei docenti: “Non c’è progettazione né didattica”

Ieri sera Flc CGIL, CISL Scuola, SAVT École e SNALS hanno incontrato in un 'dibattito sul futuro della scuola valdostana' gli insegnanti di ogni ordine e grado. A rischio una trentina di posti di lavoro alle medie, soprattutto tra i docenti di tecnologia.
Il Dibattito sul futuro della scuola valdostana
Società

La scuola valdostana è in subbuglio, e l’effetto tellurico deriva dalla rimodulazione delle cattedre nella scuola secondaria di primo grado, la scuola media, presentata il 4 dicembre scorso dalla Regione ai Sindacati. Una proposta ‘unilaterale’, secondo le sigle sindacali.
I rischi, sul tavolo, sono semplici quanto preoccupanti: la riduzione dei posti di lavoro – una trentina in bilico – e 13 cattedre in esubero sulla classe di concorso di tecnologia (che vedrebbe le sue ore settimanali, per classe, ridotte da due a tre, con 5 esuberi sul personale), e tre posti in bilico sulle cattedre di lettere ed educazione musicale, e due in quella di educazione fisica, a partire dall’anno scolastico 2017/2018.

A chiusura di un ciclo di assemblee sul territorio ieri sera Flc CGIL, CISL Scuola, SAVT École e SNALS hanno incontrato, in un ‘dibattito pubblico sul futuro della scuola valdostana’ presso la sala convegni della Banca BCC, gli insegnanti di ogni ordine e grado per tirare le fila di questo stravolgimento.

Ma non c’è stata solo la rimodulazione delle medie e la Riforma La Buona Scuola sul banco degli imputati: “A mezzogiorno mi ha telefonato l’assessora Rini – ha esordito Alessia Démé del SAVT – dicendo che non sarebbe venuta. In seguito, via mail, mi ha comunicato che considerando proficui gli incontri con i Sindacati ha ritenuto preferibile non partecipare a questo incontro. È il caso di commentare? No, anche perché a nostro avviso nessun confronto con lei è stato proficuo o costruttivo”.
“Stiamo mandando segnali su quello che potrebbe succedere, e ci è stato risposto con il silenzio – ha spiegato invece Alessandro Celi, SNALS – e ci preoccupa questo silenzio dell’amministrazione che ci fa pensare non ci sia un progetto sulla scuola diverso da quello attuale. Di fronte abbiamo soltanto i tagli, non un modello scolastico”.

La parola passa poi agli insegnanti in sala anche se il ‘convitato di pietra’, l’assessora regionale all’Istruzione Emily Rini, farà capolino sovente durante la serata: “In tutta questa riforma la progettazione e la didattica non esiste – ha spiegato Eddy Cretaz, docente di tecnologia – e abbiamo cercato di far capire all’assessore e al Sovrintendente che il sistema della tecnologia in VdA era visto con invidia fuori perché permetteva valenze importanti nell’informatica, per la nostra autonomia scolastica sfruttata bene. Il Sovrintendente Gentile ha ammesso che è solo una questione di bilancio, che devono assumere personale alle superiori sacrificando le medie e la tecnologia, mi chiedo cosa pensa chi è in maggioranza o sta per fare il salto, come il PD o l’UVP”.

“I precari con queste novità andranno a spasso – attacca Marco Meinardi, anch’egli docente di tecnologia alle medie – e non si vede un futuro. Molti di noi hanno preso tantissime abilitazioni spendendo molti soldi per una disciplina che ora prende molte aree. Ed il concorso per gli insegnanti tanto atteso? Doveva uscire il 1° dicembre 2015, al 5 febbraio non abbiamo ancora sentito nulla, è un concorso già fuorilegge”.

La situazione si fa nervosa quando interviene Roberto Bonin, insegnante di matematica e scienze alle Einaudi, parte di una commissione tecnica che ha cercato di adattare ‘La Buona Scuola’ al sistema didattico valdostano: “Le proposte della commissione sono state pesanti: abbiamo dovuto decidere quali materie fare quasi integralmente in lingua straniera e quali lingue usare. Italiano e matematica saranno fatti in italiano, mentre educazione musicale e geografia integralmente in francese. Scienze verrà insegnata in inglese, come educazione motoria e un’ora di tecnologia. Resteranno poi un’ora di storia, una di religione, e una di educazione artistica da scegliere in ogni istituto, a discrezione. Capisco i malumori ma dovevamo trovare un compromesso tra quella schifezza dell’École en langue e questa riforma”.

La serata scivola poi verso gli interventi delle diverse forze politiche presenti in aula, dalle quali parte un attacco per direttissima nei confronti dell’amministrazione: “Ad un regime di arroganza il silenzio della popolazione farà solo comodo – ha spiegato Chantal Certan, Alpe – e Rini non ha neanche un progetto di scuola, mentre il Sovrintendente non sa neanche come sia fatta una scuola. Sarebbe stato un bel gesto di umiltà venire ad ascoltare chi nelle scuola ci sta tutti i giorni”. Mentre secondo Roberto Cognetta, consigliere regionale 5 Stelle: “Il problema è che finiti i soldi è finita anche l’intelligenza. Andremo peggio di altri perché tutto dipendeva da soldi della Regione. Rini è un assessore che se ne frega di fare l’assessore, che non riceve neanche la gente, e la colpa è anche vostra e dei voti che negli anni sono stati dati a questi personaggi. Un problema grosso in Valle: pochi numeri, troppe preferenze, scarsa cultura”. 

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