Si rivedono gli attrezzi agricoli alle Porte Pretariane: scale e rastrelli secondo tradizione

A proporli da 40 anni a questa parte Olivo Balliana, classe 1929, uno dei pochi maestri rimasti del settore e tra i premiati dell'edizione 1009. "L'anno scorso non ho potuto partecipare alla fiera per motivi di salute" ci spiega.
Olivo Balliana
Società

Fanno di nuovo bella mostra di sè alle Porte Pretoriane le scale e i rastrelli di legno costruiti secondo la tradizione valdostana. A proporli da 40 anni a questa parte Olivo Balliana, classe 1929, uno dei pochi maestri rimasti del settore e tra i premiati dell’edizione 1009. “L’anno scorso non ho potuto partecipare alla fiera per motivi di salute” ci spiega “del resto non sono neanche più agli albori della carriera” sottolinea poi in tono scherzoso.

La sua produzione punta su rastrelli, grandi e piccoli, e scale di legno, di diverse dimensioni. Quelle più grandi costano 6 euro al piolo. “Le scale più piccole possono costare anche 16 o 18 euro, cifre con cui non si ripaga di certo il mio lavoro visto che ci vogliono due o tre ore per farle. Continuo questa attività per passione e perché, fiera o non fiera, vengono a cercarmi e a chiedermi le scale e i rastrelli” ci racconta ancora l’artigiano di Roisan.

Olivo Balliana è anche l’insegnante del corso organizzato dalla Biblioteca di Saint-Christophe: sei allievi a cui  sta cercando di trasferire la tecnica e l’arte degli attrezzi agricoli costruiti secondo lo stile valdostano.  Anche loro presenti alla Fiera, hanno allestito un banco sotto i portici di Piazza Chanoux nella zona dedicata alle scuole. Il pezzo forte che espongono è una scala alta più di 5 metri.  “C’è molta curiosità da parte dei turisti e questo ci invoglia a proseguire il discorso e a portare avanti la nostra passione per l’artigianato in genere” ci spiega Valter Giacché, uno degli allievi del corso approdato alle scale dopo l’intaglio e la vannerie.

Curiosità da parte dei visitatori anche per gli sgabelli usati per mungere. Alle Porte Pretoriane da 45 anni li espone Renzo Bionaz a cui si è unito il figlio negli ultimi anni. “Li fanno durante l’inverno, per la fiera ma anche per l’alpeggio dove vanno in estate” ci spiega la nuora presente al banco. “Se i turisti fanno molte domande e chiedono perché lo sgabello abbia una sola gamba, gli allevatori vengono a colpo sicuro a comprare perché mio suocero è molto conosciuto nell’ambiente”.

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